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Ernesto Guevara de la Serna nasce nella città argentina
di Rosario, vicino al confine con il Paraguay, il 14 giugno 1928.
Fin da bambino impara a convivere con quell'asma che lo
afflisse per tutta la vita. Infatti, all'età di quattro anni la famiglia
Guevara è costretta a trasferirsi prima a Cordoba, poi ad Altagracia,
dove il clima è più adatto alla malattia del giovane Ernestito.
Dopo essersi trasferito a Buenos Aires, si iscrive alla
facoltà di Medicina, ma appena possibile viaggia per il paese in
motocicletta o in bicicletta, a ovest fino alle Ande oppure a sud
nell'immensità delle Pampas.
A fine dicembre del 1951 parte in moto con Alberto
Granado per visitare alcuni paesi della costa del Pacifico, ma a
Santiago del Cile la moto viene abbandonata e i due proseguono il loro
viaggio con ogni mezzo disponibile.
Ernesto inizia a tenere un diario, in cui annota
puntigliosamente tutto quello che capita. Ad Agosto dell'anno seguente i
due si dividono: Ernesto ritorna a Buenos Aires, dove si laurea, Alberto
rimane in Venezuela.
Il 1953 vede il Dottor Guevara partire di nuovo verso
nord: a Guayaquil, in Ecuador, dove conosce Ricardo Rojo, un esiliato
argentino, che gli racconta della straordinaria riforma agraria
promulgata dal Presidente del Guatemala Jacobo Arbenz, che aveva avuto
il coraggio di espropriare più di duecentocinquantamila acri di terra
della United Fruit Company.
Senza esitare, Guevara si dirige in Guatemala. Qui
conosce Hilda Gadea, un'esiliata peruviana, che lo mette in contatto con
un gruppo di rivoluzionari cubani, sopravvissuti all'assalto alla
caserma Moncada: Dario Lopez, Mario Dalmau, Armando Arencibia e Nico
Lopez. Essi iniziano a chiamarlo Che, parola argentina di origine
guaranì, che egli, come molti argentini, usa come intercalare.
Nell'agosto del 1954, in seguito all'intervento militare
statunitense contro il legittimo governo di Arbenz, il Che si rifugia a
Città del Messico, dove stringe amicizia con un profugo guatemalteco,
Julio Roberto Cáceres, "El Patojo", con cui farà per un po' il fotografo
ambulante.
L'anno seguente il Dottor Guevara ottiene un posto
nell'Istituto di cardiologia all'Ospedale Generale della città e qui,
per caso, rincontra Nico López, che lo introduce in casa di María
Antonia González, sorella di un perseguitato politico del regime di
Batista.
In luglio il Che incontra Fidel Castro e decide di
arruolarsi subito come medico alla spedizione che si sta preparando.
Dopo un lungo addestramento e due mesi di prigione,
finalmente il 25 novembre del 1956 lo yacht Granma parte con a bordo
ottantadue uomini con rotta verso oriente, verso l'isola di Cuba.
Dopo una settimana di mare mosso e di nausea, il gruppo
sbarca a Playa de las Coloradas, nella parte orientale dell'isola e nel
giro di tre giorni ben settanta membri della spedizione rimangono sul
campo di battaglia: solamente dodici uomini si rifugiano allora tra la
vegetazione della Sierra Maestra.
Gli scontri armati tra l'esercito di Batista e i
barbudos, che accolgono tra le loro fila sempre più gente, durano ben
due anni: il 28 dicembre 1958 Guevara, a capo della propria divisione
militare, vince la decisiva battaglia di Santa Clara e dopo pochi
giorni, il 2 gennaio 1959, la colonna del Che entra vittoriosamente
all'Avana.
Il 9 febbraio un decreto del governo dichiara Ernesto
Guevara cittadino cubano di nascita per i servizi resi alla
rivoluzione.
Tra giugno e novembre inizia un lungo viaggio tra i
paesi non allineati: si incontra, tra gli altri, con Nasser, Nehru,
Sukarno e Tito. Al ritorno è nominato Presidente del Banco Nacional de
Cuba. L'anno seguente visita i paesi dell'est europeo e la Cina:
intavola trattative commerciali con Mikoyan, Mao e Chu en Lai.
A febbraio del 1961 Guevara viene nominato Ministro
dell'Industria. Il 15 aprile mercenari finanziati dalla Cia tentano
un'invasione dell'isola alla Baia dei Porci: il Che partecipa
attivamente alla difesa e alla sconfitta degli invasori.
La vita politica di Guevara prosegue tra mille impegni e
viaggi all'estero: l'11 dicembre 1964 pronuncia un discorso davanti
all'Assemblea Generale della Nazioni Unite, a New York; pochi giorni
dopo parte per l'Africa e per la Cina. Il 14 marzo 1965 rientra a La
Habana. All'aeroporto lo accoglie Fidel Castro: è l'ultima volta che il
Che compare in pubblico.
Il 3 ottobre, in risposta alle supposizioni fatte da
alcuni giornali stranieri sulla sorte del Che, Castro legge la lettera
di addio, scritta da quest'ultimo prima della sua partenza da Cuba. A
novembre del 1966 Ernesto Guevara, travestito ed irriconoscibile,
raggiunge la selva boliviana e si aggrega al focolaio guerrigliero, che
è lì istallato.
A marzo dell'anno seguente arrivano al campo base Régis
Debray e Ciro Bustos, che vengono arrestati il 20 aprile ed iniziano a
rivelare la presenza del Che e di alcuni cubani in Bolivia. L'esercito
di Barrientos riesce a limitare la diffusione della guerriglia, che,
infatti, mai attecchirà tra gli spaventati campesinos boliviani.
L'8 ottobre 1967, alla Quebrada del Yuro, vicino al
villaggio di Higueras, un distaccamento di rangers si scontra col gruppo
di guerriglieri capeggiato da Guevara: il Che, colpito da una raffica di
mitragliatrice alle gambe, è fatto prigioniero. Poche ore dopo verrà
freddato con un colpo di pistola al cuore.
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