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Dal 1949, anno della sua prima personale alla Galleria Marini di Lima, in Perù,
espone quasi ogni anno in Ecuador, in Colombia, nel
Nicaragua e, negli ultimi quarant'anni, negli Stati Uniti, in Italia ed in
Europa.
Nel 1950 Ranucci si
trasferisce in Equador, dove mettendo a frutto la sua
profonda cultura e passione per il teatro, lavora come Regista e
Sceneggiatore per il Teatro dell'Università di Quito, mentre espone in Colombia ed in Giamaica.
Appartenente alla scuola dei Murales, Lucio Ranucci, come
Diego Rivera,
è convinto della necessità di "gridare" la verità sociale con
la pittura, come
Picasso ha fatto dipingendo Guernica.
"La pittura – dirà in una intervista nel 1980 – mi interessa particolarmente per
la sua incidenza sui fenomeni sociali e politici; certo oggi si
ottengono risultati più immediati col cinema, in questo senso, e con
la televisione, ma pensa un po’ quando il pittore era realmente l'unico testimone dei suoi tempi, era un fatto eccezionale, c’era
una funzione grafica di testimonianza"
La tecnica che Lucio Ranucci utilizza nei suoi dipinti è quella
ad olio e ad acrilico, con l’aggiunta, talvolta, di sabbie e
terre.
Le figure umane, soggetti preferiti di Lucio Ranucci, sono
statiche, riprese spesso frontalmente, sembrano dei manichini di
legno, ma, paradossalmente quelle forme geometriche e cubiste
esprimono una grande spiritualità e profonde emozioni. |
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