biografia Stalin

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Josef Vissarionovic Dzugasvili, più noto con lo pseudonimo di Stalin (che in russo significa Uomo d'Acciaio), l'uomo politico sovietico che ha lasciato un segno indelebile nei territori dell'Est Europeo, nacque a Gori, vicino a Tbilisi, in Georgia, nel 1879, da una famiglia povera.

Ragazzo sveglio e promettente, grazie ad una borsa di studio, ebbe l'opportunità di studiare in un seminario teologico ortodosso di Tbilisi, da dove fu espulso a causa dell'attività politica per il Partito socialdemocratico russo.

Infattinel 1898 era entrato nel movimento marxista clandestino dopo aver conosciuto alcuni deportati politici, spinto ad un'azione concreta dal suo spirito insofferente e ribelle per contribuire a modificare la situazione di ingiustizia e di degradazione in cui erano costrette a vivere le masse popolari sotto il regime zarista.

Nel 1900, a 21 anni, venne arrestato e nel 1902 deportato in Siberia con l'accusa di avere organizzato delle agitazioni.

Stalin

Stalin e Lenin

Nel 1904 riuscì a fuggire e a tornare in Georgia dove divenne un rivoluzionario e un membro di spicco del partito, arrestato più volte per agitazioni e rapine alle banche per finanziare il partito, riuscì sempre a fuggire.

Nel 1912 venne chiamato da Lenin a Pietroburgo per far parte del Comitato centrale del partito, ma nel 1913,fu nuovamente esiliato in Siberia dove rimase fino alla caduta dello Zar.

Al rientro a Pietroburgo, Stalin, insieme a Kamenev e a Murianov, assunse la direzione della "Pravda", appoggiando il Governo Provvisorio per la sua azione rivoluzionaria contro i residui reazionari, il 9 novembre 1917 entrò a far parte del nuovo Governo Provvisorio (il Consiglio dei commissari del popolo) e nel 1922 Segretario Generale del Comitato centrale ed assistente di Lenin.

Lenin, che nel frattempo aveva dei gravi problemi di salute, morirà due anni dopo, designò Trotzki come suo erede e prese le distanze da Stalin che si era distinto per il coraggio, ma anche per insensibilità e rozzezza nei rapporti umani, rivelando una pericolosa propensione aprivilegiare le ambizioni personali rispetto all'interesse generale del movimento.
Nei contrasti che sorsero alla morte di Lenin, all'interno del gruppo dirigente sovietico, Stalin, che sosteneva una Russia chiamata a difendere e salvaguardare la propria rivoluzione, riuscì a instaurare un'alleanza con la destra del partito e ad estromettere Trotzki che invece teorizzava la rivoluzione permanente e la necessità di collegarsi all'Europa per creare un solo grande paese socialista.

Nel 1927, Stalin espulse dal partito Trotzki e gli altri avversari politici, l'anno dopo prese il potere assoluto e cominciò ad attuare il suo progetto di collettivizzazione forzata dell'agricoltura e di trasformazione della Russia da paese agricolo a potenza industriale.

L'agricoltura fu collettivizzata e meccanizzata, il commercio privato abolito,i kulaki arricchiti furono declassati a semplici contadini dei kolchoz e fu dato avvio al primo piano quinquennale (1928-32) che dava la precedenza all'industria pesante.




Questa operazione portò ai campi di lavoro, alle prigioni ed allo sterminio tutti gli oppositori, ma l'URSS diventò in breve tempo una potenza industriale mondiale.

Stalin mantenne il potere con il pugno di ferro, costruendo attorno a se un culto della personalità esasperato, deponendo, o più spesso, eliminando fisicamente, tutti gli avversari: furono le terribili "purghe" degli anni Trenta, che videro condannata a morte o a lunghi anni di carcere di quasi tutta la vecchia guardia bolscevica.

Nel 1939, Stalin strinse un patto con la Germania di Hitler (patto russo-tedesco del 23 agosto 1939) che si concretizzò prima con la spartizione della Polonia e poi con la guerra alla Finlandia (1940)manovre atte a proteggere le frontiere sovietiche "calde".

Quando nel 1941 la Germania attaccò l'Unione Sovietica, Stalin richiamò a combattere tutto il popolo russo in una guerra che, con l'aiuto degli Stati Uniti, portò alla disfatta delle truppe tedesche nel 1945.

Nel dopoguerra Stalin riuscì a mantenere la dittatura all'interno del paese ed a controllare i paesi del blocco sovietico con alleanze che portarono alla cosiddetta "guerra fredda" con gli USA ed a irrigidire ancor più il monolitismo del Partito comunista fuori e dentro i confini.

Nel 1953 Stalin venne improvvisamente colpito da una paralisi e morì dopo qualche giorno e bastarono tre anni perché al XX Congresso del P.C.U.S. (1956) il suo successore, Nikita Chruscëv, ne denunciasse i crimini, gli errori e le deviazioni, dando il via al processo di "destalinizzazione".



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