logo windoweb
link sponsorizzati


il Carciofo

Carciofo pianta proprietà e coltivazione

Torna alla Home Page enciclopedica di

link sponsorizzati
link sponsorizzati
link sponsorizzati
 
Scheda descrittiva Carciofo

il CarciofoQuesto ortaggio, che non si conosce allo stato selvatico e che quindi, fondatamente, è considerato derivato dal cardo, è gradito alla maggioranza dei palati; in più è stato sempre ritenuto un rimedio per i più svariati danni dell'organismo, dato che i principi in esso contenuti (proteine, zuccheri tipo insulina consentiti anche ai diabetici, vitamina A e C, calcio, ferro, fosforo, ecc.) sono, in effetti, diuretici, depurativi, epatoprotettori.

Proprio perché si tratta di una pianta coltivata, ottenuta attraverso lunghe e pazienti selezioni, i diversi tipi presentano volta a volta un adattamento ai vari ambienti di coltura, oltre a una decisa capricciosità riguardo agli andamenti stagionali.

La coltivazione, inoltre, è ingombrante, sia come spazio che come tempo richiesto; quindi, chiunque voglia effettuarla per uso personale, deve valutare bene il terreno, il clima, lo spazio a disposizione e la voglia di occuparsene, e in seguito scegliere bene le varietà più confacenti.

Come si sa, di questa pianta si consuma la parte terminale del fusto e delle ramificazioni, ossia la parte fiorale costipiti dal ricettacolo e dalle brattee che rinchiudono l'infiorescenza, prima che questa, consistente nel capolino, sia formata.

L'insieme, botanicamente, è detto calatide.

La base del ricettacolo è di solito appiattita e comunemente è detta fondo.
il Carciofo
Le brattee (le cosiddette foglie) sono larghe, embricate, molto più tenere che nel cardo e spesso quasi del tutto senza spine, e contengono un principio amaro, la cinarina.

La comparsa dell'infiorescenza deprezza il prodotto, formando lo sgradevole "fieno" che non è che l'inizio dello sviluppo del capolino.

Ora, a seconda delle zone climatiche, la calatide è diversa sia come forma che come consistenza.

Nell'Europa centrale i carciofi sono spesso talmente grossi da lasciare stupiti i meridionali, tuttavia l'unica parte commestibile è il fondo.

Varietà assai precoci, adatte per climi miti, possono essere assai spinose e con fondo piccolo; d'altronde, perfino i rinomati carciofi romaneschi, primaverili, se l'inverno è molto dolce possono presentare fin dagli inizi il fieno centrale, tendendo a fiorire precocemente.

Le cultivar di carciofo si distinguono in: verdi e violette, spinose e non spinose, rifiorenti e non rifiorenti.

La scelta deve essere fatta, naturalmente, in base alle condizioni climatiche e al tipo di coltura che si vuole effettuare.
il Carciofo
Per esempio, le varietà rifiorenti, poco usate in quanto se ne utilizza soltanto la produzione autunno-invernale, sono particolarmente indicate per la coltivazione annuale poiché, senza bisogno di particolari forzature, emettono precocemente i polloni e si può fare la scarducciatura in aprile-maggio per i nuovi impianti.

Questo tipo non è però usato estesamente ed eventualmente si usa il "Violetto di Provenza" A seconda delle regioni, troviamo: "Violetto bolognese" adatto per climi freddi; "Violetto di Toscana" e "Violetto di Chioggia"1 "Spinoso sardo" e "Verde di Palermo" adatti per la produzione autunno-invernale; "Carciofo romanesco" di forma sferica e schiacciata, incavato al centro; "Catanese" precoce, di forma ovoidale, che produce già in novembre; "Tozzo di Bretagna" ecc.

Il carciofo, essendo una pianta perenne, può dar luogo a coltivazioni stabili, poco consigliabili per piccole estensioni, ma tuttavia le più adatte per le zone meno calde, oppure a colture annuali, biennali, triennali, in uso nelle regioni più calde.

L'uso della semina è poco praticato, tranne che per la prima volta o per eventuali cambi di cultivar, tenendo presente però che la riproduzione per seme dà una forte percentuale di inselvatichimento e quindi è sempre bene evitarla il più possibile.

