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Giuseppe Gabellone Biografia e Opere

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Giuseppe disi nel 1973 ed ha studiato all''Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove ha fatto la prima esposizione nel 1996.

Vive e lavora tra Brindisi e Milano dopo aver lavorato a lungo a Parigi.

Sin dalla seconda metà degli anni Novanta il suo lavoro si è imposto all’attenzione del pubblico e della critica internazionali per l’originalità del suo approccio ai linguaggi della fotografia e della scultura.

L'Artista prende parte giovanissimo a due edizioni della Biennale di Venezia (nel 1997 e nel 2003) affermandosi per il rigore formale e concettuale che lo caratterizzano.
opera di Giuseppe Gabellone
Senza titolo (Cactus), 1996
Stampa fotografica a colori, 120 x 180 cm

Giuseppe Gabellone è l’unico artista italiano invitato alla edizione 2002 di Documenta, la grande rassegna internazionale che si tiene ogni cinque anni a Kassel in Germania.

Nel suo lavoro, Gabellone esplora la relazione tra scultura e fotografia, tra bidimensionalità e tridimensionalità, realizzando un incontro tra l’immagine fotografica e la sua fisicità materializzandola nella scultura.

L'artista esordisce con lavori che rivelano una profonda relazione con l’Arte Povera e con la scultura post-minimalista, in modo particolare nel concepire la scultura come campo di energia, di trasformazione e di temporalità.

Negli anni successivi il suo studio si è concentrato in una spiccata sperimentazione, sia di forme che di materiali.

Gabellone ama costruire misteriose "sculture" che poi fotografa in ambienti e situazioni inquietanti, e che spesso distrugge dopo averle tradotte in quadri fotografici.
Giuseppe Gabellone
Senza Titolo,1999
Stampa fotografica a colori, 150 x 242 cm

Sperimentando materiali come il poliuretano espanso,il tabacco e la polvere di alluminio, Gabellone ha rivisitato il linguaggio del basso-rilievo osservando con occhi dell'uomo moderno la relazione tra immagine, scultura e architettura.

Gabellone realizza oggetti fuori scala: un gomitolone di corda (1996), un tunnel retrattile (1997), cactus in argilla dentro un garage (1997), grandi casse in legno o acciaio con sigilli (1999 – 2000), uno spettacolare nastro elicoidale in legno dolce che si avvolge come nelle architetture assurde di Escher (2000), quadri monocromi rivoltabili a faccia doppia, enormi fiori in tessuto contro sfondi di paesaggio (2002).
Giuseppe Gabellone
I Giapponesi (dettaglio), 2003
Schiuma poliuretanica rigida, 242 x 103 X 68 cm

Crea così un sistema quasi metafisico di presenze e attese ambigue, allusioni all’inerte consistenza – sparizione delle cose, corpi che occupano spazi da cui l’uomo è assente.

Da questa sperimentazione nel 2003 è nata la serie "I Giapponesi" , ma spesso lo stesso autore non da’ una definizione precisa, nascono così i "Senza Titolo" del 2005 che si trovano a metà tra la pittura e la scultura.

Alcune strutture sono bifronti ed una faccia rimane sempre nascosta allo spettatore, e l'altra faccia offre l'altro colore ed il loro titolo è semplicemente “Rosso e azzurro”, “Giallo e viola”, “Verde e arancione” e “Blu e rosa” .
Giuseppe Gabellone
Senza Titolo, 2008
Legno, specchi, 199 x 129 x 87 cm

Giuseppe Gabellone
Senza Titolo, 1997
Alluminio, tessuto acrilico, nylon, 205 x 100 x 2.000 cm

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