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Con Vittore Carpaccio, nato intorno al 1455 e morto nel 1526, la scuola
veneta acquistava un gran pittore narrativo, formatosi nell'orbita della
pittura belliniana e particolarmente nella zona di Gentile Bellini, suo
maestro.
Premesso che si tratta sempre di dipingere, tra il rappresentare e il
narrare passa una differenza sostanziale.
Per coglierla Della fattispecie, bisogna innanzi tutto riportarsi
all'epoca, il Quattrocento, e al luogo, Venezia.
Gli ideali dell'epoca erano religiosi, artistici, umanistici a Firenze e
a Venezia, ma in questa città l'elemento politico e sociale influiva su
tutte le manifestazioni indirizzandole a celebrare la vita, la
grandezza, la ricchezza, i santi tutelari e i personaggi dominanti della
Repubblica.
L'artista rappresentatore, quale poteva essere ad esempio un fiorentino
della Rinascenza, se anche del tipo illustrativo che si riconosce in
Domenico Ghirlandaio, farà prevalere sempre l'arte sull'interesse delle
scene descritte perchè ciò che gli preme maggiormente non è il
descrivere ma il rappresentare. |
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