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Giorgio De Chirico
Biografia ed
Opere
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Le visioni architettoniche,
piazze d'Italia, statue solitarie, oggetti assurdamente avvicinati da
inquietanti suggestioni, i manichini che riempiono gli spazi pittorici
di De Chirico vengono apprezzati dai Dadaisti e dai Surrealisti, quale
fonte delle loro ricerche e creazioni, ma anche dagli artisti tedeschi
del "Realismo Magico", quelli del "Bauhaus" e della "Nuova Oggettività".
Fra il 1920 ed il 1924 vive
tra Roma e Firenze, mentre nella sua pittura si fa sempre più sentire
una originale e romantica interpretazione della classicità ed un
interesse per la grande tecnica degli antichi maestri rinascimentali.
Giorgio De Chirico impara dal
pittore russo Locoff la tecnica della tempera grassa verniciata e
dipinge le serie delle Ville romane, dei Figliol prodigo e degli
Argonauti, partecipando a varie importanti esposizioni.
Tornato a Parigi nel 1925 è
attaccato dai Surrealisti per la sua nuova pittura, nel 1928, tiene la
una personale prima a New York, e poi a Londra.
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Giorgio De Chirico Piazza d'Italia |
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Giorgio De Chirico I Gladiatori 1931 |
In questi anni, oltre alla
pittura, De Chirico si dedica alla scrittura: pubblica il romanzo in
francese "Hebdòmeros" nel 1929 e, frequentando il mondo della
moglie sposata qualche anno prima, l'attrice russa Raissa Gurievich
Kroll, si occupa di scenografie per spettacoli teatrali e balletti.
Il Futurismo cercava un modo per rappresentare il movimento e la
velocità, mentre De Chirico e la
Metafisica volevano dipingere una
dimensione dove ogni cosa apparisse assolutamente immobile e quasi senza
tempo.
I principali esponenti della Pittura Metafisica con De Chirico, sono gli
italiani Carrà,
Morandi,
Casorati, Sironi, Martini, Marini e Tosi.
Negli anni '30 Giorgio de Chirico continua a produrre nuove opere,
ampliando i temi della sua arte: dipinge quadri il cui temi vanno
dall'Archeologia, ai cavalli, ai Gladiatori e vengono esposti
nelle più importanti gallerie d'arte sia in Europa che in America.
Mentre il suo matrimonio è in crisi incontra Isabella Far, che diventerà
nel 1952 la sua seconda moglie, gli starà vicino fino alla morte e
diventerà curatrice delle opere del maestro e custode della sua memoria. |
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Anche se la
migliore produzione di De Chirico è da ricercare nel periodo che va dal
1909 al 1919, il periodo strettamente metafisico, anche gli anni
della maturità artistica del pittore sono ricchi di lavori sui temi che
gli sono cari.
Dopo la seconda Guerra Mondiale, il pittore collabora con il Teatro
Comunale di Firenze, l'Opera di Roma e il Teatro alla Scala di Milano,
si occupa di grafica dedicandosi all'illustrazione e disegna le scene
per il balletto Don Giovanni di
Strauss. |

Giorgio De Chirico Tour Litografia |
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Giorgio De Chirico Bronzo |
Fra il '46 ed
il '47 Scoppia uno scandalo: De Chirico dichiara falsi i dipinti degli
anni '20 e '30 facenti parte della retrospettiva organizzata preso la
galleria Allard di Parigi, contesta la Biennale di Venezia e vengono
scoperti moltissimi quadri falsi con la sua firma.
Negli anni '50
e '60 il pittore dipinge, in costante opposizione con le tendenze
dell'arte contemporanea, nature morte, paesaggi, ritratti ed interni.
Si interessa
nuovamente di scenografia e comincia a dedicarsi alla pratica della
scultura in bronzo trattando temi mitologici.
In seguito
queste sculture verranno realizzate anche argentate e dorate e De
Chirico le trasformerà in gioielli.
Negli ultimi
anni della sua vita il pittore si dedica alla litografia di opere
importanti quali "I promessi sposi", l"Apocalisse" ed il suo romanzo "Hebdomeros",
partecipa a grandi retrospettive in tutto il mondo, persino in Giappone.
Il 20 novembre
1978, dopo una lunga malattia, Giorgio De Chirico muore a Roma, nella
sua casa a Piazza di Spagna. Le sue spoglie sono conservate nella Chiesa
Monumentale di San Francesco a Ripa, a Roma.
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