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le Bietole da coste

Bietole da coste pianta proprietà e coltivazione

Ocimum Basilicum Famiglia Labiatae

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Scheda descrittiva Bietole da coste

È questa la comune varietà di bietola (o bieta) da foglie o da coste, che vengono consumate cotte. È abbastanza probabile che Linneo abbia derivato il nome (che aveva applicato a una specie, trasformata poi in varietà da C.H. Moquin-Tandon nel 1800) rifacendosi a Teofrasto, e usando perciò il concetto della Sicilia come terra di origine, più che riferirsi a una forma circolare (in greco kyklàs).

le Bietole da costeTale supposizione verrebbe confermata da una traduzione di Plinio dove è detto: « La bietola è più morbida che altra erba d'orto... ha pochissimo seme, è chiamata Siciliana... », e d'altronde anche oggi tra i numerosi nomi comuni che le sono dati nei paesi anglosassoni c'è Sicilian beet.

La beitola ha una radice a fittone, gialla, non commestibile, ed è biennale, ma in coltivazione è usata come annuale.

Ne esistono due tipi di cultivar' quelle in cui le grandi foglie hanno la nervatura mediana molto allargata e carnosa, bianca, e quelle in cui le foglie sono più piccole, con nervatura ridotta, tenere e molto simili agli spinaci, e costituiscono la cosiddetta bieta da taglio o erbette. Ambedue i tipi sono di facile coltivazione.

La bietola da coste si semina in semenzaio a febbraio per la raccolta estiva e in settembre per quella primaverile, tuttavia la semina, da marzo ad agosto, può essere fatta scalarmente sul posto.

Il trapianto si fa in primavera su due file, lateralmente a dossi ben rilevati, divisi da solchi e rafforzati battendo le pareti con la vanga, a una distanza di 50 cm e di 25 cm tra le piante.

Il trapianto autunnale deve essere invece effettuato su piccole porche larghe 60 cm al massimo perché le piante non siano danneggiate da eccessi di umidità e possano continuare la vegetazione, sia pure rallentata, durante l'inverno.

Sul posto, la semina è fatta in terreno ben concimato e preparato, in file distanti circa 40 cm, diradando a germinazione avvenuta fino a lasciare 25 cm tra una pianta e l'altra.

Le cure colturali si riducono a qualche concimazione e a frequenti innaffiature e irrigazioni estive.
le Bietole da coste
Nelle zone più fredde, durante l'inverno si copre la base della pianta con uno strato di paglia e si staccano le foglie con un movimento netto senza tagliarle né strapparle, per evitare che le basi marciscano vicino al colletto.

Le cultivar più diffuse sono: "Verde a costa d'argento" molto lunga, con foglia verde intenso; "Bionda a costa larga d'argento" simile alla precedente, ma con foglie verde chiaro; "Lucullus" con lamina fogliare ridotta e molto bollosa e coste grosse.

La bieta comune da taglio si semina sul posto da primavera a fine estate, su file, lasciando sempre 40 cm tra l'una e l'altra, ma soltanto 15 cm tra le piante.

La coltivazione è del tutto simile a quella della bieta da coste, ma la raccolta si fa estirpando tutta la pianta mentre in quest'ultima si staccano via via le foglie al giusto punto di maturazione, prima che divengano dure, lasciando sviluppare le altre.

La bietola da coste può essere usata come i cardi, adoperando soltanto le coste e senza usufruire della lamina.

Ben lavate, le coste si mettono a lessare in acqua salata, quando bolle, senza farle cuocere troppo in modo che non si spappolino; quindi si può condirle con burro e parmigiano, oppure metterle in forno con formaggio e besciamella.

Con la parte verde delle foglie a Genova si fa un piatto particolare che è detto "torta de gè" Si prendono le lamine delle foglie, togliendo le costole, si lavano e si fanno cuocere in una pentola con del sale senza acqua: esse ne produrranno a sufficienza per la cottura, dopo di che si scolano e si strizzano.
le Bietole da coste
Si fa un soffritto con olio, cipolla a fettine, aglio, prezzemolo tritato e un po' di funghi secchi fatti rinvenire e tagliuzzati, e vi si aggiunge la bieta facendola ben insaporire.

Tolta la casseruola dal fuoco, si lascia raffreddare un po' e poi si condisce con tre uova sbattute, pepe e ancora un po' d'olio.

Si unge una teglia e vi si passa poi del pane grattugiato, si mette il composto spianandolo con una lama di coltello e cospargendolo di altro pane grattato, passandolo poi in forno finché il pane non è dorato.

Si può mangiare anche calda, ma fredda è senz'altro migliore.

La ricetta originale prevede, inoltre, che sia cosparsa di quagliata di latte acida, che è detta "presciunsoeua"

La bietola verde da taglio è praticamente usata come gli spinaci, anzi, da qualcuno è preferita perché più dolce.

Oltre che lessata e ripassata in padella, insaporita a piacere, se ne possono fare sformati ed è molto usata in sostituzione degli spinaci specialmente in estate quando questi scarseggiano o non si trovano, unita alla ricotta per la preparazione di tortelloni e altri piatti.

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