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Barbabietole rosse

Barbabietole rosse pianta proprietà e coltivazione

Beta Vulgaris varietà rubra Famiglia Chenopodiaceae

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Scheda descrittiva Barbabietole rosse

Difficilmente altre piante coltivate hanno una tale confusione di sinonimi come la nostra povera barbabietola: sul genere e sulla specie tutti sono d'accordo, ma quando si passa alla varietà, i pareri sono completamente discordi.
Barbabietole rosse
Alcuni autori ne fanno varietà cruenta, altri l'attribuiscono alla varietà rapa (che è normalmente considerata da foraggio, con radici non commestibili) forma rubra in alcune località è infatti comunemente chiamata, benché impropriamente, anche rapa rossa.

Troviamo ancora varietà rapifera forma rubra e anche varietà conditiva.

È probabile che in alcuni di questi appellativi siano comprese radici di forme differenti, dato che, poco usate in Italia, se ne possono avere di cilindriche o di coniche, e anche il colore può variare dal rosso al nerastro.

Vi sono anche autori che ne fanno una sottospecie esculenta.

Qualunque sia il nome adottato, la pianta è caratterizzata da una radice ingrossata di color rosso per la presenza di antociani; rosse sono anche le nervature mediane delle foglie e il loro picciolo, mentre la lamina è verde.

Le radici presentano talvolta nell'interno zone concentriche più chiare o biancastre, dovute generalmente a una semina troppo precoce oppure a una troppo elevata siccità in estate, benché esistano delle cultivar che hanno proprio la caratteristica di possederle.

In Italia il tipo più usato è quello che presenta la radice rotondeggiante, più o meno schiacciata, talvolta con una piccola punta.

Le cultivar più comuni sono: "Formanova" cilindrica, precoce, lunga circa

1 5 cm, cresce in parte fuori dalla terra; "Paonazza d'Egitto" piatta, precocissima, rosso violaceo; "Nera di Milano" grossa, sferica, rosso scuro; "Quarantina di Chioggia" tonda, rosso chiaro, polpa rossa con cerchi bianchi.

La barbabietola si semina scalarmente da marzo a giugno-luglio a seconda della varietà e dell'uso locale.

Il terreno deve essere sciolto affinché le radici non vengano deformate dalla irregolare pressione di esso, e occorre sia concimato con un concime fortemente azotato.

La semina viene fatta in file, in solchetti poco profondi, distanti l'uno dall'altro 35 cm, e diradando in seguito in modo da lasciare circa 20 cm tra una pianta e l'altra. Il diradamento deve avvenire quando le piantine hanno 3-4 foglie.
Barbabietole rosse
La raccolta è, naturalmente, scalare come la semina. Quando il fogliame appassisce e incomincia a ingiallire, si estirpano con cura le radici, facendo bene attenzione a non provocare loro alcun danno.

Nelle zone fredde, dove è più agevole la conservazione, questa si pratica privando le radici delle foglie e stratificandole con sabbia o altro materiale in locali appositi.

Tra le malattie possono assalire la barbabietola la peronospora e la cercospora, che si combattono con trattamenti a base di cuprorganici.

Tra gli insetti sono pericolose le altiche, che richiedono insetticidi a base di arseniati ed esteri fosforici.

Le barbabietole praticamente si usano soltanto condite in insalata, da sole o unite ad altra verdura estiva come zucchine e fagiolini, naturalmente dopo cotte.

La loro cottura è assai lunga e per di più, bollendo, perdono buona parte del contenuto zuccherino e sono certamente meno saporite; la cottura in forno è la migliore, ma non troppo conveniente se si tratta di pochi pezzi.

È cosi sorta localmente, quasi dappertutto, una piccola industria che provvede alla cottura in forno di un certo quantitativo di radici, che spesso si possono trovare anche dai fruttivendoli.

Una volta cotte, si tagliano a fette o dadini e si condiscono a piacere, anche con maionese, sottaceti vari, spicchi di uova sode.

Un uso non propriamente culinario, ma che divertirà molto i vostri bambini, cui può essere adibita una barbabietola, è quello di fare per Pasqua le tradizionali uova sode rosa.

Occorrono naturalmente delle uova con il guscio bianco, altrimenti il risultato non sarà più lo stesso.
Barbabietole rosse
Si taglia a pezzetti una barbabietola sbucciata, e si fa cuocere in poca acqua facendola bollire finché il liquido non sia divenuto completamente rosso.

In tale liquido, lasciato previamente raffreddare, si fanno poi bollire le uova per i "fatidici" sette minuti e si lasciano raffreddare senza passarle sotto l'acqua fredda.

Il guscio avrà assunto un delicato colore rosa: si potranno portare in tavola su un piatto il cui bordo sarà guarnito da fiori di violacciocca rosa vivo.

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