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coltivare le Fragole

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Fragaria Vesca Famiglia Rosaceae

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Scheda descrittiva pianta Fragole

coltivare le FragoleLa piccola pianta della specie tipo non supera i 20 cm di altezza, con foglie basali li disposte a rosetta, picciolate e composte da tre foglioline ovali dal margine dentato, con le due laterali sessili e quella terminale con un corto picciolo.

La pagina superiore presenta una finissima pubescenza, più accentuata su quella inferiore che perciò presenta un colore quasi argenteo.

I fiori sono riuniti in una infiorescenza racemosa dal rachide più o meno lungo, e ognuno ha alla base un calicetto lungo circa come i sepali del calice che sono spesso ripiegati verso l'esterno.

I petali sono cinque, bianchi, divisi, inseriti sotto il ricettacolo dove sono posti numerosi pistilli indipendenti, che, una volta fecondati, danno origine a numerosi piccoli acheni.

Questi rimangono appressati e inseriti sul ricettacolo che concresce con loro formando nel complesso il frutto comunemente detto fragola.

All'ascella delle foglie basali si formano parecchi stoloni che, venendo a contatto con il terreno, radicano dando luogo a nuove piante che in seguito divengono indipendenti dalla pianta madre.
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Le cultivar odierne presentano anzitutto una grande varietà nella forma dei frutti, che possono essere conici, sferici, globoso-depressi, piccoli o grossi; possono essere inoltre stolonifere o no, rifiorenti (che fioriscono cioè più volte e quindi fruttificano dalla primavera all'autunno con brevi periodi di stasi) o non rifiorenti (cioè che fioriscono, e quindi producono frutti, una sola volta).

Queste ultime si suddividono, a loro volta, in precocissime, medio precoci, a media maturazione, medio tardive e tardive.

Tra le varie cultivar ricordiamo: a frutto piccolo: "Fragola d'ogni mese" rifiorente, stolonifera o no, a cespi piccoli; "Belle de Meaux" a frutto conico, rifiorente, stolonifera; a frutto grosso, rifiorenti: "Abbondanza" a frutto rosso brillante; "La perla" frutto conico, bianco rosato; "Meraviglia di Francia" con frutto grossissimo; a frutto grosso non rifiorenti:

precocissime: "Earlydawn", la più precoce, resistente al freddo, vigorosissima, adatta sia per le regioni meridionali che settentrionali; "Surprise des Halles" a frutto medio grosso, resistente alla siccità;

medio-precoci: "Cambridge Vigour", resistente al freddo e alla siccità, frutti leggermente aciduli; "Pocahontas", resistente alla siccità e alle malattie, frutti grossi e conici; "Madame Moutot" (fragola-pomodoro) a frutto grossissimo arrotondato e depresso;

a media maturazione: "Gorella" resistente al freddo e alla siccità; "Senga Gigana" resistente alla siccità e all'oidio, frutti grossissimi e conici;
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medio tardive: "Senga Sengana", frutti non molto grossi, conici, con polpa rosso scuro; "Souvenir de Charles Machiroux" fruttifica dal primo anno d'impianto, frutti molto grandi rosso brillante;

tardive: "Red Star" ottima per le coltivazioni in pianura.

Vi sono poi delle cultivar californiane, molto adatte per la coltivazione nelle zone meridionali; fra di esse: "Salinas" "Solana" "Torrey"

Le fragole generalmente si moltiplicano per via vegetativa, cioè per mezzo delle piantine che si formano all'apice degli stoloni, o per divisione dei cespi nelle cultivar non stolonifere.

Tale metodo può agevolare il diffondersi delle virosi, che rallentano lo sviluppo delle piantine e determinano un peggioramento della produzione, sia qualitativamente, sia quantitativamente.

Pertanto, per le colture di estensione limitata (quali sono, per esempio, quelle dei nostri orti), è meglio acquistare piante nuove dai vivaisti, che dispongono di piantine sane e sicuramente esenti da virosi, piuttosto che prelevare degli stoloni da coltivazioni non sicure.

Un apparato radicale sano e vigoroso è comunque necessario per la buona riuscita dell'impianto.
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Una fragolaia dura tre anni almeno; occorre quindi preparare il terreno, che dovrà essere acido e fresco, con una lavorazione profonda circa 30 cm consociata con un'abbondante concimazione organica e chimica, e assicurarsi soprattutto che vi sia un ottimo drenaggio che non consenta ristagni d'acqua nel terreno che danneggerebbero le piante in modo irrimediabile.

