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Kokoschka Oskar

Biografia ed Opere

È un post-impressionista.

Si passa dall’Impressionismo all’Espressionismo

Inizia a dipingere all’età di quattordici anni e, quando con la famiglia si trasferisce a Vienna, si iscrive, nel 1905, alla Scuola di Arti Applicate, grazie ad una borsa di studio.

La sua formazione avviene nell’ambiente della Secessione Viennese, a diretto contatto con Klimt, che ne influenza le prime.

Nel 1908 diviene amico dell’architetto austriaco Adolf Loos, che lo introduce l’artista negli ambienti letterari.

Essenzialmente un autodidatta, si manifestò in Germania come pittore grazie ad una serie di ritratti di personalità austriache, commissionatigli da Loos, tra cui il Ritratto di Peter Altenberg, del 1909; nel 1912 espose a Berlino e a Colonia, ed alcune sue opere furono acquistate da vari musei tedeschi.

Nei disegni eseguiti tra il 1907 e il 1912, che influenzarono, tra gli altri, Egon Schiele, le figure sono disegnate in maniera delicata e disposte in modo irregolare; talvolta Kokoschka lascia deliberatamente delle superfici vuote, di modo che l’attenzione dell’osservatore si concentri direttamente sulla parte materiale.

I ragazzi sognanti -1908 xilografie
I segni bianchi sono scavati dentro il colore: gesto simbolico sul passaggio non più regole accademiche ma libere, personali. I volti dei bambini sono inquietanti (effetto della psicanalisi sulla pittura). Il ritratto non è più, come nell’800, come vuole apparire pubblicamente, borghese ma è diverso: non è per quello che sono ma per quello che mi presento

La sposa nel vento, 1914
Una delle grandi suggestioni del quadro è l’unione di un paesaggio notturno (fatto di monti, nubi, luna, vento) con le figure nude dei due protagonisti. Questa proiezione del-le passioni umane nell’ambito di una natura che sembra partecipare al dramma esistenziale dell’uomo, carica il quadro di un sim-bolismo allegorico molto universale.
A differenza del bacio di Klimt qui il protagonista è l’uomo; la donna invece si abbandona con animo sereno proprio di chi vive il rapporto con la vita senza le ansie esisten-ziali create dai della propria psiche. Questa sensazione appare sia dall’espressione del volto ,con gli occhi chiusi, sia dall’adagiarsi del suo corpo. L’uomo ha invece gli occhi aperti segno di una inestin-guibile nevrosi interiore che non solo gli impedisce di rilassarsi nel sonno ma gli deforma visibilmente il corpo in spigolosità e annodamenti nervosi.
Il rapporto amoroso viene rappresentato all’aperto; non nell’intimità della casa ma cosmico. Vuole rappresentare il sentimento soggettivo dell’artista le forme sono deformate.

Nel 1910, Walden, fondatore della rivista d’avanguardia berlinese Der Sturm, convince Kokoschka a trasferirsi a Berlino, dove collabora con la rivista.

Con La sposa nel vento, del 1914, la sua pittura concitata e nervosa, essenzialmente tragica, raggiunse la piena maturità espressiva, che lo collocò in una posizione personale all’interno dell’Espressionismo.

Nel quadro vanno rintracciati elementi autobiografici dell’artista: è un omaggio ad Alma Mahler, vedova del compositore Gustav Mahler, con la quale Kokoschka aveva avuto una sfortunata relazione amorosa che influenzò la sua vita.

Il Cavaliere errante fu l’ultimo quadro dipinto da Kokoschka prima di arruolarsi volontario per la I Guerra Mondiale nel XV reggimento austro ungarico.

Nell’agosto del 1915 rischiò di morire per una grave ferita riportata sul fronte russo.

Trasferitosi a Dresda nel 1916, insegna all’Accademia di Dresda dal 1920 al 1924.

