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Carlo Magno
Biografia
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Carlo, figlio del Re dei Franchi Pipino il
Breve e che sarebbe stato chiamato Magno, nasce il 2
aprile 742 o 747.
Nel 768, alla morte del padre, il regno dei Franchi venne diviso fra
Carlo ed il fratello minore Carlomanno, designato dal padre Primo
Erede.
Il vicino Re Longobardo Desiderio, intendendo avere come alleati i
Franchi, aveva dato in sposa le sue due figlie ai due fratelli prima
che Pipino morisse.
Il monaco Eginardo, contemporaneo e biografo di Carlo Magno,
lo descrive così: "Fu largo e robusto di corporatura, di statura
alta, che tuttavia non eccedeva dal giusto (risulta infatti che la
sua altezza misurasse sette volte il suo piede). Aveva il sommo del
capo rotondo, occhi molto grandi e vivaci, il naso un po' più lungo
della media, con una bella chioma bianca e un volto piacevole e
gioviale [...]. Si teneva assiduamente in esercizio cavalcando e
cacciando [...]. Gli piacevano anche i bagni di vapore delle acque
termali, e teneva in esercizio il fisico con frequenti nuotate". |
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La prematura morte del fratello Carlomanno, che
allora aveva solo 22 anni nel 771, avvenuta, sembra, per
avvelenamento, da alcuni viene imputata al fratello Carlo.
Il fatto potrebbe essere vero ed in linea con i crudeli costumi del
tempo.
Carlo Magno era desideroso di ampliare il suo piccolo regno che
comprendeva solo la parte Nord Occidentale della Francia.
Alla morte di suo fratello, Carlo, che si era già conquistato il
titolo di "Magno" (grande), ereditò tutti i suoi territori e
cominciò la conquista dei territori che confinavano con il suo
regno.
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Il dominio di Carlo Magno
durò per ben 46 anni, dal 768 alla sua morte nel 814 .
Carlo Magno estende il suo regno, raddoppiando quello del padre e,
guidando personalmente il suo esercito, riuscendo a sottomettere
quasi tutta l'Europa occidentale.
Gli alleati Longobardi, che occupano le terre italiane, sono in
guerra con il Papato per alcuni territori contesi e Carlo Magno
decide di approfittare della loro debolezza per rompere
l'alleanza.
Carlo ripudia la moglie longobarda accampando il fatto che
Ermengarda, pallida e malaticcia, non era adatta a generare figli
(ragione più che valida per il gesto).
Il ripudio di Ermengarda fa arrabbiare il padre Desiderio, re dei
Longobardi, che marcia contro le terre dei Franchi.
Carlo Magno respinge i Longobardi inseguendoli sul loro territorio,
battendoli nella Battaglia delle Chiuse di Susa nel 773, espugnando
Pavia fino a che, nel 774, conquistato tutto il regno dei Longobardi,
indossa la Corona Ferrea. |
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Le terre, a quei tempi, erano scarsamente abitate.
Le tasse ed i
balzelli che gli amministratori di Carlo Magno imponevano sulla
popolazione non bastavano per pagare i soldati e gli stessi
amministratori.
Il grande regno dei Franchi, pur allargato anche all'Italia, aveva
perciò bisogno di continue guerre d'espansione con i cui bottini
Carlo Magno poteva pagare i soldati e l'apparato statale.
Dopo le conquiste dei territori italiani, Carlo Magno prosegue, con
sanguinose guerre, nella
conquista della Marca di Spagna, della Sassonia e della Baviera. |
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Carlo Magno - La morte di Rolando a Roncisvalle |
Carlo Magno conosce anche la sconfitta, quando, durante
una scorreria per conquistare Saragozza, in Spagna, cade in un'imboscata
sulla via del ritorno.
Carlo Magno ha mal valutato le intenzioni della popolazione cristiana
che viveva in Spagna in sudditanza degli Arabi.
Questi non dimostrano alcun interesse ad essere liberati, non aiutano le
truppe Franche, ma proprio i Baschi li aspettano nella stretta gola di
Roncisvalle ed attaccano la retroguardia, appesantita dai carri carichi
di bottino, massacrandola.
In questa battaglia muore anche Rolando, il nipote prediletto di Carlo,
dando vita alla famosa leggenda sulla battaglia di Roncisvalle, cavallo di battaglia dei cantastorie di
allora e dei poeti e letterati dei secoli seguenti. |
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Papa Leone III, che vede nel Re dei Franchi il
difensore ideale della Chiesa e della religione cattolica, nel
Natale dell'800 incorona Carlo Magno Imperatore del Sacro Romano
Impero.
Carlo Magno si considera il continuatore ideale dell'Antico Impero
Romano e organizza il suo impero dividendolo in vari territori,
chiamati Contea e Marca.
Ogni contea comprende una città e la campagna intorno. A capo della
contea Carlo Magno pone un suo fedelissimo che prende il titolo di
Conte, amministra la giustizia, riscuote le tasse e comanda le truppe. |
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Le
Marche, sono territori in zone di confine, con funzioni militari in grado di fronteggiare un attacco
nemico con a capo un Marchese, scelto fra i migliori generali.
Però, non fidandosi ciecamente di questi Conti e Marchesi, Carlo Magno organizza
i “missi dominici “, funzionari particolarmente fedeli,
incaricati di sorvegliarli, viaggiando continuamente e riferendo poi a lui in persona.
Carlo Magno porta la capitale ad Aquisgrana (oggi Aachen), città
della Renania settentrionale, dove aveva fatto costruire il suo
Palazzo Reale e dove vive insieme ai suoi compagni, chiamati Paladini, che erano
la sua vera forza.
L'unico lusso del "cosiddetto" Palazzo Reale, sono le terme, dove
ogni giorno Carlo Magno si immerge insieme ai figli,
agli amici, ai collaboratori, amministrando il suo regno e discutendo di politica immerso
con loro nell’acqua calda. |
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Carlo Magno, che non fu mai un uomo colto, capì
l'importanza della cultura e promosse lo studio dei testi classici,
raccogliendo nella “Schola palatina” alcune delle maggiori menti del
tempo, come Paolo Diacono ed il teologo Rabano Mauro per istruire i
figli dei Conti e dei Marchesi che erano destinati a succedere ai
padri.
Lui personalmente si accontenta di
parlare un semplice dialetto tedesco, però impara a leggere il
latino, ma non impara a scrivere e come firma usa
un particolare monogramma.
Dopo aver provveduto a garantire la successione, incoronando
imperatore il figlio terzogenito
Ludovico il Pio, (già unto Re d’Aquitania a Roma all’età di due anni
da Papa Adriano e incoronato a Reims da Papa Stefano IV), si ritira ad Aquisgrana
dedicandosi allo studio ed alla preghiera sino alla morte avvenuta
il 28 gennaio 814.
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Guida Letteratura e Cultura indice
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