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Il dirigibile Italia e la tenda rossa
l'Aeronautica Italiana pur riconoscendo i meriti
scientifici della spedizione del Norge e del suo Comandante
Umberto Nobile, preferì concentrare i propri sforzi nello sviluppo degli
aerei, trascurando i dirigibili.
Nobile, che aveva il progetto di proseguire con i
dirigibili l'esplorazione dell'Artico, ottenne il sostegno di un gruppo
di industriali milanesi e portò a termine nel 1927 la costruzione del
dirigibile N4, gemello Norge.
Istituti scientifici italiani, cecoslovacchi,
statunitensi e inglesi misero a disposizione della nuova spedizione i
loro migliori strumenti di rilevazione a strumentazione scientifica che
pesavano complessivamente circa 300 kg, anche se molte apparecchiature
furono appositamente alleggerite.
Alla fine di marzo del 1928 ogni dettaglio della
spedizione era stato definito, l'esplorazione geografica e gli
esperimenti scientifici che spaziavano dall'oceanografia alla geografia,
dalla geofisica alle ricerche sul magnetismo terrestre e sulla
propagazione delle onde elettromagnetiche, dalle gravimetria alle
ricerche batteriologiche e meteorologiche, nonché uno studio delle
Diatomee della Baia del Re, puntualmente programmati. Il dirigibile,
battezzato "Italia", aveva un equipaggio di 16 elementi, tra i quali tre
scienziati e due giornalisti, con Umberto Nobile come comandante.
Il 15 Aprile 1928 il dirigibile Italia era alla Baia del
Re dove cominciò i primi voli di esplorazione, voli ostacolati da
avverse condizioni atmosferiche e guasti tecnici. Tuttavia i voli
eseguiti sui ghiacci inesplorati a nord-est delle isole Svalbard
permisero di disegnare gli estremi confini occidentali della Terra del
Nord, di dimostrare l'inesistenza della Terra di Gillis e di effettuare
importanti rilevamenti sulla Terra di Nord-Est.
23 maggio 1928 il dirigibile "Italia", al suo terzo volo
al Circolo Polare, con sedici persone a bordo, doveva esplorare la parte
settentrionale della Groenlandia, alla ricerca di terre emerse, per
dirigersi poi sul Polo, dove erano previste misurazioni scientifiche sul
pack.
Raggiungo il Polo Nord, a causa del forte vento, agli
esploratori fu impossibile scendere sui ghiacci e Nobile ordinò di
ritornare alla base, dove non arrivarono, perchè il dirigibile si
schiantava sul pack a quasi 100 km dalle isole Svalbard.
Nell'impatto dieci uomini si riversarono sul ghiaccio con
numerose attrezzature di bordo, parte dei viveri, la tenda, preparata
per la discesa sul Polo e la radio di soccorso Ondina 33.
La tenda, venne colorata dai superstiti di rosso con
l'anilina che avrebbe dovuto servire per le rilevazioni altimetriche e
diventò un indispensabile rifugio per i naufraghi oltre che un buon
punto di riferimento per i soccorsi.
L'SOS lanciato dai naufraghi non venne raccolto fino al 3
giugno quando fu captato da un radioamatore Russo e scattarono le
ricerche per salvare i superstiti.
Dei 16 uomini che erano in volo, nella sfortunata
spedizione, sei furono trascinati via con il dirigibile e precipitarono
non si sa dove, uno morì nell'impatto con il pack, il Capitano Nobile ed
il motorista rimasero feriti e tre uomini, dopo giorni di silenzio della
radio, lasciarono la tenda per una marcia disperata verso la terraferma,
per dare l'allarme (ma solo due riuscirono a salvarsi).
La notizia del naufragio del dirigibile "Italia" si
diffuse in tutto il mondo e molte persone di varie nazionalità si misero
alla loro ricerca, con navi ed aerei sacrifivando ai ghiacci altre vite:
il 18 giugno il Latham-47, della spedizione francese, decollato da
Trömso, precipitò nel Mare di Barents con a bordo cinque uomini
dell'equipaggio e l'esploratore
Amundsen.
Il recupero dei superstiti fu molto difficile e si
concluse solo dopo 48 giorni dal tragico impatto del Dirigibile Italia.
La Tenda Rossa, riportata in Italia, è oggi al Museo
Nazionale della Scienza e della Tecnica di Milano. La radio Ondina 33 è
conservata dal Museo della Marina militare italiana di La Spezia. |