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il Cetriolo

Cetriolo pianta proprietà e coltivazione

Brassica Oleracea varietà gemmifera Famiglia crucifarae

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Scheda descrittiva pianta Cetriolo

Il CetrioloCucumis sativus è annuale e ha un fusto prostrato o rampicante.

Le foglie sono palmate, a lobi triangolari, i fiori sono gialli, unisessuali ma portati dalla stessa pianta: quelli maschili sono i primi a schiudersi.

I frutti vengono raccolti e consumati immaturi: la superficie esterna, gialla a maturità, deve essere ancora verde, e può presentarsi liscia o più o meno verrucosa, spesso con linee longitudinali più chiare, particolarmente verso l'apice, e talvolta munita di brevi spine biancastre o nerastre.

La polpa, bianco-verdastra, ha un tessuto quasi vitreo, con sapore e odore caratteristici.

Nelle varie cultivar i frutti possono essere molto lunghi, di media lunghezza, oppure piccoli, adatti per sottaceti.

In linea generale, quelli lunghi sono adatti per la coltivazione in serra, dove le piante vengono fatte arrampicare su sostegni o armature in modo che lo spazio sia ben utilizzato e i frutti, penduli, siano di più facile raccolta.

Tra le cultivar per il consumo fresco ricordiamo: "Hybrid Forcing" lungo 25 cm, con spine nere, adatto per serre; "di Milano rampicante lungo" per serra, liscio, verde, lungo 25-30 cm; "Marketer" mezzo-lungo e medio-precoce, verde scuro, cilindrico; "Triumph F1" mezzo-lungo, con ciclo produttivo di 60 giorni, verde scurissimo e resistente alle malattie più comuni; "Cubit" mezzo-lungo, verde scuro, cilindrico, matura in 60 giorni.
Il Cetriolo
Tra le cultivar da sottaceti: "Piccolo di Parigi" ("Cornichon"), rustico e molto produttivo; "Wisconsin SMR 18" varietà precoce, verde scuro.

La coltivazione del cetriolo può svolgersi normalmente durante l'estate oppure essere completamente praticata in serra calda per la produzione primaverile.

Quest'ultimo tipo di coltura, però, è generalmente adoperato soltanto per la produzione commerciale, dato l'alto costo sia degli impianti che della manutenzione che la rendono, pertanto, inadatta a piccoli quantitativi di prodotto.

Negli orti a conduzione familiare, la coltivazione è generalmente quella estiva in piena terra.

Terreno fertile, sciolto e irriguo, lavorato in profondità almeno a 35-40 cm, e concimazioni abbondanti sono le necessità basilari del cetriolo.

Le concimazioni con letame devono essere fatte con materiale molto maturo e oculatamente, dato che potrebbero favorire malattie crittogamiche cui le piante sono molto predisposte; importante è soprattutto una buona concimazione a base di ossido di potassio unito a circa metà dose di anidride fosforica; nei terreni poco calcarei si aggiungono fosforiti macinate o scorie Thomas.

La semina si fa in aprile-maggio, a righe, praticando delle buchette dove si pongono 4-5 semi, diradando poi dopo la germinazione, lasciando 2-3 piantine vigorose.

La distanza tra le righe e tra le piante è bene che sia di un metro in ogni senso, e nelle buchette i semi non dovranno essere ammassati, ma posti lasciando 2-3 cm fra di loro.
Il Cetriolo
Quando le piantine hanno almeno 5 foglie si cimano sopra la quarta foglia, in modo da provocare nuove ramificazioni, che a loro volta potrebbero essere cimate a una o due foglie sopra il primo abbozzo di frutto.

È possibile sia lasciar distendere i rami sul terreno che fornirli di sostegni ai quali essi si aggrappano; in quest'ultimo caso i frutti sono più regolari e si può anche tralasciare la cimatura; quelli senza sostegno richiedono più accurate sarchiature per mantenere pulito e libero da infestanti il suolo dove le ramificazioni si adagiano.

Irrigazioni abbondanti, senza tuttavia permettere ristagni d'acqua nel terreno, concimazioni in copertura con concimi azotati e fosfopotassici ed eventuali trattamenti antiparassitari e anticrittogamici saranno necessari durante la coltivazione.

La raccolta è scalare, a partire dai 60 giorni per le varietà più precoci.

Come il melone, il cetriolo teme le gelate o brinate tardive e l'umidità stagnante nel terreno; bisogna quindi assicurarsi che il drenaggio del terreno sia ottimo.

In comune con il melone ha anche alcune malattie quali l'oidio (Sphaerotheca castagnei), che ricopre le foglie con una muffa bianco-grigiastra e si combatte con karathane, e il marciume dei frutti (Cladosporium cucumerinum), che appare spesso in seguito a innaffiatture eccessive e colpisce rami, frutti e foglie.

Efficaci sono le irrorazioni con poltiglia bordolese, ma esistono anche delle cultivar particolarmente selezionate per la loro resistenza a tale malattia.
Il Cetriolo
Contro i normali parassiti animali, afidi, ecc. si ricorre ai comuni insetticidi, ma pericolosissime e quasi impossibili da sconfiggere sono le anguillule delle radici; contro di esse si può procedere precauzionalmente mediante innesto delle piante su Cucurbita ficifolia, rintracciabile in alcuni vivai allo stato di portainnesto.

I cetrioli si consumano esclusivamente crudi in insalata, generalmente uniti ad altri tipi oppure come guarnizione, e sottaceto.

Per servirli crudi occorre pelarli, tagliarli a fettine molto sottili, come rondelle, e metterli per un po' di tempo cosparsi di sale in un piatto fondo o una insalatiera in modo che perdano molta della loro acqua, spesso un po' amara, che uscirebbe una volta conditi sopraffacendo il sapore degli altri ingredienti dell'insalata e rendendola acquosa.

I cetriolini sott'aceto possono essere fatti in due modi: a crudo o facendoli bollire.

In ogni caso dovranno essere prima puliti molto bene, sia con uno spazzolino molto duro che strofinandoli con una tela ruvida dopo averli cosparsi di sale, e quindi lasciati asciugare all'aria.

Si dispongono poi in vasi di vetro.
Il Cetriolo
Secondo uno dei metodi vi si mescola del sale, qualche grano di pepe, un po' di spezie a piacere (qualche foglia di basilico o di dragoncello o di maggiorana) e si ricoprono d'aceto in modo che restino del tutto sommersi.

Si bagna d'aceto un disco di carta oleata che si cosparge con acido salicilico, si mette sopra tutto e si chiude bene il barattolo che si conserva in luogo fresco almeno un mese prima dell'uso.

Nel secondo metodo, sui cetriolini si versa dell'aceto bollente, lasciando riposare per una giornata, quindi si scola, si fa nuovamente bollire l'aceto e vi si gettano per qualche minuto i cetriolini a fuoco molto alto perché riprendano il colore verde che avevano perduto.

Messi in un vaso di vetro, si aromatizzano, si ricoprono nuovamente con l'aceto e si chiude bene il vaso quando saranno freddi.

Con questo sistema potranno essere consumati anche dopo 15 giorni.

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