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Navigatore ed esploratore italiano Cristoforo Colombo
nacque a Genova nel 1451 da una famiglia di umile condizione, ma con i
frati imparò a leggere ed a scrivere, studiò cartografia, geometria,
disegno e calcolo.
Durante la giovinezza Colombo esercitò la professione di
lanaiolo e di piccolo commerciante accompagnando il padre in viaggi di
piccolo cabotaggio lungo le coste liguri.
Nel 1470 cominciò a navigare per commercio al servizio
delle casate genovesi dei Centurioni, degli Spìnola e dei Di Negro, i
quali avevano succursali in molti porti europei, in Spagna, Portogallo,
all'isola di Madera.
Si fece le ossa sulla nave 'Roxana', arrivando, nel 1473,
fino all'isola di Chio che apparteneva ancora a Genova, dove rimase un
anno, intero, affinando l’arte della navigazione e dell’utilizzo degli
strumenti marinareschi per la misurazione delle latitudini.
Ormai conquistato dalla vita di mare Colombo navigò su
molte navi, dall'Africa al nord Europa, facendo persino naufragio nel
1476 a causa di un attacco pirata, disavventura non rara per quei tempi.
Nel 1486, Cristoforo Colombo, si stabilì in Portogallo e,
grazie al fratello Bartolomeo, cartografo, approfondì la lettura e il
disegno delle carte nautiche, studiò le opere di molti geografici, ebbe
contatti con il geografo Toscanelli convincendosi che la forma della
terra fosse sferica, che fosse relativamente breve la distanza via mare,
tra le coste occidentali europee e quelle orientali asiatiche (Cina,
Giappone, India), che fra esse non ci fosse alcun continente e cominciò
a coltivare l'idea di raggiungere le Indie, navigando verso occidente.
Per realizzare l'impresa però Colombo aveva bisogno di
soldi e di navi, per questo si rivolse alle corti di Portogallo, Spagna,
Francia e Inghilterra senza trovare attenzione per anni.
Finalmente, per battere i portoghesi che sembrava prossimi
a raggiungere le "Indie", i sovrani di Spagna, Isabella di Castiglia e
Ferdinando d’Aragona, decisero di finanziare il suo progetto,
nominandolo Ammiraglio di tre caravelle: Pinta, Niña, S. Maria,
allestite dagli armatori Pinzòn.
Lo scopo dell’impresa era unicamente commerciale e mirava
ai ricchissimi mercati di Cina e Giappone, di cui aveva già parlato
Marco Polo nel
suo libro "Il Milione".
Il 3 agosto 1492 la capitana Santa Maria di 200
tonnellate, la Pinta di 140 e la Niña di poco più di 100, salparono da
Palos, con un equipaggio spagnolo di 120 uomini.
Colombo comandava l’intera spedizione, era imbarcato sulla
Santa Maria. una nave a tre alberi come la Pinta con vele quadre e con
il solo albero di mezzana a vela latina. LaPinta e la Niña erano
comandate da Alonso e Yanez Pinzòn. Dopo aver fatto sosta alla Canarie
dal 12 agosto al 6 settembre, le tre caravelle si avventurarono
nell'immenso Oceano Atlantico mai attraversato da nessuno.
La traversata durò oltre un mese tra il malcontento degli
uomini dell'equipaggio a cui Colombo spesso doveva nascondere la reale
distanza compiuta per non scoraggiarli.
Il 12 ottobre, il passaggio di uccelli migratori
precedette, tra il giubilo generale, l'avvistamento dell'sola di
Guanahani, nell'arcipelago delle Bahamas, battezzata da Cristoforo
Colombo San Salvador.
Proseguendo la navigazione Colombo scoprì Cuba, pensando si
trattasse della Cina e poi Haiti, che chiamò Hispaniola, dove si
stabilì fondando una piccola colonia, chiamando queste terre "Indie
Occidentali" e gli abitanti "indiani", ma con grande stupore constatò
che non c’erano quelle enormi ricchezze di cui si parlava in Europa e
per le quali la spedizione era stata finanziata.
Ad Haiti costruì una fortezza, lasciò un piccolo
contingente di uomini e, il16 gennaio, riprese il mare per ritornare in
Europa dove arrivò nel marzo 1493, dopo una traversata altrettanto
avventurosa, ma sostenuta dall'entusiasmo della "scoperta".
Colombo, come indiscutibili testimonianze di aver raggiunto
le Indie navigando verso occidente, aveva portato a Palos un carico di
prodotti strani e dieci "indiani", convincendo senz'altro tutti di aver
raggiunto terre sconosciute, ma lasciando delusi i sovrani, che si
aspettavano da quel viaggio qualcosa di più prezioso.
Nel giro di pochi anni tra il 1493 e il 1500, Colombo guidò
altre spedizioni che seguirono la prima. Tra queste, la più importante
fu la seconda, partita da Cadice il 25 settembre 1493 con numerose navi
e 1500 persone fra cui sacerdoti, dottori e contadini con il compito di
iniziare la colonizzazione dei nuovi territori per i reali di Spagna.
Durante questa spedizione vennero scoperte le isole
Antille, la Giamaica, e fu esplorata la costa meridionale di Cuba, che
Colombo continuò a considerare non un'isola, ma parte di un continente.
Dopo essersi fatto anticipare in Spagna da un carico di 500
schiavi, il 20 aprile del 1496 Colombo salpò per l'Europa e raggiunse
Cadice l'11 giugno, con due navi che aveva costruito nelle colonie.
Nel 1498 Cristoforo Colombo ripartì per le "Indie" con una
flotta di otto navi e dopo due mesi di navigazione giunse nell'Isola di
Trinidad, vicino alle coste del Venezuela, per poi tornare a Hispaniola.
Colombo prima della prima spedizione si era accordato con i
reali di Spagna sul fatto che avrebbe assunto il titolo di Viceré
di tutte le terre scoperte e nominato Ammiraglio dei mari con diritto di
trasmissione ai suoi eredi e con diritto alla decima parte dei guadagni
prodotti.
I Re spagnoli si resero conto che Colombo era sì un grande
navigatore, ma non aveva la stoffa del Governatore e mandarono nella
nuova colonia Francisco De Bobadilla, con l'incarico di amministrare la
giustizia per conto del Re.
Colombo si rifiutò di accettare l'autorità dell'emissario,
che per tutta risposta lo fece arrestare rispedendolo in Spagna in
catene.
Presto liberato, Colombo organizzò quello che si rivelò il
suo ultimo viaggio e nel 1502 riprese il mare.
Sfortunatamente un terribile uragano causò la perdita di
tre delle quattro navi di Colombo che continuò la navigazione per altri
otto mesi lungo la costa tra l'Honduras e Panama.
In questo viaggio ebbe il primo contatto con indigeni
civili, sempre convinto di trovarsi in Asia, infine, tornato in
Giamaica, vi rimase per 10 mesi, prima di tornare in Spagna nel 1504.
Ormai stanco e malato Colombo si stabilì in Spagna dove
però trovò un ambiente ostile:la regina Isabella di Castiglia, sua
protettrice, era morta, il re e la corte non comprendevano l'importanza
delle sue scoperte.
Morì a Valladolid nel 1506, quasi povero, nell'indifferenza
generale, convinto di aver raggiunto l'Oriente navigando verso Ponente,
ma il suo grande merito rimane, quello di aver compiuto un viaggio di
scoperta verso una meta che era solo un'intuizione, un'impresa quasi
irrealizzabile con i mezzi del tempo.
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