Il metodo più in uso è la moltiplicazione per polloni radicali, che sorgono dal rizoma e che vengono detti carducci o cardo-netti, prelevati con un pezzetto di rizoma e qualche radichetta, quando sono abbastanza sviluppati, dopo la morte del vecchio scapo fiorale che avviene in estate.
il Carciofo
Si possono però usare anche gli ovoli, pezzi di rizoma con una gemma dalla quale origineranno i carducci.

Il terreno favorevole dovrebbe essere leggermente argilloso, ma fertile, fresco e ben drenato.

Per l'impianto di una carciofaia occorre una lavorazione del terreno profonda (almeno 50 cm), unita a una forte concimazione con letame, anidride fosforica e ossido di potassio.

Concimi azotati dovranno essere dispensati in più riprese a partire dalla ripresa vegetativa.

I carducci (o gli ovoli) vengono posti a ogni metro negli impianti di durata limitata, a distanza maggiore in quelli stabili.

Per la produzione primaverile, i carducci si distaccano e si piantano in ottobre, e dopo l'attecchimento si rincalzano per proteggerli dal freddo.

All'inizio della primavera si concima al piede con nitrati; sarchiature, scerbature e irrigazioni con l'avanzare della stagione saranno necessario.
il Carciofo
Il primo anno il prodotto è un po' più tardivo che negli anni successivi.

Una volta effettuata la raccolta, graduale, delle infiorescenze principali, si può continuare a mantenere la pianta in attività vegetativa per un certo periodo al fine di raccogliere le piccole infiorescenze che continueranno a formarsi e che possono dare il prodotto adatto per la conservazione sott'olio o sott'aceto, oppure lasciar seccare i fusti mandando la pianta a riposo.

I fusti disseccati si tagliano e si procede per tutta l'estate a impedire lo sviluppo di erbe infestanti che sottrarrebbero nutrimento al terreno e a praticare sarchiature che rompano la crosta disseccata del suolo, arieggiandolo.

In autunno sul vecchio ceppo appaiono i nuovi polloni; è allora necessario eseguire la scarducciatura, lasciando a ogni pianta uno o due carducci più vigorosi.

Gli altri possono essere eventualmente usati per un nuovo impianto.

autunno, quando siano abbastanza sviluppati, piegarli verso l'esterno, interrandoli dopo averne legato le foglie, in modo da provocare il loro imbianchimento fino allo sviluppo completo, raccogliendoli poi e usandoli come i cardi.

Per la loro forma, che ovviamente risulterà distorta, essi prendono il nome di "gobbi" Dopo aver eseguito la scarducciatura si concimerà con letame e fertilizzanti fosfopotassici, e si freserà il terreno.

Le concimazioni azotate saranno invece eseguite prima della fine dell'inverno.

La produzione della carciofaia nel secondo anno è notevole, sia per il vigore che per la grossezza delle calatidi ottenute, specialmente quelle principali che costituiscono i cosiddetti "cimaroli" ma anche le secondarie sono più grosse e più buone.
il Carciofo
Dopo la raccolta, disseccati i fusti, si può smantellare la carciofaia o proseguire la coltivazione come nell'anno precedente.

Una carciofaia stabile può durare più di 10 anni.

La coltivazione per la produzione autunno-invernale è possibile soltanto in località con climi caldi, quali le Puglie, le isole e, parzialmente, la Riviera ligure.

I carducci o gli ovoli vengono interrati a fine giugno-luglio, dopo la lavorazione e la concimazione del terreno.

La piantagione, fatta in solchi abbastanza profondi, si avvale di polloni forzati, ma più spesso di ovoli che saranno stimolati a vegetare per mezzo di abbondanti irrigazioni e concimazioni azotate.

Dopo il raccolto le piante saranno lasciate a riposo senza irrigazioni fino a giugno-agosto, periodo nel quale, a seconda che si voglia un raccolto più o meno precoce, saranno riprese le irrigazioni, rincalzando man mano con il procedere della stagione.

Questo tipo di coltura è strettamente biennale, e dopo il secondo raccolto la carciofaia sarà smantellata.

I peggiori nemici dei carciofi sono le arvicole, piccoli topi campagnoli che rosicchiano i fusti alla base e si combattono con esche avvelenate.

Tra gli insetti, alcuni tipi di afidi, la vanessa del carciofo e alcuni altri possono procurare seri danni.

