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Asparago

Asparago pianta proprietà e coltivazione

Asparagus officinalis Famiglia Liliaceae

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Scheda descrittiva Asparago

AsparagoIn natura l'asparago è un'erbacea che sorge da un rizoma legnoso con molte lunghe radici carnose; i fusti sono sottili e ramificati, le foglie sono ridotte a brattee scagliose e alla loro ascella nascono, riuniti in fascetti di 3-8, i sottili rametti appiattiti che esplicano la funzione clorofilliana al posto delle foglie e sono detti cladodi.

La pianta è dioica, cioè con fiori o solo maschili o solo femminili; la corolla è campanulata, giallo-verdastra.

I frutti sono bacche scarlatte con 1 -8 semi. La parte edule è costituita dai giovani germogli detti turioni.

Nelle varietà coltivate i turioni sono molto grossi e carnosi e si raccolgono quando fuoriescono dal terreno per circa 10-1 5 cm.

Le cultivar differiscono notevolmente nel colore dei turioni, che possono essere verdi, violetti, bianchi o verde pallido.

Generalmente le varietà italiane sono verdi, quelle francesi violette, quelle tedesche bianche, ma le migliori trovano impiego indifferentemente nell'un paese o nell'altro, e infatti tra le più diffuse in Italia vi sono proprio delle cultivar francesi di colore violaceo: "Precoce d'Argenteuil" "Tardivo di Argenteuil" e "Rose Lhé-rault" Varietà a squame verdi più o meno intenso sono "Bassano del Grappa" e "Asparago di Pescia" mentre quelle americane, tra le quali molto usato 'Colossale di Connever" hanno turioni bianchi o verde chiaro.

L'asparago si può ottenere da semina, ma poiché la formazione dei rizomi, indicati con il termine orticolo di "zampe" richiede da uno a due anni, il dilettante tro-va più conveniente di solito acquistarle e procedere subito all'impianto.
Asparago
Volendo effettuare la semina, questa potrà essere fatta sia in piena terra che in semenzaio, e per coltivazioni non molto estese è preferibile quest'ultimo.

Il seme va distribuito in solchetti distanti circa 15 cm e profondi 2-3 cm. Ricoperti i semi, si innaffia abbondantemente.

La germinazione è lenta: per agevolarla si può tenere il seme a bagno per alcune ore prima di seminarlo. Quando le piantine saranno un po' cresciute, si provvederà a diradarle.

La semina può essere fatta da marzo a giugno o, in clima mite, in autunno. Dopo un anno (o 18 mesi per le semine tardive) le zampe daranno pronte per l'impianto, ma siccome le piante femminili danno una produzione più scarsa di quelle maschili e la differenza non può vedersi che dopo la fruttificazione, spesso si preferisce attendere due anni.

Le zampe di due anni sono più forti e generalmente quelle acquistate hanno tale età, ma quelle di un anno, benché dilazionino la produzione, hanno una ripresa migliore e una maggiore longevità.

Per l'impianto dell'asparagiaia occorre una lavorazione profonda almeno 60 cm, molto accurata, sminuzzando il terriccio in modo che rimanga soffice e ben drenato.

Se il terreno è pesante occorre aggiungere torba o altri materiali che lo rendano più leggero, dato che i rizomi possono essere attaccati dai marciumi.

Nel terreno cosi preparato si praticheranno delle fosse profonde 20-25 cm e larghe circa 60 cm, distanti l'una dall'altra 120-150 cm.
Asparago
Sul fondo della fossa si distribuisce uno strato di letame maturo, ricoperto con un po' di terriccio, e al di sopra si dispongono le zampe, ben aperte sul terreno, a una distanza di 40 cm da ogni lato, su file semplici o abbinate, ricoprendole con uno strato di terra asciutta.

Nella maggior parte dei nostri climi l'impianto viene fatto a febbraio-marzo, benché nelle zone più favorite possa essere fatto anche in autunno.

In primavera ed estate le zampe incominceranno a emettere dei sottili fusti, e occorrerà incoraggiare la vegetazione con irrigazioni e concimazioni azotate efosfopotassiche.

In autunno i fusti disseccheranno e si taglieranno lasciandone un pezzetto per localizzare la pianta durante il riposo invernale; si concima con letame e fosfoazotati e si ricopre con una parte del terreno dei dossi laterali.

Le operazioni colturali saranno identiche nel secondo anno.

Nel terzo anno si può raccogliere qualche turione, lasciandone però la maggior parte perché il loro appassimento fortifichi ulteriormente il rizoma.

Dal quarto anno inizia la raccolta vera e propria, che dovrà essere fatta per mezzo di uno speciale coltello a scavino dal lungo manico, che si infila di lato al turione staccandolo con un colpo netto senza danneggiarlo in profondità.

Negli anni seguenti le cure consisteranno in lavori invernali con concimazioni e rincalzature, mentre, una volta esaurita la raccolta, occorre provvedere a sarchiature, irrigazioni e concimazioni a base di nitrato o solfato ammonico.
Asparago
Gli asparagi possono essere attaccati da alcune malattie crittogamiche, soprattutto in presenza di umidità stagnante; fra queste la riosi, la ruggine, ecc.

Si combattono con poltiglia bordolese irrorata in giugno, ma soprattutto curando lo scolo delle acque. Anche alcuni insetti possono essere dannosi, in particolare la criocera (Crioceris asparagi), un coleottero che depone le uova sui giovani rametti; quando le larve fuoriescono divorano rami e foglie.

Dannosissima è anche la mosca dell'asparago.

Sia quest'ultima che la criocera si combattono con prodotti a base di rotenone, esteri fosforici o carbaryl.

Benché gli asparagi siano ottimi anche nei due modi in cui si usa universalmente prepararli e cioè lessati e conditi con olio e limone, oppure insaporiti con burro fuso, coperti di parmigiano e appoggiandovi sopra delle uova fritte vi sono parecchie altre ricette un pochino diverse.

Condizione essenziale è che gli asparagi siano freschi e in ottimo stato.

Per accertarsene bisogna guardare non proprio la punta, ma un mezzo centimetro più giù: se in quel punto le scaglie appaiono di un verde più scuro che in tutte le altre parti, questo è il segno di un leggero marciume che incomincia a manifestarsi e si rivelerà alla cottura quando la punta si disferà nell'acqua.
Asparago
Una volta ben raschiati, occorre risciacquare i turioni in acqua fredda. Si lesseranno poi in acqua bollente salata, legati a mazzetti in modo che riesca facile estrarli a cottura terminata, che non deve mai essere eccessiva perché tende a continuare fuori dall'acqua: occorreranno circa venti minuti.

Per fare i cosiddetti "asparagi alla polacca" si dispongono gli asparagi lessati su di un piatto di portata, con le punte rivolte al centro.

Si saranno intanto fatte rassodare due uova e, una volta sbucciate, si saranno tritate finissime, unendole poi a del prezzemolo tritato.

In una padellina con un etto di burro si faranno soffriggere per qualche minuto due cucchiai di pane grattugiato finché non si sarà imbiondito, unendovi alla fine le uova sode e il prezzemolo e versando il tutto sulle punte degli asparagi.

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