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1926 Fidel Castro nasce a Mayarí il 13 agosto
1926; il padre Angel Castro è un galiziano giunto a Cuba ai tempi della
guerra ispano-americana; la madre è Lina Ruz Gonzales. Vivono nel podere
di quarantamila ettari in un villaggio chiamato Bizàn, ad una trentina
di chilometri dal mare, in una regione rimasta intatta fino al ventesimo
secolo, tuttavia aperta dalla ferrovia di Antilla e dalla fondazione,
nel 1901, dei grandi stabilimenti zuccherieri della United Fruit Company
di Boston.
Il territorio, che si estende intorno alla baia di Nige, è
tra i più belli di Cuba. Fidel, come i suoi fratelli riceve
un'educazione gesuita, studia al Collegio La Salle e al Collegio Dolores
di Santiago, e poi a Belèn, la famosa scuola gesuita di l'Avana.
In collegio Fidel Castro si distingue per la capacità di
argomentare e per le sue doti di atleta.
1940 A soli tredici anni Fidel tenta di organizzare uno
sciopero di lavoratori dello zucchero contro suo padre; l'ambiente
familiare, l'agilità intellettuale conseguita presso gesuiti, i
contrasti in famiglia, sono i fattori che contribuiscono a formare il
carattere volubile ma forte, che Fidel va rivelando.
1945 Fidel sceglie di studiare legge all'Università di
l'Avana dove si dedica alla politica ed entra a far parte di quella
minoranza cubana attiva che scandisce slogans appellandosi agli eroi del
passato.Si collega ad una delle organizzazioni rivoluzionarie che
dominano la politica universitaria e minacciano gli affari nazionali.
1948 Fidel Castro partecipa a manifestazioni di protesta
contro la violazione dell'autonomia dell'università e si reca a Bogotà
con gli studenti cubani ed argentini contro il colonialismo durante un
incontro panamericano.
Al ritorno da Bogotà Castro sposa la coetanea Mirta (dalla
quale divorzierà nel '55) sorella di Rafael Diaz Balart, un amico
d'università e diventa membro del partito ortodosso di Chibàs mentre
Fulgenzio Batista torna a Cuba dopo le elezioni
1950 Fidel si laurea ed esce dal mondo studentesco
profondamente influenzato dall'idea maxista ed invoca l'indipendenza dai
"tiranni d'America"
1951 - 1953 Fidel Castro attacca i latifondisti e chiede
giustizia per i lavoratori ed i contadini cubani ed è al centro di un
gruppo di giovani cn varie occupazioni, operai, lavoratori agricoli,
commessi ed impiegati il cui scopo è di condurre la lotta contro
Batista, con il progetto è di attaccare due caserme di Oriente, a
Santiago e a Bayamo per impadronirsi di armi.
L'attacco alla caserma Moncada fallisce, 70 compagni
vengono fatti prigionieri, torturati ed uccisi, lo stesso Fidel viene
catturato e carcerato nell'Isola dei Pini.
Durante la sua autodifesa in tribunale, Fidel Castro
traccia il programma del movimento rivoluzionario in cinque leggi che
sarebbero state immediatamente proclamate se avesse conquistato la
caserma: restaurazione della Costituzione del 1940, redistribuzione
della proprietà, divisione di un terzo dei profitti di tutti gli
impianti zuccherieri tra i lavoratori e datori di lavoro, con una quota
minima assicurata ai colons dello zucchero, confisca di tutta la terra
ottenuta illegalmente, riforma agraria, dell'istruzione, della casa.
1955 beneficiando dell'amnistia Fidel insieme al fratello
Raul lascia l'Isola dei Pini, decide di andare in Messico per costituire
lì un nucleo armato ed addestrato che diventi l'ossatura di un reparto
di guerriglieri. dove incontra Ernesto Guevara, un argentino allora
ventiseienne, laureato in medicina all'università di Buenos Aires.