Possono essere usati gli esteri fosforici, purché a notevole distanza dalla raccolta e con tutte le precauzioni del caso.
il Carciofo
Le piante possono essere attaccate da malattie crittogamiche, soprattutto in presenza di tempo umido e freddo o di ristagno d'acqua nel suolo, e particolarmente dal mal bianco (Oidium) e dal marciume radicale.

I trattamenti con cuprorganici o zolfo possono riuscire molto efficaci, ma in caso di cattivo drenaggio occorrerà anzitutto migliorarlo.

Non bisogna infine dimenticare che il pericolo principale sono le gelate, specialmente per il prodotto invernale; in molte località dove la temperatura scende spesso sotto lo 0 °C si usano irrigazioni a pioggia in funzione antigelo, oppure si possono riparare le colture con tunnel di plastica.

I carciofi in cucina rappresentano una vera benedizione, di qualsiasi tipo si tratti.

Antipasti, condimenti per primi piatti, secondi piatti, contorni, quasi tutto si può fare con loro.

I carciofini sott'olio o sott'aceto sono parte degli antipasti classici, ma se si trovano di, cui carciofi ben grossi, anche duri, se ne possono utilizzare i fondi carnosi facendoli lessare, svuotandoli dal fieno e di un po' di parte centrale per ricavarne una specie di scodellina da riempirne poi con gamberetti lessi tritati con un po' di salmone affumicato e mescolati a maionese, e rifinendoli con qualche gamberetto intero e qualche rametto di crescione.

I gambi, ben puliti, e le foglie dure private da eventuali spine, fatti cuocere a lungo in acqua aromatizzata e passati al setaccio, sono un'ottima base per una crema che si stempererà con brodo e si servirà con crostini fritti.

I carciofi più piccoli, puliti tagliati a spicchi e fatti cuocere in acqua e olio con un po' d'aglio o di cipolla, sono un condimento non usuale per la pasta; se si vuole, si aggiunge a fine cottura un po' di pomodori pelati a pezzi.

Un buon secondo si fa lessando, ma non troppo per non farli disfare, i carciofi. Una volta scolati, si tolgono le foglie più interne, si spuntano sul fondo in modo che possano rimanere diritti e si mettono in una pirofila unta di burro, facendo scivolare dentro ognuno un uovo in camicia.

Si coprono con salsa Mornay (una besciamella cui vengono uniti alla fine parmigiano e groviera grattugiati), si spolvera un altro po' di parmigiano e si passano in forno ben caldo.
il Carciofo
Celeberrimi sono i "carciofi alla giudia" per i quali occorrono carciofi romaneschi ben rotondi.

Il sistema con il quale si puliscono è prettamente locale, e viene usato quasi sempre per questa varietà: tolte le foglie esterne più dure, con un coltellino ben affilato si spuntano via via le altre, a partire dalla parte superiore, con un movimento circolare, come se si sbucciasse una mela, avendo cura di non tagliare le parti più tenere; si toglie quindi la parte esterna del fondo e del pezzo di gambo (3-4 cm) che deve rimanere attaccato.

Dopo averli passati in acqua acidulata con limone cosa che comunque andrà sempre fatta perché i carciofi anneriscono al contatto con l'aria - si battono con la punta in basso per aprire le foglie e si tuffano in una padella piena d'olio caldo, aumentando il calore in modo che l'olio, più che friggere, bolla intorno ai carciofi appoggiati con la punta in basso.

Quando saranno croccanti, si tolgono, si salano e si fanno scolare dell'olio superfluo.

Lessati i carciofi si accompagnano benissimo a tutti i pesci, alle uova in qualsiasi modo, comprese le frittate, e a tutte le salse a base di formaggio o acciughe.

Libri e oggetti con tema Carciofo
 
link sponsorizzati
link sponsorizzati

link sponsorizzati

Argomenti Correlati

Orto
Foto Ambiente per sfondi desktop
Indice Ambiente
Piante e Erbe Medicinali
Piante e Erbe Medicinali
Piante Velenose
Piante Velenose
Schede fiori selvatici
Fiori Selvatici
Fiori da Giardino
Fiori da Giardino
Ricette
Ricette
Foto Natura
Foto Natura
Piante Appartamento
Piante Appartamento

Giardinaggio

 
link sponsorizzati


 

Aree tematiche di Windoweb
Segnala un sito © 1999-2014 Tutti i diritti riservati invia le tue foto : foto@windoweb.it
contattaci :redazione@windoweb.it