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Camillo Benso Conte di Cavour
Biografia
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Camillo Benso, conte di Cavour nasce il 10 agosto 1810 a Torino, da
un'antica famiglia nobile.
Nel 1820 entra nell'accademia militare e vi rimane sei anni, studiando
scienze esatte e matematica.
Ufficiale del genio a sedici anni, va a Torino, Ventimiglia, Exilles,
Genova.
Poi richiamato a Torino per punizione, viene trasferito a Bard il 5
maggio 1831.
Nel novembre dello stesso anno da le dimissioni dall'esercito.
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Si dedica allora
all'agricoltura.
Nel 1832 l'Austria, lo giudica « uomo pericolosissimo » e gli chiude le
frontiere del regno Lombardo-Veneto.
Viaggia a Ginevra, Parigi, Londra, e nel luglio 1835 rientra in patria,
assumendosi l'amministrazione dei beni di famiglia a Leri, nel
Vercellese, dove rimane fino al 1848.
In questo periodo Cavour tuttavia da inizio a molteplici iniziative,
occupandosi anche di statistica, di beneficenza, di agraria, di politica
internazionale.
Il 15 dicembre 1847 fonda il giornale Risorgimento, di cui è anche
direttore e redattore capo, oltre che gerente.
Nelle elezioni suppletive del 26 giugno 1848 viene eletto nel collegio
di Torino, e il 4 luglio prende per la prima volta la parola alla
Camera.
Nel marzo 1850 diventa capo gruppo del centro-destra, e l'ottobre dello
stesso anno diventa ministro dell'Agricoltura e commercio. |
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Il 4 novembre 1852, in seguito alle dimissioni del D'Azeglio, assume la
presidenza del Consiglio dei ministri; riserva per sé il ministero delle
Finanze e si stacca dalla destra creando una maggioranza di
centro-sinistra.
Nella nuova duplice carica attende con grande energia a riordinare
amministrazione e finanze, riforma l'esercito, promone l'istruzione e
l'educazione popolare, da impulso ai lavori pubblici, soprattutto alle
ferrovie (costruzione della linea Torino-Genova, il traforo del Frejus).
Nel gennaio 1855 fa aderire il Piemonte all'alleanza franco-inglese, e
invia truppe alla guerra di Crimea.
Nel marzo 1856 al Congresso di Parigi rende pubblica resistenza di una
questione italiana nei confronti dell'Austria.
Il 21 luglio dello stesso anno stabilisce i patti di un'alleanza segreta
con Napoleone III di Francia, a "'Plombières.
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La guerra di indipendenza
dell'anno seguente viene da lui fortemente voluta, e l'armistizio di
Villafranca (11 luglio) da un duro colpo alle sue speranze di liberare
l'alta Italia.
Al Piemonte va soltanto la Lombardia, senza Mantova e Peschiera.
Cavour consiglia a Vittorio Emanuele II di non firmare l'armistizio, e
non essendo riuscito nel suo intento, da le dimissioni, rientrando a
Torino.
Il 20 gennaio 1860 il rè richiama Cavour al governo.
Nel marzo col consenso di Francia e Inghilterra, si tengono i plebisciti
in Emilia e Toscana, e il 2 aprile viene inaugurato a Torino il
Parlamento dell'Italia settentrionale e centrale.
Per quanto non del tutto convinto, dell'impresa di Garibaldi e dei
Mille. |
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Invia poi le truppe piemontesi nell'Italia centrale, e finalmente il 14
marzo 1861 viene proclamato il regno d'Italia da lui fortemente voluto.
Come ultimo atto della sua attività politica e patriottica fa proclamare
Roma capitale (27 marzo 1861).
Mentre si adopera per ottenere il richiamo dei francesi da Roma,
improvvisamente, il 6 giugno 1861 muore a Torino.
E' stato detto che mormorasse: Libera Chiesa in libero Stato al
sacerdote che lo confortava negli ultimi istanti.
Grande ministro e patriota, ha compiuto l'opera di liberazione nazionale
e dell'unificazione del Paese.
Parlatore mediocre, preferiva esprimersi in francese o in piemontese che
in italiano.
Di lui disse Vincenzo Gioberti: anglosassone nelle idee e gallico nella
lingua .
Fu la personalità preminente del Risorgimento italiano.
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