1956 Nella notte tra il 24 ed il 25 novembre Fidel
Castro e 82 uomini salpano da Tuxpan, Messico con lo yacht Gramna alla
volta di Cuba, ma la spedizione iniziata sotto una cattiva stella,
incappa in numerosi contrattempi e l'esercito di Batista disperde la
spedizione uccidendo quasi tutti i suoi componenti.
Castro con dodici uomini si rifugia nella Sierra Madre e
forma il primo focolaio di guerriglia.
1957 Prime vittorie dei guerriglieri della Sierra Maestra
in concomitanza con atti di sabotaggio dei rivoluzionari nelle città e
l'allargamento della guerriglia alla Sierra Escanlray.
1958 anno di grandi contrasti all'interno degli insorti e
grandi attacchi dell'esercito contro i guerriglieri. Nonostante le
gravissime perdite, Camillo Cianfuegos, Che Guevara, Fidel e Raul
Castro, Juan Almeida, liberano Cuba; il 31 dicembre Batista fugge a
Santo Domingo.
1959 Il 2 gennaio le colonne di Ernesto "Che" Guevara e di
Camillo Cienfuegos entrarono nell'Avana paralizzata da uno sciopero
generale e l'8 gennaio vi faceva il suo ingresso trionfale Castro. La
vittoria di Fidel e dei suoi uomini appariva come il primo successo
della nuova strategia guerrigliera teorizzata da "Che" Guevara.
Le decisioni iniziali, prese dal nuovo governo di Fidel,
furono inizialmente di componente etica: chiusura delle case da gioco e
di tolleranza, lotta senza quartiere al traffico di droga,
liberalizzazione degli accessi agli alberghi, spiagge, locali sino ad
allora riservati a circoli esclusivi. Tutto questo affascinò la
maggioranza della popolazione e il nuovo governo ebbe grande consenso.
Nel marzo del 1959 fu imposta una diminuzione dei canoni
d'affitto del 30-50% accompagnata da una riduzione del prezzo di
medicinali, libri scolastici, tariffe elettriche, telefoniche e dei
trasporti urbani.
Dopo aver ridotto gli affitti, si varò una riforma che
mirava a trasformare gli inquilini in veri e propri proprietari
attraverso il pagamento degli alloggi con rate mensili proporzionali al
redditi.
1960 La prima riforma agraria dell'anno prima, fissava per
le tenute agricole un limite massimo di 402 ettari. La superficie
coltivabile veniva assegnata a cooperative oppure distribuita a
proprietà individuali di un minimo di 27 ettari. Il governo, per
impedire il minifondo, proibiva la vendita delle vendite delle terre
ricevute e il loro frazionamento. Viene istituito l'INRA (Istituto
nazionale di riforma agraria). La riforma agraria suscitò forti reazioni
nelle campagne ma anche presso le classi alte e i ceti medi urbani. Le
manifestazioni più clamorose di dissenso furono rappresentate dalla
fuga, negli Stati Uniti, del comandante delle Forze armate Pedro Diaz
Lanz, e dall' arresto di Huber Matos, governatore della provincia di
Camarguey, accusato di cospirazione per essersi opposto alla riforma
agraria. Vengono aboliti i sindacati ritenuti inutili da Fidel Castro e
vengo chiusi i giornali.
1961 Fidel Castro proclama il carattere socialista della
rivoluzione cubana. Spedizione USA alla Baia dei Porci, organizzata
dalla CIAper smantellare postazioni missilistiche sovietiche.Vengono
boicottate le navi che commerciano con Cuba e rottura dei rapporti
diplomatici con Cuba di tutti i Paesi, eccetto il Messico.
1962 Fedil Castro per rompere l'isolamento denuncia le
manovre imperialistiche USA nell'America Latina e promette appoggio alla
rivoluzione nei Paesi latinoamericani e Kennedy in risposta ordina il
blocco economico e marittimo contro Cuba.
1963 Fidel Castro fa un primo viaggio in Russia, vara la
seconda riforma agraria che riporta in primo piano la coltivazione della
canna da zucchero ed il servizio militare diventa obbligatorio per
tutti.
