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Nei lunghi anni del suo cammino nell'arte, Salvador Dalì
ha continuato ad alimentare la sua fama di artista eccentrico, originale
ed a volte delirante, fino a diventare prigioniero del suo stesso
personaggio: sempre più scostante, altezzoso ed imprevedibile.
Negli anni '50 Salvador Dalì, alla riscoperta del
Rinascimento Italiano ed in risposta ad un personale bisogno di
misticismo religioso, stempera il suo ossessivo surrealismo
creando immagini che, pur spettacolari nella genialità dell'invenzione
spaziale, sono più sobrie ed equilibrate.
E' del 1951 una delle tele più famose del suo periodo
religioso, Cristo di San Giovanni della Croce, dove l’effetto
spettacolare è dato dalla insolita prospettiva in cui mette il
crocefisso, come visto dagli occhi di Dio, dall’alto verso il basso.
Questa prospettiva, cambia direzione nella parte
inferiore della tela, per dar luogo ad una veduta paesaggistica occupata
da un lago con una barca e dei pescatori.
La composizione, ripartita su due livelli sovrapposti,
(il piano nero dal quale emerge la croce in prospettiva e il piano del
paesaggio) che rappresentano ovviamente lo spazio celeste e quello
terreno, in una erudita citazione di artisti rinascimentali quali Pietro
Perugino o Raffaello.
Dalí si è spento a Figueras il 23 gennaio 1989 |