|
Amerigo Vespucci, navigatore
italiano nato a Firenze il 18 Marzo 1454, venne formato dallo zio Giorgio
Antonio, canonico del Duomo di Firenze, e all'altro zio, Guido Antonio frate nel
convento di San Marco.
Determinanti nella sua formazione furono Paolo del Pozzo
Toscanelli, teorico della navigazione verso occidente per raggiungere l'oriente
e Marsilio Ficino, filosofo neoplatonico animatore dell'accademia Careggi.
La famiglia Vespucci, coinvolta nella "congiura dei Pazzi" e
dichiaratamente repubblicana, subì l'ostilità della famiglia De'Medici e dalle
cronache si sa di un viaggio (o fuga?) che nel 1478, portò Amerigo e lo zio
Guido Antonio in Francia.
Anche dopo la caduta della Signoria dei De' Medici e l'avvento
della Repubblica, Amerigo Vespucci non tornò mai più a Firenze, nel 1490 si
spostò a Siviglia dove, due anni dopo, iniziò a lavorare prima per il Banco
fiorentino Berardi e poi per la Compagnia delle Indie con l'incarico di
rifornire le navi in partenza per il nuovo mondo.
Sembra che proprio a Siviglia Vespucci conobbe
Cristoforo Colombo,
di certo egli fu tra i primi propugnatori dell'idea che Colombo avesse scoperto
un nuovo continente e non una rotta orientale per raggiungere via mare l'Estremo
Oriente.
Amerigo Vespucci compì complessivamente quattro spedizioni; più
attento alla comprensione della geografia dei luoghi, che alla ricerca di grandi
ricchezze, disegnò un certo numero di mappe delle terre esplorate, che descrisse
in alcuni diari.
Gia all'inizio del Cinquecento furono pubblicati i suoi scritti
che ebbero un notevole successo perchè raccontavano dei suoi viaggi dall'Europa
al Nuovo Mondo e lungo le sue coste fino alla Terra del Fuoco.
Oggi gli storici sono concordi nel ritenere che Vespucci non
compì nessun viaggio nel 1497 (il primo viaggio della tradizione 1497-98), che
secondo Vespucci sarebbe iniziato il 10 maggio dello stesso anno da Cadice al
soldo della Spagna.
Di sicuro nel 1499 Amerigo Vespucci partecipò ad una spedizione
transoceanica armata dalla Spagna al comando di Alonso de Ojeda, con Juan de La
Cosa, esperto marinaio e abile cartografo, già al seguito di Colombo, navigando
lungo la costa orientale del sud America.
In questa occasione, osservando la congiunzione di Marte e della
Luna, Vespucci riuscì a calcolare quanto il viaggio lo aveva condotto ad ovest.
Dopo avere toccato terra in corrispondenza della odierna Guyana,
Ojeda e Vespucci si separano, Amerigo proseguì verso sud e, toccata la foce del
Rio delle Amazzoni, raggiunse Trinidad, il fiume Orinoco, spingendosi tanto a
sud da toccare la Patagonia prima del rientro in patria.
La constatazione che le terre toccate avevano un’estensione
enorme convinse Vespucci che quelle coste dovevano essere il margine di un
continente.
Nel 1501, con l'incarico di continuare l’esplorazione compiuta
l’anno prima da Pedro Álvarez Cabral e di definire la posizione di Vera Cruz,
come era stata ribattezzata dal Cabral la costa del Brasile, per stabilire se il
possesso spettasse alla Spagna o al Portogallo, secondo il Trattato di
Tordesillas, Vespucci salpò su imbarcazioni che portavano la bandiera portoghese
e con queste si spinse 400 miglia più a sud della Terra del Fuoco.
Durante questa esplorazione, Vespucci realizzò che il nuovo
continente era separato dall'Asia, compilò resoconti dettagliati descrivendo la
cultura degli indigeni, la loro dieta, le credenze religiose e, ciò che rese gli
scritti molto popolari, le abitudini sessuali e matrimoniali dei nativi.
Questo viaggio, terminato nel 1502, fu il più importante tra
quelli di Vespucci e di tutta la storia delle esplorazioni americane. I dati
esatti del viaggio non sono ricostruibili con precisione, poiché le fonti sono
spesso discordanti, ma sappiamo che partirono tre navi e che forti burrasche
rallentarono la traversata dell’Atlantico.
Le coste del Brasile furono avvistate dopo sessantaquattro
giorni, ma il primo approdo venne abbandonato dopo poco, perché inospitale e si
continuò l’esplorazione del litorale, approdando a Capo Santa Maria, Capo San
Giorgio, Capo Santa Croce, Rio di San Francesco, toccando la Baia di Tutti i
Santi e sostando a Porto Seguro.
Il primo di gennaio 1502 le navi guidate da Vespucci entrarono
nella baia di Rio de Janeiro, dopo aver doppiato Capo San Tomé, e proseguirono
fino a Rio de Cananor, dove gli esploratori decisero di non continuare
l’esplorazione del litorale per non entrare in conflitto con la Spagna.
Dopo quattro mesi, due sole, delle tre caravelle, fecero rientro
a Lisbona.
Il viaggio poté confermare quanto supposto già dal precedente:
quella terra non era un’isola, ma una “terraferma grandissima” che nulla aveva a
che fare con l’Asia. E nuove erano la vegetazione, gli animali, e gli indigeni,
dei quali aspetto, usi e costumi non avevano uguali nel mondo conosciuto.
Nel maggio del 1503 partì da Lisbona un'altra spedizione,
destinata all'insuccesso, con l'incarico di esplorare la costa sudamericana.
Delle sei navi della spedizione, due erano state armate da
mercanti fiorentini, che ne avevano affidato il controllo a Vespucci. La
missione, organizzata dai Portoghesi, era avvolta dalla segretezza, per non
insospettire i rivali spagnoli, i documenti di bordo indicavano come meta
l’Oceano Indiano, anche se la flotta appena uscita dal Mediterraneo. fece rotta
in direzione opposta.
E' certo che il viaggio fu compromesso dal naufragio della nave
ammiraglia e Vespucci ebbe l'incarico di guidare il resto della flotta alla
ricerca di approdi sicuri. Quando finalmente riuscirono a raggiungere le
coste americane, seguirono l’itinerario dell’anno precedente, cercando merci da
riportare in patria e rientrarono a Lisbona nel giugno del 1504.
La figura di Amerigo Vespucci è molto controversa, alcuni
sostengono che Vespucci abbia esagerato il suo ruolo e romanzato gli
avvenimenti, altri che abbia contraffatto gli originali di altri viaggiatori
dell'epoca in ogni caso, a prova della notorietà e dei meriti acquisiti dal
navigatore, il 6 agosto 1508 ottiene il titolo di "Piloto Mayor".
E' in dubbio un altro viaggio verso il nuovo mondo durante il
quale sembra che Amerigo Vespucci contrasse la malaria e, tornato in Spagna morì
a Siviglia il 22 febbraio 1512 all'età di 58 anni.
Martin Waldseemüller, religioso e cartografo impegnato nella
stesura di un planisfero chiamato 'Carta Mariana' nominò per primo il nuovo
continente meridionale America in onore del navigatore ormai celebre.
Successivamente nel 1538 Gerardus Mercator, disegnò una
mappa dove anche il continente settentrionale porta il nome da America e tutto
il nuovo mondo iniziò ad esser chiamato America.
|