Inoltre è bene eseguire una disinfestazione per prevenire insetti o parassiti terricoli.

Per favorire lo scolo dell'acqua, la messa a dimora si fa su prode ottenute tracciando dei solchi larghi 25 cm e profondi circa 1 5-20 cm; l'impianto si effettua a file distanti circa cm 70, lasciando tra una pianta e l'altra 20-40 cm a seconda che si tratti di fragole di ogni mese a frutto piccolo oppure di fragole a frutto grosso più vigorose.

Oggi è molto invalso l'uso di impiantare le fragole ricoprendo il terreno con fogli di polietilene nero o grigio scuro, praticandovi dei fori della grandezza necessaria per eseguire correttamente la messa a dimora e far crescere le piante senza soffocarle; si evita cosi", al momento della fruttificazione, di eseguire la tradizionale pacciamatura di paglia o trucioli che impediva ai frutti di sporcarsi di terra o marcire.

Nello stesso tempo si impedisce al terreno di asciugarsi eccessivamente limitando l'evaporazione, si ottiene che mantenga maggior calore, a causa del colore scuro della plastica e si impedisce lo sviluppo delle erbe infestanti.
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Poiché i fogli di plastica andranno rincalzati nella terra lateralmente, le irrigazioni dovranno essere effettuate per infiltrazione laterale mediante piccoli solchi scavati ai lati degli argini.

La coltivazione tradizionale prevede l'impianto a fine settembre-ottobre, a seconda delle zone.

Le piantine dovranno essere poste poco profonde, con le radici appena coperte di terra e ben distese, in buchette superficiali, e quindi ben irrigate.

Se non si è usata la plastica, occorreranno sarchiature e scerbature e la pacciamatura con paglia o trucioli al momento dell'allegagione dei frutti.

Occorre però tener presente che la raccolta del primo anno sarà poco consistente, e la vera produzione incomincerà lei sfondo anno, cioè venti mesi dopo l'impianto.

Prima e durante la raccolta saranno necessarie numerose irrigazioni e le cultivar rifiorenti necessiteranno di concimazioni in copertura con prodotti fosfoazotati e potassici.

Nell'inverno, poi, occorre una leggera vangatura interrando del letame e dei concimi complessi ad alto contenuto di potassio.
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Oggi, però, oltre al metodo tradizionale, si usa, soprattutto nella grande coltura, l'impianto estivo di piante appositamente preparate mediante ibernazione a — 1 o — 2 °C, ciò che provoca una rapida e vigorosa ripresa vegetativa e permette la fruttificazione fin dalla primavera seguente risparmiando dieci mesi di tempo.

La raccolta può durare 20-25 giorni per le fragole non rifiorenti e tutta l'estate per quelle rifiorenti.

La fragola è un frutto delicatissimo, tanto che perfino la sua raccolta deve essere effettuata con attenzione: occorre anzitutto non lasciarle mai passare di maturazione sopra la pianta stessa, altrimenti si corre il rischio di vedere la parte carnosa disfarsi al primo tocco, e, peggio ancora, i piccoli acheni, i granelli duri, diverranno eccessivamente consistenti e saranno tutt'altro che gradevoli.

Inoltre la fragola troppo matura perde la maggior parte del suo caratteristico profumo. Profumo e colore vengono anche alterati dall'umidità o dall'eccessivo calore, perciò la raccolta dovrà essere fatta al mattino presto, aspettando però che i frutti si siano asciugati nel caso di presenza di rugiada, e si interromperà nelle ore più calde della giornata.

Le fragole possono essere danneggiate da brinate tardive o da piogge che impediscono l'allegagione dei fiori.
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Le malattie crittogamiche più pericolose sono la vaiolatura rossa (Sphaerella fragariae), che produce macchie rossastre rotondeggianti sulle foglie, e la muffa grigia (Botrytis cinerea), che si sviluppa se la primavera è molto umida e provoca la formazione di macchie brune sulle foglie, che poi si seccano, mentre i frutti si coprono di muffa.

Le cure sono sempre preventive, dall'inizio della ripresa vegetativa, e vanno ripetute ogni otto giorni dallo schiudersi dei fiori fino quasi alla raccolta, se si dovesse vedere persistere i sintomi.

I parassiti animali vanno combattuti solo in caso di effettiva necessità; il più dannoso è il ragnetto rosso, che si combatte con acaricidi se lontano dalla raccolta, con kelthane in prossimità del raccolto.

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