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Il Cardo

Cardo pianta proprietà e coltivazione

Cynara Cardunculus Famiglia compositae

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Scheda descrittiva pianta Cardo

il cardoLa specie tipo, antenata del nostro ortaggio, è originaria dell'Europa meridionale, ma, poiché la coltivazione delle varietà commestibili è stata ampiamente intrapresa nelle pampas dell'America meridionale, è sfuggita alla coltura e, trovato l'ambiente favorevole, si è rinselvatichita e spontaneizzata.

E una pianta erbacea, perenne , ci le può raggiungere i due metri di altezza. Nel primo anno dal rizoma nasce una rosetta di foglie molto grandi, profondamente incise, verde grigiastro sulla pagina superiore, biancastre al rovescio.

Nell'anno seguente si innalza il fusto, scanalato, forte e lanuginoso, che porta un involucro fornito di brattee terminanti in una punta spinosa tra le quali compaiono i capolini purpurei.

I grandi pittori olandesi di nature morte del Seicento hanno spesso rappresentato questa pianta: come essa possa essere decorativa di per sé, è dimostrato nel luadro di M. Van Schrieck, "Serpenti e farfalle" oggi al Museo del Louvre, nel quale le sue foglie accentrano la luce sui toni cupi dello sfondo.

Molto meno decorative, ma certo più utili, sono le cultivar selezionate a scopi alimentari.

Esse hanno i piccioli fogliari sviluppatissimi in confronto alla lamina, del tutto inermi o con pochissime spine; carnosi e resi teneri dall'imbianchimento, costituiscono le costole o coste commestibili. Una delle cultivar più diffuse è "Bianco avorio" inerme e di rapido imbianchimento, ma altri ottimi tipi sono il "Gigante di Chieri" molto coltivato in Piemonte, e il "Cardo di Bologna" anch'esso senza spine.

Il cardo è una pianta a lento sviluppo: la semina avviene in aprile-maggio e il raccolto in tardo autunno-inverno, a seconda del clima.

Si può seminare in semenzaio o a dimora: il primo caso è conveniente quando il terreno è occupato, in primavera, da altre colture che saranno rimosse prima dell'estate.

Per la semina a dimora, i semi si mettono a postarelle, preventivamente innaffiate, scavate alla distanza di circa 1 min solchi piuttosto profondi (30 cm) tracciati sul terreno lavorato profondamente e ben concimato; quindi si coprono con un leggero strato di terra.
il cardo
Dopo la germinazione si estirpano le piantine più deboli lasciandone due, e più avanti si toglie anche la meno robusta di esse. In semenzaio la semina si effettua in buchette e il trapianto si fa in luglio-agosto, come nella semina a dimora, in solchi proporzionalmente profondi all'altezza raggiunta dalle piantine.

Durante tutta la coltivazione occorre sarchiare, somministrare concimazioni in copertura con nitrati e concimi fosfoazotati e innaffiare spesso, soprattutto durante l'estate.

Poiché fino a un mese prima della raccolta, che può prolungarsi fino ai geli a seconda dell'epoca di semina, non occorre scalzare la terra fra i solchi, l'interfilare può essere utilizzato per colture estive come lattughe o fagioli.

Circa 30 giorni prima del raccolto bisogna però praticare l'imbianchimento, legando le foglie della pianta e rincalzandovi attorno la terra laterale fino ai 2/3 dell'altezza.

Per i raccolti precoci si può r vestire la pianta con paglia o carta resistente, legarla e fare una rincalzatura più leggera.

Il prodotto tardivo sarà meglio protetto dal freddo con la rincalzatura completa.

il cardoI cardi, particolarmente bianchi e teneri in Piemonte, sono, in questa regione, l'indispensabile accompagnamento della "bagna cauda" la salsa cara al cuore di tutti i piemontesi a base di olio e burro, aglio, acciuga e tartufi.

I cardi vengono immersi in questa salsa crudi, in piccoli pezzi ben liberati dalle parti filamentose e tenuti un poco in acqua acidulata con limone, precauzione del resto indispensabile, quale che sia la preparazione da effettuare, per mantenerli bianchi.

Possono naturalmente essere cotti, lessandoli, dopo averli ben puliti e "sfilati" in acqua salata e inacidita con il sugo di limone.

Si pongono allora, dopo averli insaporiti leggermente nel burro, in una pirofila e si ricoprono di besciamella e di formaggio grattugiato (parmigiano, pecorino, gruviera, a piacere) e si mettono in forno a gratinare.

Oppure, una volta scolati, si passano nella farina e nell'uovo battuto e si friggono nell'olio.

Dopo di che si può insaporirli con salsa di pomodoro, oppure metterli a strati, con pomodori a pezzi, cotti, e mozzarella, e passarli in forno finché il formaggio non sia fuso.

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