Biografia Attila

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Biografia Attila

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Il poema dei Nibelunghi descrive il rè degli Unni Attila (Etzei) nato intorno al 395 come un nobile sovrano da cavalieri nomadi, che vivevano in prevalenza di allevamento del bestiame, caccia e prede di guerra, privi di agricoltura e dimore stabili gli Unni agiscono in gruppi divisi.

Solo dopo il loro ingresso in Europa, inizia l'unione delle varie stirpi sotto una monarchia.

Gli Unni avanzano dalla Russia meridionale, devastando tutto il territorio sul loro cammino, poi verso occidente, lungo il
Danubio, nella odierna Ungheria.

Il modo di combattere, in squadre di cavalieri, velocissime, la loro tecnica del tiro con l'arco, la loro resitenza a ogni fatica sembrano renderli invincibili.





In Ungheria sorge all'inizio del V secolo il loro grande regno.

A questo sono sottomessi, in forme diverse, accanto alle stirpi propriamente Unne, gran numero di popoli: Turchi, Iraniani e Germanici.

Il dominio unno si estese quindi dal Mar Caspio fino quasi al Reno, dal Danubio fino al Mar Baltico.

Gli Unni contano fra i sovrani a loro sottomessi anche l'imperatore romano d'oriente, dopo che nel 430 ha comprato la riserva dal suo territorio con un alto tributo annuo sotto pesanti condizioni.
La sua rinuncia ad un ulteriore arruolamento di mercenari a nord del Danubio indebolisce in modo decisivo la forza d'urto del suo regno.

Al culmine della loro potenza, gli Unni sono guidati da Attila (prima con il fratello Bleda che Attila fa uccidere verso il 445), uomo di grande ambizione e di alta coscienza dei suoi compiti regali.

Verso l'interno aumenta il potere di dominio della monarchia; accenni di una amministrazione centrale vengono sviluppati.

Attila fa raddoppiare il tributo annuo dell'impero romano d'oriente, più tardi sestuplicato, più volte manda le sue truppe a compiere scorrerie nell'impero romano d'oriente, ma evita saggiamente la conquista di territorio romano oltre le provincie già occupate.

Solo verso il 450 Attila pensa che è giunto il tempo di sottomettere anche l'occidente romano.




Cercò di unirsi in matrimonio con la sorella dell'imperatore, salita al ruolo di co-reggente, ma la sua offerta viene respinta.

Allora compie, nel 451, un'abile unione politica con tribù ribelli della popolazione gallica, con gruppi franchi e con il rè dei Vandali, Genserico, e marcia contro la Gallia.

Solo l'intervento dei Visigoti ma anche dei Romani, nella sanguinosa lotta ai "campi catalaunici Catalaunici » presso Troyes, salva il paese sguarnito di truppe: Attila inizia la ritirata.
Ma nell'anno seguente marcia sull'Italia, e l'avrebbe probabilmente conquistata, se non fosse rimasto ucciso, nell'anno 453, da uno sbocco di sangue.

Il suo regno non sopravvive alle lotte ereditarie tra figli; i popoli sottomessi si staccano e gli Unni scompaiono dalla storia dell'occidente più rapidamente di quanto vi sono entrai.

Tuttavia il quadro di terrore, che la maggiorparte delle relazioni romane del tempo hanno lasciato degli Unni, è in parte infondato.

Agli Unni non mancano di una propria cultura, che unisce elementi di diversa origine, provata da rapporti scritti e da ritrovamenti.

Attila stesso è più di un principe nomade.

E' un sovrano che ha appreso qualcosa dalla grandezza dell'antico impero culturale romano.



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