Presocratici

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Presocratici

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Presocratici sono detti coloro che tra il VII e il V secolo a.C. scrissero ed operarono nelle colonia ioniche dell’Asia Minore, Magna Grecia, Elea e Sicilia.

Essi determinarono quelle che furono le forme di pensiero e la cultura propria del mondo greco. In uno scambio, prima tra Oriente e Occidente, e poi tra mondo ionico e Italia meridionale, posero le basi di un modo di pensare in netto contrasto col tradizionale pensiero teologico-mitico.

Di loro non sono rimasti che frammenti sparsi e testimonianze di altri.

Per conoscerli ci si deve quindi rifare per forza a coloro che più tardi, hanno raccolto per argomenti le loro opinioni.


Anassimandro


Talete
Per la maggior parte, gli studi sui presocratici prendono le mosse dagli scritti di Aristotele e dalla interpretazione che il pensatore ha dato di loro a partire dalla propria posizione filosofica.

Arduo quindi il compito ci ricostruire in modo attendibile il loro pensiero.

In più non si può neppure credere che i presocratici costituiscano un blocco unico, un solo modo di filosofare e di concepire la realtà. Infine va ricordato che il loro pensiero rappresenta la conclusione e la crisi di un’epoca.

Al fine di una piena comprensione delle loro riflessioni sarà quindi opportuno prender consapevolezza del contesto politico e storico in cui hanno operato.

Tra le città ioniche ove, tra il VII e VI sec. a.C., fiorì il pensiero presocratico spicca la città di Mileto.

Mileto, città di frontiera, è luogo di commerci, di gente che naviga, che ha empori in Egitto e altrove, in cui confluiscono e da cui refluiscono culture diverse, che combatte all’interno e all’esterno, che si istituisce a governo democratico.

In tale contesto s’impongono esigenze e richieste diverse. Non più contemplazioni e descrizioni (miti) di ordini divini dati, piuttosto spiegazione degli eventi e dei dati naturali.

Tale spiegazione è ricercata mediante l’uso di misure e calcoli, di scoperte scientifiche, provenienti dall’Egitto, dagli assiri e dai babilonesi, essa consente di rendersi conto della natura, ovvero dell’essenza dei fenomeni naturali e di intervenire su di essi mediante delle tecniche.

L’esigenza di comprensione e, in definitiva controllo della natura presuppone l’abbandono della spiegazione mitica e della narrazione quale via di saggezza.


Anassimene


Mileto
Oltre la pluralità inconciliabile di forze divine, si va cercando un ordine, una causa prima che possa dar conto della convivenza nel mondo di regolarità e mutamento.

Tale ricerca fa da sfondo e riflessioni che, seppur con esiti differenti, coincidono nella visione di una realtà unica, esterna al mondo entro cui si svolgono le nostre esperienze.

Una realtà, indefinita in quanto variamente definibile nel momento in cui attraverso di essa prendono forma gli esseri viventi.
Materia comune, principio di vita.

Indefinito dal quale tutto nasce e al quale tutto ritorna.

Primi filosofi greci, comunemente chiamati presocratici,
in quanto antecedenti lo sviluppo del pensiero di Socrate sono :

Talete, Anassimandro e Anassimene ( filosofi naturalisti della scuola di Mileto)

Eraclito l'oscuro
Pitagora di Samo, fondatore della scuola pitagorica,(a cui appartennero:
Filolao di Crotone, Alcmeone di Crotone, Archita di Taranto, Timeo di Locri)

Senofane di Colofone
Parmenide ( il filosofo dell'essere), Zenone di Elea, e gli eleatici
Empedocle ed Anassagora, pluralisti
Gli atomisti Leucippo e Democrito
Diogene di Apollonia
Protagora e i sofisti.



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