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Otto Mueller Biografia e Opere

Otto Mueller Biografia e Opere

Liebau (Slesia), 1874 - Obernigk (Breslavia), 1930

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Otto Mueller nasce il 16 ottobre 1874.Otto Mueller

Contrariamente al desiderio del padre, che lo voleva ufficiale, Mueller a sedici anni inizia a prendere lezioni di litografia.

Quattro anni dopo si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Dresda, frequentandola dal 1894 al 1896.

Fallito il tentativo di studiare presso Franz von Stuck a Monaco, dopo un rientro a Dresda, nel 1908 si trasferisce a Berlino, dove si avvicina agli scrittori del Fischer-Verlag e in particolare al drammaturgo Gerhard Hauptmann.

L’anno successivo gli viene dedicata un’esposizione alla Galleria Fritz Gurlitt di Berlino.

Conosce e frequenta Erich Heckel e Ernst Ludwig Kirchner, nel 1910 viene invitato a esporre alla Galleria Arnold di Dresda come ospite della “Brücke”; nel 1911 entra a far parte del gruppo.

L’incontro con gli artisti della “Brücke” segna il suo vero inizio pittorico, dato che poco rimane della sua produzione precedente, in parte distrutta dallo stesso Mueller.

Dal 1910 individua i suoi temi e uno stile personale al quale rimarrà fedele, senza apportare alla sua opera ulteriori sviluppi.

Ultimo a entrare nel gruppo – solo due anni prima dello scioglimento avvenuto nel 1913 –, la sua ammissione avviene in un momento particolare. La “Brücke” si era formata già da sei anni; quasi tutti ormai tendevano a lasciare Dresda per Berlino.
Otto Mueller
Si cominciavano a presentare i primi successi commerciali e si era concluso il periodo in cui la comunità aveva accolto ogni nuovo membro che avesse dimostrato interesse a parteciparvi.

E le opere di Mueller non corrispondevano per molti versi alla caratteristiche tipiche di quel particolare stile della “Brücke” che si sarebbe sviluppato pienamente proprio dall’estate del 1910.

Nell’opera di Mueller non compare la città, con scene di cabaret, vie, caffè.

Mueller non deforma o stravolge i suoi motivi, né li libera dalla loro colorazione naturale a vantaggio di una maggiore espressività.

Le sue immagini sono attente all’equilibrio compositivo, armoniose nel cromatismo. La superficie opaca, particolare, che spesso campeggia nei suoi quadri, è ottenuta usando la colla come legante al posto dell’olio.

In questo modo Mueller cerca di avvicinarsi all’antica pittura parietale egiziana che ammirava molto.

E alla quale era particolarmente interessato non solo dal punto di vista tecnico, ma anche per le piatte composizioni parallele e per la forma espressiva lineare che le contraddistingue.

Il 1910 è un anno cruciale per la maturazione artistica di Mueller.

Entra a far parte della “Brücke”, compie un viaggio in Boemia con Kirchner; si può affermare che, nell’ambito del movimento, porta nell’espressionismo una voce più mite e malinconica, una costruzione formale meno incline alle dissonanze proprie degli altri pittori del gruppo.

Nel 1911 si trasferisce a Friedenau e nello stesso anno dipinge insieme a Heckel e poi ancora con Kirchner sul mar Baltico; nel 1912 si reca con Kirchner a Uniczek, vicino Praga.

Nonostante lo scioglimento della “Brücke”, avvenuto nel 1913, rimane amico di Kirchner e lo va a trovare sull’isola di Fehmarn, sul mar Baltico, quello stesso anno.

Nel corso della Prima guerra mondiale si arruola come volontario in una divisione corazzata, nella quale presta servizio dal 1916 fino al 1918, contraendo nel 1917 una forma di polmonite che gli compromette inesorabilmente la salute. In seguito a lunghi ricoveri in ospedale venne congedato.

Nel 1919 gli viene offerta la cattedra di pittura all’Accademia di Belle arti di Breslavia, incarico che detiene fino alla sua morte.

Nei primi anni venti viaggia spesso nel sud-est dell’Europa, dove si racconta abbia vissuto in un accampamento di zingari.
Nel 1927 realizza la sua opera più celebre Zigeunermappe (Portfolio zigano), una raccolta di litografie a colori.

Dalla metà degli anni venti alcune sue opere evidenziano un certo tono melanconico fino a quel momento appena suggerito.

Introduce nuovi motivi, quali i paesaggi arcadici con i bagnanti,ma soprattutto dà spazio alla vita reale degli zingari, attraverso la raffigurazione di capanne, paesi, madri con bambini, persone anziane.

Muore in una casa di cura specializzata in malattie polmonari a Obernigk, vicino a Breslau il 24 settembre 1930.

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