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Giovanna Bolognini Biografia ed Opere

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Giovanna Bolognini
Giovanna Bolognini, nasce a Volpera di Mapello, in provincia di Bergamo nel 1955 e, ancora bambina appassionata di disegno e colori, decide di "fare l'artista" come racconta Giovanna Bolognini stessa.

Da questa primitiva passione gli studi della futura artista seguono un percorso classico: si diploma al Liceo Artistico Statale di Bergamo nel 1979, prosegue gli studi fino al
conseguimento del Diploma in pittura all'Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo nel 1983.

Caratterialmente dotata di grande energia e interesse
percorre con fedelmente i sentieri della sua personale ricerca e sperimentazione affiancando alla sua vita artistica lo studio che la porta a diplomarsi nel 1994 in pittura all'Accademia di Brera a Milano.

Vive e lavora a Bergamo
Giovanna Bolognini
In occasione di una mostra al GAM di Bergamo, la curatrice Maria Cristina Rodeschini Galati presentando Giovanna Bolognini scrive:"...presentauna serie di disegni scultura nei quali infrange con assoluta naturalezza la bidimensionalità, spalancando immaginari visivi che estroflettono e introflettono la superficie, in una visione forte e dinamica.

Curiosa è l’esplorazione della tridimensionalità, che guida il riconoscimento dei mezzi espressivi più adatti a fare forma a una precisa dimensione estetica, presupposto chiaro di ogni risultato.

Una mano riconoscibile, vibrante, mai statica, con un ritmo al quale stanno strette le regole e i confini delle due dimensioni, per proiettarsi nella costruzione dello spazio, dimensione plastica necessaria e inevitabile dei disegni scultura di Giovanna Bolognini.
Giovanna Bolognini  - Delicatezza - 1996 -
Hanno scritto di lei, tra gli altri, Giuseppe Appella, Mario Botta, Claudio Cerritelli, Enrico Crispolti, Fabrizio D’Amico, Maria Grazia Recanati.

"L'artista bergamasca utilizza il filo di ferro per dare vita ad una ricerca plastica di carattere panteistico che non si limita alla semplice costruzione delle forme, ma diventa punto di partenza per un'indagine più ampia che coinvolge il suo essere.

E' lo spazio a farsi scultura in un sintesi magica e alchemica tra gli elementi esterni e quelli interni, tra il vuoto e il pieno, tra la trama e l'ordito"

(Alberto Fiz, ""Giovanna Bolognini - Guglielmo Mattoni.
Giovanna Bolognini
Al di là delle immagini"", 2002, Milano, Galleria Morone 6)"

Specializzata nella realizzazione di opere d'arte con il filo di ferro cotto, Bolognini trasforma un mezzo elementare e povero in visioni di grande potenza e suggestione

La scelta di avere una costante linguistica, il filo, non imbriglia il lavoro che libero cresce su se stesso e cha anzi trova nel medium solidissima e affascinante coerenza.
(M.C. Rodeschini Galati- G. Brambilla Ranise)

La scultrice si sè stessa scrive:
"Le affinità tra la scultura che realizzo e me stessa, si incontrano nel punto di confine tra il sapere e l’ignoto.

In questo esile sentiero si scontrano e si fondono delle esigenze fisiche ed intellettuali, di formee visioni che hanno l’esigenza di tradursi concretamente attraverso il materiale (per ora è il ferro), di tramutarsi da un mondo
immaginario al suo farsi reale.

Questa è la scultura nella quale mi addentro per seguirla e ricercarla nel suo universo.

Tutto ciò che avviene poi, nella tensione realizzativa, è un rapporto fisico fondamentale, dove lo stancarsi conduce ad un ritmo che abbatte le barriere mentali.

Da qui nasce l’integrazione tra me e la scultura, in un ritmo sinergico".

Vedi sito personale di Giovanna Bolognini
Giovanna Bolognini alla Galleria Morone
INTERVISTA A GIOVANNA BOLOGNINIell'Ufficio stampa del MUSMA
Museo della Scultura Contemporanea di Matera

MUSMA Matera :
Quando o in che occasione particolare hai detto a te stessa: “Io voglio fare l’artista”?

Giovanna Bolognini:
Da quando sono piccola, le matite colorate e poi le tempere sono sempre stati i miei compagni, per cui ho sempre avuto, con la forma, le immagini e la loro proiezione mentale, una naturale convivenza.

Non so se si può parlare di scelta, piuttosto direi che tutto mi porta lì; anche se dovessi girare le spalle, quel qualcosa me lo ritrovo sempre lì.

MUSMA Matera :Giovanna Bolognini:
Hai un rapporto con altri linguaggi espressivi? Se sì, quanto incidono sul tuo lavoro?

Giovanna Bolognini:
Sì, amo a volte scrivere poesie, e questo modo mi aiuta a focalizzare quelle percezioni della forma che altrimenti svanirebbero, o rimarrebbero in un groviglio confuso e non chiarite.

Direi, più che incidere nel lavoro della scultura, questi due linguaggi per me sono alleati.

MUSMA Matera :
Nella realizzazione di una tua scultura, ti muovi
nel solco della tradizione o segui un procedimento
tutto tuo? Quale funzione ha il disegno?
Lilith - L'aspetto femminile della creazione
Giovanna Bolognini:
Nella realizzazione delle mie sculture seguo un mio percorso che si investe e si riversa nella sensibilità e nella cultura del mio tempo; anche se le sculture sono nel presente, la forma viene dal passato, dalla memoria della sua storia e qui si trasforma per liberare la sua identità attuale.

Credo che il disegno sia l'alfabeto della forma, libero di vestirsi velocemente di qualsiasi esigenza, è come l'alfabeto di tutte le lingue del mondo, ognuna ha un suo suono.

MUSMA Matera :
Ritieni che il tuo lavoro, per essere compreso,
necessiti di conoscenze particolari?

Giovanna Bolognini:
Credo di no, solo un po’ di contemplazione.

MUSMA Matera :
L’opera comincia il suo viaggio già con un titolo che indirizza il tuo percorso e la possibile comprensione da parte del pubblico?

Giovanna Bolognini:Giovanna Bolognini:
Il titolo della scultura non è per me un'indicazione da seguire, ma di solito la forma nasce con un titolo, è come se fosse il titolo stesso una sua rivelazione, è slegato da un'idea, ma è unito alla sua identità.

E credo che se sono in comunicazione con la forma che sto realizzando, questa comunicazionearriva anche al pubblico.

MUSMA Matera :
Quali sono stati i tuoi artisti di riferimento e, oggi, quelli che guardi con maggiore attenzione?

Giovanna Bolognini:
L'artista che maggiormente è stato un riferimento per me, sia per la sua produzione artistica, che per il suo pensiero sulla ricerca della libertà della forma, catapultandola fin nell'abisso per poi risalire e rincontrare diversamente le stesse danze del ritmo è stato Paul Klee.

Nel contemporaneo sono tanti e diversi gli artisti dai quali mi sento attratta.

Per la loro libertà di ricerca, per come utilizzano la materia trasformandola, da Richard Long a Eduardo Chillida, Michelangelo Pistoletto, Luigi Ontani, e tanti altri.

Libri su Giovanna Bolognini


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