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Piero della Francesca

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Biografia ed Opere di Piero della Francesca

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Piero della Francesca
Piero della Francesca, il cui vero nome è Piero di Benedetto de’ Franceschi, la data di nascita, sconosciuta, può essere posta fra il 1412 ed il 1420 a Borgo San Sepolcro (oggi Sansepolcro), nell’alta Valle Tiberina, ai confini tra Toscana e Umbria, in una famiglia di commercianti e tintori.

Non ci sono notizie sulla sua vita e quindi non si sa a che tipo di studi sia stato destinato.

La prima notizia ufficiale ci dice che nel 1439, esegue con il maestro Domenico Veneziano agli affreschi di Sant'Egidio.

Si suppone pertanto, che Piero della Francesca, data anche l'età, conoscesse bene le tecniche pittoriche in uso dai pittori del suo tempo e dei Maestri del '300 .

Toscano di nascita e di carattere, Piero della Francesca, pur abitando ad Arezzo, viaggiò molto in tutta l’Italia centrale, lavorò a Ferrara alla corte degli Estensi, a Rimini dai Malatesta, a Urbino alla corte dei ed a Roma, per i pontefici Niccolò V e di Pio II.
Piero della Francesca
Piero della Francesca nel 1442 si trova certamente al suo paese natale, dove concorre per la carica di Consigliere Popolare.

Nel 1445 il pittore firma un contratto con la Confraternita della Misericordia che gli commissiona un polittico da realizzare in tre anni.

Piero della Francesca, chiamato dalle corti più ricche, colte e raffinate d’Italia, eseguirà il bellissimo polittico della Madonna della Misericordia, ma impiegherà ben quindici anni per finirlo.
Piero della Francesca
Nel 1451 Piero della Francesca è alla corte di Rimini, dove, nel già famoso Tempio Malatestiano, realizza l'affresco di Sigismondo Malatesta.

L'anno seguente si reca ad Arezzo, su richiesta della famiglia Bacci. Dopo la morte del pittore Bicci di Lorenzo, la sua presenza è necessaria per portare a compimento gli affreschi del coro di San Francesco.

Pochi anni dopo è ad Urbino, per attendere alla tavola con "La Flagellazione". La datazione di quest'opera ha dato rilevanti problemi ed oscilla tra il 1445 e il 1459-60. Nel frattempo, a Perugia affresca una tavola del polittico di Sant'Antonio.

In tutti i lavori di Piero della Francesca si notano l'estrema attenzione all'organizzazione prospettica, la semplificazione geometrica dei volumi, l'uso razionale dei toni di passaggi da un colore ed un'altra per evitare forti contrasti.
Piero della Francesca
L'affresco "La Madonna del Parto" è un'opera della di più di due metri di lato, conservato nella Cappella del Cimitero di Monterchi (Ar) e dipinta nel 1460.

Piero della Francesca realizzò questa stupenda opera in sole sette giornate di lavoro, usando colori naturali come ad esempio lo splendido e costoso blu oltremare, ottenuto dalla macinazione del lapislazzulo, estratto nelle miniere dell'Afghanistan e venduto dalla Repubblica di Venezia.
La luce che illumina i quadri di Piero della Francesca, non sembra di natura fisica ma assolutamente spirituale ed irradia dal viso e dal corpo dei soggetti raffigurati.
Piero della Francesca
Piero della Francesca Doppio ritratto dei Duchi di Urbino 1465-66

Degli anni trascorsi da Piero della Francesca alla corte dei Montefeltro a Urbino, ci sono rimasti alcuni lavori celeberrimi, fra i quali: la “Flagellazione di Cristo”, una piccola tavoletta ancora oggi a Palazzo Ducale, realizzata nel 1465, la “Pala Montefeltro”, dipinta per la chiesa di San Bernardino a Urbino e considerata il dipinto-simbolo della pittura italiana del Quattrocento per ambientazione, architettura, con l'uovo che pende sullo sfondo, oggetto di mille supposizioni ed interpretazione degli studiosi, e Il doppio ritratto dei Duchi i cui ritratti si stagliano sul paesaggio delle colline del Montefeltro mostrando dettagli come alberi, specchi d’acqua e piccole imbarcazioni.
Piero della Francesca Resurrezione di Cristo 1463-1465 Piero della Francesca Particolare Vittoria di Costantino 1452-66
 Piero della Francesca - De corpibus regolaribusPiero della Francesca
Fra i viaggi di lavoro di Piero della Francesca c'è anche Roma, dove esegue affreschi in Vaticano per papa Nicolò V e poi per il sucessore Pio II.

Di questi lavori non resta traccia, demoliti per far posto a quelli eseguiti in seguito da Raffaello.

Di Piero della Francesca a Roma rimane la volta della cappella di San Michele.

Dal 1475 in poi la attività di Piero della Francesca sembra arrestarsi.

Secondo Vasari la causa è una malattia agli occhi, ma è probabile che il pittore si sia dedicato alla scrittura, lasciando ai posteri tre libri scientifici: "De corporibus regolaribus", "Trattato d'abaco" e "De prospectiva pingendi" summadei suogli studi teorici, iniziati a Roma vent'anni prima,quando aveva copiato ed illustrato il trattato di Archimede sulla spirale.

Piero della Francesca muore il 12 ottobre del 1492, nel suo paese natale.

Libri su Piero della Francesca
Piero della Francesca
Pala di Montefeltro 1472-1474



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