A partire da quegli anni privilegia, progressivamente, la trattazione di grandi spazi, adottando, nella sua pittura, colori chiari e luminosi, caratteristici dell'Espressionismo Tedesco.

Abbandonato l’insegnamento ed intraprende una serie di viaggi in Europa, Nord Africa e Asia Minore, intensifica l’attività di incisore e di pittore realizzando ritratti, soggetti mitologici e moltissimi paesaggi raffiguranti località straniere.

Continua a viaggiare per il mondo e cambia due volte nazionalità a causa della politica.

Il Cavaliere errante

È considerato "artista degenerato" dai nazisti perchè non in linea con le direttive estetiche da loro imposte, cerca rifugio nel 1938 in Gran Bretagna dove acquisisce la cittadinanza nel 1947, mentre in patria i suoi quadri vengono tolti dai musei e dalle collezioni.

Dal 1934 al 1938 vive a Praga, e a Londra nei quindici anni successivi; nel 1953 si stabilì definitivamente in Svizzera.

Oskar Kokoschka muore a Villeneuve nel 1980.

Per Kokoschka è il colore che costruisce l’immagine in un rapporto diretto con la gestualità del pittore.

Il colore non solo prende una fisicità più materica ma ha una astrazione dal reale che gli consente di "evocare" atmosfere con grande forza comunicativa.

Kokoschka risente del clima politico di questo periodo e lo interpreta in chiave espressiva ed esistenziale.

All'eleganza decorativa e ambiguamente nostalgica delle tele di Klimt contrappone l'asprezza dei suoi ritratti.

Un'asprezza che ha la funzione di rendere l'angoscia e la drammaticità del suo tempo.

Il talismano-1888

Manifesto per la prima rappresentazione del dramma "Assassino, speranza delle donne. L’immagine secca vuol esprimere i nuovi temi, i nuovi problemi sociali della donna.

La produzione teatrale.

Kokoschka si fece interprete delle inquietudini dell'uomo e della continua lotta tra gli archetipi di Uomo e Donna alla ricerca del Neue Mensch (Uomo Nuovo) nella sua produzione teatrale, che subì un forte ostracismo in Italia a causa dello stile denso di ermetismi e complesse ellissi.

Ognuna delle sue opere è scontro tra dualismi opposti (Uomo-Donna, Luce-Ombra), e non di rado la morte e la rinascita giocano ruoli fondamentali per la nascita di una nuova identità.

Assassino, speranza delle donne è il titolo di un dramma espressionista scritto nel 1907, illustrato da una serie di xilografie

Sempre nel 1907 è considerato il primo dramma espressionista in assoluto, non solo nel testo, che vide quattro edizioni stampate tra il 1910 e il 1917, ma anche nei mezzi scenici, pittorici, coreografici, acustici, dinamici.

Costruito secondo lo schema della tragedia greca (due attori e il coro), tratta del conflitto fra uomo e donna, visti come avversari inconciliabili i giovani attori dell'Accademia d'arte drammatica recitavano «come se fosse una questione di vita o di morte», vestiti con costumi fatti di stracci, i volti dipinti secondo le usanze dei popoli primitivi, e le braccia e le gambe decorate con le linee dei muscoli, dei nervi e dei tendini.

Kokoschka scrisse un secondo lavoro teatrale, Sfinge e uomo di paglia (Sphinx und Strohmann), sottotitolato `commedia per automi': la parodia di un tema ricorrente nella commedia borghese, il triangolo sentimentale.

La sua produzione drammatica e scenografo andò ben oltre: ricordiamo i bozzetti per le scene e i costumi del Flauto magico (Salisburgo 1955), commissionati da Wilhelm Furtw&aulm;ngler poco prima della morte; realizzò le scene e i costumi per Un ballo in maschera di Verdi, per la memora-bile edizione del 1963 al Maggio musicale fiorentino (regista Herbert Graf, direttore Antonino Votto).

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