1964 Fidel Castro fa un secondo viaggio in Russia e
firma un accordo russo-cubano sullo zucchero.
1965 Gli stati Uniti si irrigidiscono contro il comunismo
cubano e Castro condanna la disputa cino-sovietica, da il via ad una
dura campagna contro l'omosessualità nell'università di l'Avana.
Nasce il Partito Comunista Cubano ed il Comitato Centrale.
Visita del Presidente Russo Gromyko a Cuba, mentre si
intensifica la fuga di cubani verso gli Stati Uniti prima per mare e poi
per aria.
1966 Fidel Castro in esecuzione del progetto di
esportazione della Rivoluzione Cubana indice all'Avana la Conferenza
tricontinentale : incontro dei rivoluzionari dell'Africa, Asia, America
Latina, dove si proclama il diritto dei popoli di rispondere con la
violenza rivoluzionaria alla violenza imperialista; nasce l'OSPAAAL
(Organizzazione di Solidarietà dei Popoli dell'Africa, Asia e America
Latina).
Questo fa scoppiare all'interno dei Partiti Comunisti di
tutto il mondo la diatriba tra i fautori della linea dura (la via
cubana) e i fautori della linea di opposizione politica legale.
1967 Fidel Castro, già in rotta con la Cina, accusa i
pseudomarxisti e pseudocomunisti (in particolare il PC venezuelano) di
non sostenere il principio delle lotta armata, via unica rivoluzionaria
1969 per ridurre la dipendenza dagli aiuti dell'URSS, Fidel
Castro lancia la grande "zafra", operazione che avrebbe dovuto ottenere
la produzione di dieci milioni di tonnellate di zucchero
1970 Fallisce con la "zafra" il sogno dell''autosufficienza
di Cuba e Fidel Castro incomincia a incassare i fallimenti del tentativo
di esportare con la guerriglia il Modello Cubano nei Paesi del
Sudamerica.
1975 Le Banche rifiutano di rinegoziare il credito cubano e
costringono Fidel a rivolgersi esclusivamente all'URSS ed al Comecon ed
a stringere legami ideologici con i movimenti rivoluzionari maxisti del
continente Africano.
1985 In Russia c'è la "perestroika", i fondi per puntellare
il regime castrista scarseggiano e si comincia a parlare di
rectificaciòn che segna l'avvio della ricerca di una strada originale
per un reinserimento autonomo in un mondo che cambia.
1989 E' anche l'anno del crollo dell'URSS mentre inizia il
difficile cammino verso l'integrazione di Cuba nella politica e nella
economia mondiale
1996 Fidel Castro fa visita al Papa Giovanni Paolo II
in Vaticano. Tra i due sembra nascere un intesa anche grazie alle
aperture che Castro fa alla chiesa cattolica cubana.
1997 e 1998 Castro ottiene due vittorie diplomatiche: la
visita del papa Giovanni Paolo II che condanna l'embargo americano e la
ripresa dei rapporti diplomatici con Grenada con cui Cuba firma alcuni
contratti di matrice economica.
2003 dopo l'11 settembre, le relazioni con Washingon hanno
registrato una breve tregua: Castro ha condannato l'attentato alle Torri
Gemelle e gli Stati Uniti hanno autorizzato l'esportazione di prodotti
farmaceutici e alimentari purché Cuba paghi in contanti.
La strategia di Fidel Castro sembra essersi modificata ben
poco negli anni: le richieste di rispettare i diritti umani nell'isola
vengono ignorate come sempre, le centinaia di migliaia di esuli cercano
inutilmente di far sentire la loro voce.
Nelle carceri vi sono detenuti politici di cui non si
riesce ad avere notizie, il salario medio di un operaio cubano è
miserrimo, molti cibi sono razionati e per sopravvivere, tutti sono
costretti a porsi nell'illegalità ricorrendo al mercato nero.
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