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La carota

Carota pianta proprietà e coltivazione

Daucus carota Famiglia umbellifarae

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Scheda descrittiva pianta Carota

La carota è pianta è biennale, erbacea, con fusto eretto e ramificato che nel secondo anno porta grandi infiorescenze a ombrella divise in ombrellette più piccole.

La carotaLe foglie sono bio tripennatifide, con segmenti profondamente incisi.

I fiori, poco vistosi, sono bianchi o rosati, tranne quello centrale che è rosso scuro, e l'infiorescenza, dopo la fioritura che incomincia dall'esterno per estendersi verso l'interno, assume una forma globulare per il curvarsi verso il centro delle ombrellette periferiche.

Il frutto della carota ha numerose costole rilevate dotate di aculei.

Nelle varietà coltivate come ortaggio le cultivar vengono divise a seconda della lunghezza e del colore della radice.

Nel nostro paese la coltura orticola si avvale esclusivamente di radici rosse o arancione, che possono essere corte, mezze lunghe e lunghe.

La qualità corta è praticamente costituita dalle cultivar "Rossa corta - o tonda - di Parigi" a forma di trottola, precocissima, con ciclo produttivo di soltanto 75 giorni circa, adatta per la coltura anticipata sotto vetro o in caldina, e "Rossa corta d'Olanda", per colture primaverili.

I tipi mezzi-lunghi hanno forma cilindrica, appuntita o a punta ottusa. Tra di essi ricordiamo: "Mezza-lunga di Nantes" rosso arancio, adatta per la semina in tutte le stagioni; "Mezza-lunga Touchon" rossa, adatta per coltura precoce; "Mezza-lunga di Chantenay" rossa e conica.

Tra le cultivar lunghe troviamo: "Lunga rossa di Flakkee" cilindrica, con punta ottusa, si conserva bene nell'inverno; "Lunga St. Valéry", rossa e conica, per il prodotto autunno-invernale; "Berlicum" rossa, con punta ottusa, di alto rendimento.
La carota
La coltivazione della carota esige terreni molto freschi e sciolti, a reazione neutra e fertilissimi: in terreni pesanti e ghiaiosi le radici si biforcano in punta o diventano deformate, perciò, eventualmente, sono da preferirsi le cultivar a punta sottile che riescono a scendere in profondità.

Il terreno deve essere previamente concimato, soprattutto con concimi fosfopotassici, perché il potassio aumenta la percentuale di zuccheri nei tessuti.

Le concimazioni con letame devono valersi di materiale molto ben decomposto, altrimenti possono provocare la biforcazione delle radici.

La semina viene generalmente fatta in febbraio-marzo per avere il prodotto durante l'estate, in aprile-maggio per quello autunnale e in luglio-agosto per il consumo durante l'inverno.

Le varietà da forzare si seminano in gennaio-febbraio sotto vetro, in cassone riscaldato, in modo da ottenere il prodotto a primavera.

I semi si possono spargere a spaglio oppure su righe distanti 20-30 cm, a seconda delle cultivar, effettuando poi un diradamento che lasci fra le piantine una distanza di circa 10 cm.

Occorreranno poi sarchiature, scerbature, concimazioni in copertura con concimi azotati sotto forma nitro-ammoniacale e, nelle colture estive, anche frequenti irrigazioni.

La raccolta è scalare e si fa tirando le radici a mano oppure scalzando leggermente il suolo con una vanghetta per i tipi più lunghi e profondi.

La conservazione per l'inverno si fa direttamente nel terreno, ricoperto eventualmente con paglia o foglie secche nelle regioni con climi meno favorevoli.

Un'avvertenza ausiliare, dato che il caso non si presenta sempre, è quella di effettuare una leggera rincalzatura se ci si accorge che qualche pianta presenta la parte superiore della radice che affiora dal terreno, e ciò per evitare che tale parte, esposta alla luce, assuma una tonalità verde per il formarsi di clorofilla.
La carota
Le carote sono soggette a marciumi provocati da malattie fungine; pericolosa quella determinata da Sclerotinia libertiana, più rare l'alternaria e la peronospora; tutte si combattono con cuprorganici.

Tra gli animali possono essere dannosi quelli che scavano nel terreno e rodono le radici, fra gli altri un tipo di millepiedi e il grillotalpa.

Per evitare il primo si disinfesta il terreno prima della semina con un fumigante, gli altri possono essere combattuti con aldrin o altri disinfestanti.

Le carote, per mantenere inalterate le proprietà vitaminiche che contengono in quantità cosi abbondante, dovrebbero soprattutto essere mangiate crude: tagliate sottilissime "a fieno" (esiste anche uno speciale apparecchietto) sono ottime in insalata, sia da sole che unite a sedani, olive nere, ravanelli, ecc. Occorre solo evitare le erbe troppo aromatiche, che non legano bene con il sapore zuccherino.

Possono essere cotte nel burro con l'aggiunta di farina e sale e coperte d'acqua o brodo che, addensando l'amalgama nei circa 20 minuti di cottura, formerà una salsa che potrà anche essere completata con prezzemolo tritato.

Naturalmente, in ogni caso, dovranno essere anzitutto raschiate con un coltellino e si dovrà togliere l'eventuale parte legnosa, tagliandole poi a rondelle o a strisce.

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