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Stefano Bruzzi
Biografia ed
Opere
Piacenza, Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi Piacenza, 22
ottobre 2011
Fondazione di Piacenza e Vigevano dal 29 ottobre 2011 al 19 febbraio
2012 |
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Stefano Bruzzi è nato a Piacenza nel 1835.
Mente porta a
termine gli studi umanistici approfondisce i primi insegnamenti sul
disegno da Bernardino Massari.
Successivamente si reca a Roma ( 1854),
dove, tra i paesaggisti godeva meritata fama Alessandro Castelli. Nel
suo studio migliora la tecnica pittorica.
Entra nella compagnia dei
giovani artisti di quel tempo( Stefano Ussi, Enrico Gamba, Raffaele
Casnedi) coi quali frequenta l'accademia privata del modello Gigi,
stringe amicizia con Nino Costa, e con lui va a dipingere dal vero ad
Albano, ad Ariccia, al lago di Nemi.
Questo importante sodalizio durerà
fino al 1857.
Mentre a Roma Stefano Ussi dipingeva La cacciata del Duca
d'Atene, Enrico Gamba I funerali di Tiziano , fuori Roma cominciano a
farsi conoscere Telemaco Signorini e Vincenzo Cabianca. |

Che c'è |
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La posta nell'appennino |
La loro
interpretazione artistica lo sollecita a dedicarsi a dipingere il
paesaggio nel continuo mutare delle stagioni, dai caldi meriggi d'estate
al gelo delle nevicate d'inverno, perciò si ritira a Roncolo di Groppallo, sull'Appennino piacentino, ove si tratterrà fino al 1874,
(salvo un breve periodo di tempo a Bologna e Milano (1860-63)).
Qui si
immerge nella pace e nella tranquillità della natura, e nel
rappresentarla la popola di contadinelli e di pecore, di asinelli, di
bovini, di cavalli.
Proprio nello studio degli animali il Bruzzi ha
rivelato una straordinaria finezza di osservazione, che accompagnata ad
una moderna impaginazione dell'ambiente, hanno fatto collocare le sue
grandi composizioni agresti fra gli esiti più alti di tutta la pittura
italiana dell'800. |
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Nel 1875 si sposta a Firenze, vista la necessità di
avviare i suoi figli (si era sposato nel 1860) ad una carriera
produttiva, ed insieme il desiderio di incontrare i pittori
contemporanei innovatori rispetto agli accademici, quelli che erano gli
artisti più celebrati: Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Serafino De
Tivoli, Filippo Palizzi, Gerolamo Induno, Vincenzo Cabianca, Vito
D'Ancona, Domenico Morelli.
A Firenze infatti Bruzzi trova un ambiente
particolarmente favorevole: la scossa "macchiaiola" era consona ai suoi
sentimenti d'artista tanto da consentirgli di cooperare alla rinascita
dell'arte italiana tempo. |

Nei campi |
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Quiete |
Va ricordato che anche durante il lungo
soggiorno fiorentino, durato venti anni, il Bruzzi torna regolarmente a
Roncolo di Groppallo, per trarre sempre nuove ispirazioni dal suo
amatissimo Appennino.
Nel 1895 accoglie l'invito dell'Istituto d'Arte Gazzola a presiedere la cattedra di "Figura" ritorna nella nativa
Piacenza.
Nel 1897, invitato alla Biennale di Venezia, espone il Don Chisciotte, un dipinto di grandi dimensioni, considerato il suo
capolavoro, che gli consente di riscuotere uno straordinario successo di
critica e di pubblico.
Tanti riconoscimenti che lo spronano a dipingere
fino agli ultimi giorni con immutata passione. Muore nel 1911 a
Piacenza.
Mtm 21/10/11 |
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