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Cavolfiore

Cavolfiore pianta proprietà e coltivazione

Brassica Oleracea varietà gemmifera Famiglia crucifarae

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Scheda descrittiva pianta Cavolfiore

Più resistente al freddo, meno forte di sapore e quindi più adatto a numerosi impieghi, il cavolfiore, la cui coltivazione può essere effettuata in modo che la raccolta avvenga dall'autunno alla primavera, è molto più diffuso del broccolo. La sua provenienza è forse da ricercarsi nel Medio Oriente, benché De Candolle, che nel 1824 nel suo Prodromus fece un'ottima trattazione del genere Brassica, opti per un'origine mediterranea.

CavolfioreLa pianta è biennale di rapido sviluppo.

Gli internodi sono ravvicinati e le larghe foglie, dalle costole e nervature prominenti sulla pagina inferiore, circondano il grosso insieme di infiorescenze apicali che incomincia a mostrarsi il primo anno della semina, compattissimo e carnoso, globulare depresso, di colore normalmente bianco o bianco giallastro.

Nel secondo anno, se non avviene la raccolta, le infiorescenze si allungano, si separano e compaiono i fiori e quindi le silique contenenti i semi.

Le varietà coltivate sono moltissime, anche perché ve ne sono di quelle adatte alla produzione autunnale, a quella invernale primaverile e a quella di fine inverno primavera.

Tra le numerose cultivar si possono ricordare: "Palla di neve" precocissimo; "Toscano primaticcio" e "Gigante di Napoli precocissimo" che si raccolgono in ottobre-novembre; "Toscano primaticcio 2°" per la raccolta di novembre-dicembre, e "Gigante di Napoli precoce" per quella di gennaio; "Toscano carnevalesco" e "Gigante di Napoli mezzo tardivo", maturi rispettivamente a gennaio e febbraio; "Toscano di S. Giuseppe", "Metropole tardivo" e "Pisano tardivo" per il raccolto di fine inverno-primavera.

In Italia non sono molto diffuse le cultivar estive, assai coltivate in Inghilterra, come "Snow Ball Early"

La coltivazione del cavolfiore è praticamente uguale a quella del cavolo broccolo: si semina dalla metà di maggio fino a luglio, per le qualità tardive, in semenzaio, usando circa 1 g di seme per 10 mq, innaffiando quanto necessario.
Cavolfiore
Si trapianta a partire dalla metà di luglio, scalarmente, quando le piantine hanno almeno 5 foglie, in terreni freschi e ben lavorati in solco i tipi precoci, su dosso quelli tardivi. Oltre a irrigare, durante l'estate si eseguono concimazioni con concimi azotati e potassici e alcune sarchiature.

Quando la palla è quasi formata del tutto, si usa spesso proteggerla dai raggi solari legando le foglie, in modo che conservi il più possibile il colore bianco.

Oltre alle malattie proprie di tutto il genere, tipiche dei cavolfiori sono la peluria, la virescenza e la prefioritura. La peluria è un'alterazione consistente nella formazione di protuberanze sulla superficie della palla, la quale assume un aspetto peloso.

La virescenza è una malformazione fiorale consistente nella formazione di foglioline al posto delle infiorescenze apicali che costituiscono, appunto, la palla. Virescenza e peluria sono probabilmente provocate da un andamento climatico eccessivamente umido.

La prefioritura consiste nella fioritura anticipata della pianta e nella mancata formazione della palla; può verificarsi quando la temperatura è molto alta e l'umidità scarsa.

Il cavolfiore si cucina in moltissimi modi, sia solo che accompagnato da altri ingredienti ma una delle maniere più semplici è certo il cosiddetto "cavolo seduto" che si usa particolarmente in Calabria.

Pulito il cavolfiore lasciando soltanto la palla, si incide alla base con un taglio a forma di croce, abbastanza profondo ma non tanto da rompere la compattezza delle cimette.

CavolfioreSi snocciolano 150 g di olive nere, si affetta una cipolla e si mette il cavolo, con la base in basso, in un tegame con olio; lo si sala e lo si circonda con le olive e la cipolla; si copre e si fa cuocere a fuoco bassissimo, aggiungendo un po' d'acqua di tanto in tanto.

Per effetto del calore e del vapore, una volta terminata la cottura il cavolfiore risulterà "seduto"

Semplice anche il "cavolfiore in maschera " Lessato il cavolfiore intero in acqua salata senza farlo rompere, lo si scola, lo si condisce con olio e limone battuti insieme e lo si ricopre completamente di maionese insaporita con un po' di senape o di mostarda francese aromatizzata.

La superficie viene poi guarnita con uova sode affettate con l'apposito taglia, uova, olive farcite (o semplici, snocciolate, a seconda dei gusti) e, se si vuole, qualche piccolo sottaceto colorato e ben sgocciolato.

Le cimette lessate vengono spesso unite a insalate varie o servite sole con salse più o meno piccanti, gratinate al forno e anche, passate, usate per base di sformati. Il cavolfiore si accompagna bene al tonno, alle acciughe e alla lingua salmistrata.

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