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coltivare Lampone

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Scheda descrittiva pianta Lampone

coltivare LamponeIl lampone ha un fusto corto e sotterraneo rizomatoso dal quale si sviluppano dei polloni, che nel primo anno crescono, nel secondo fioriscono e fruttificano, e poi muoiono.

Poco ramificati e piuttosto sottili, essi sono rivestiti da una corteccia grigia, che diviene man mano più scura, leggermente tomentosa, e hanno spine sottili e dritte.

Le foglie, imparipennate, con 3-5 segmenti ovali e acuminati, seghettati ai margini, sono verdi sulla pagina superiore e bianco cenere su quella inferiore.

I fiori sono piccoli, di colore bianco-rosa o verdastro, e hanno peduncoli lunghi e spinosi; il calice ha cinque sepali e la corolla cinque petali.

Stami e pistilli sono numerosissimi: questi ultimi sono completamente liberi e ognuno produce una piccola drupa; il complesso delle drupe è un'infruttescenza considerata comunemente come frutto.

Fiori e frutti sono riuniti in corimbi.

La specie europea, Rubus idaeus. è stata incrociata con quella americana, Rubus strigosus, anche più resistente al freddo dato che è spontanea al di sopra del 62° parallelo.

Varietà derivanti da questo incrocio si trovano in commercio, come pure quelle derivate dalla nostra specie tipo.

Le varietà si dividono in due gruppi: rifiorenti e non rifiorenti.

Le prime fruttificano sia sui polloni di un anno, in luglio, sia su quelli prodotti nella stessa annata, in settembre.
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Le seconde, invece, danno frutti soltanto sui polloni di un anno, in luglio. In genere i frutti delle varietà non rifiorenti sono più grossi e dolci di quelli delle varietà rifiorenti.

Tra le cultivar non rifiorenti ricordiamo: "Mailing Promise" con frutto grosso, molto produttiva; "Preussen" a frutto grossissimo; tra quelle rifiorenti: "Meraviglia delle quattro stagioni" a frutto rosso scuro; "Schoenemann", molto resistente alle malattie, a fruttificazione tardiva.

Il Lampone, essendo una pianta da climi freschi, non desidera posizione soleggiata né temperature elevate e perciò è particolarmente adatto in climi dove piante più delicate non resisterebbero.

Il terreno deve essere fresco, profondo, e prima dell'impianto deve essere ben lavorato e concimato abbondantemente sia con letame ben decomposto che con fertilizzanti chimici soprattutto a base di perfosfati, solfato di ammonio e solfato di potalo, considerando che la coltura esaurisce il terreno.

Questo dovrà essere rinnovato completamente circa ogni 8 anni per mezzo di una nuova lavorazione e fertilizzazione.

L'impianto può essere fatto da ottobre a primavera, benché sia meglio effettuarlo in autunno quando i polloni sono stati da poco prelevati e la pianta ha il tempo di prepararsi alla ripresa vegetativa.

I polloni, forniti di un pezzo di rizoma e di radici (maglioli), possono essere posti su di un unico filare alla distanza di circa 60 cm, oppure all'incrocio di linee trasversali e longitudinali formanti quadrati di 1,50 m per 1 m circa di lato, e vengono quindi tagliati a circa 30 cm per irrobustire la parte basale.
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Il terreno tra i filari deve essere mantenuto libero dalle erbe infestanti mediante sarchiature, ma, almeno per i primi due anni, potrà essere anche utilizzato per colture ortive.

Alla fine della fruttificazione, in autunno, dovrà essere sempre effettuata la potatura, tagliando alla base i polloni semi disseccati che hanno già prodotto, e anche un certo numero di altri, lasciandone soltanto alcuni fra i più robusti e potandoli a una determinata altezza a seconda della forma che si vuole dare alla pianta.

Dato il portamento tendenzialmente diffuso della pianta, con polloni che si presentano anche lontani dalla base del cespo, è infatti consigliabile non lasciare che si sviluppi una crescita indiscriminata.

Il sistema di riunire i getti legandoli a un palo è un espediente cui si ricorre soprattutto nelle zone dove si possono produrre forti nevicate che pregiudicherebbero le gemme troppo esposte, ma in primavera è necessario arieggiare il cespuglio slegando i rami, che possono allora essere disposti anche a ventaglio o a spalliera, fermati su del filo di ferro teso fra pali di sostegno.

Un altro metodo usato è il cosiddetto metodo olandese, che prevede la curvatura ad arco sui due lati in modo da stimolare al massimo possibile la fruttificazione;

Nell'estate seguente all'impianto si dà in copertura una buona dose di solfato ammonico, come inizio di una concimazione di mantenimento che prevede in seguito l'interramento di letame maturo incorporato intorno alla pianta in autunno o nella primavera seguente, e negli anni seguenti una distribuzione di solfato ammonico in due riprese, nella tarda primavera.
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Occorre poi ricordare che il lampone richiede un'ottima umidità nel terreno: regolare in conseguenza le irrigazioni, completandole, se necessario, con pacciamature di foglie o paglia per ritardare l'evaporazione del suolo durante l'estate.

I frutti si raccolgono quando sono completamente maturi, il che avviene generalmente 25-30 giorni dopo la fioritura.

Il lampone è soggetto a varie malattie crittogamiche, ma ne sono state ottenute delle cultivar decisamente resistenti a più di una fra esse.

Pericolose sono la tracheomicosi (Verticillium alboatrum) che può penetrare nella pianta attraverso i tagli di potatura o altre lesioni, le infezioni da Leptosphaeria, la ruggine (Phragmidìum rubiidaei) e la muffa grigia, uguale a quella della fragola.

Si combattono con preparati a base di solfato di rame.

Tra i parassiti animali è da segnalare in particolar modo l'afide del lampone (Amphorophora rubi), che può essere dannosissimo anche come vettore di virosi; occorrerà debellarlo con esteri fosforici selettivi alternati con aficidi, data l'estrema rapidità delle generazioni successive degli insetti che divengono resistenti.
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Visto che generalmente i frutti del lampone sono maturi dopo 15-20 giorni dalla fioritura e che la fruttificazione inizia in luglio e si prolunga fino a settembre, e che per di più permette di utilizzare le zone ombrose dell'orto, ovunque le temperature non siano molto elevate in estate e si abbia abbondanza di acqua per le irrigazioni, un certo numero di piante permetterà di avere per un discreto periodo di tempo dei frutti succosi e gradevoli.

I lamponi, che contengono il 25 % di vitamina C, oltre a essere consumati freschi, mantecati con lo zucchero come le fragole, possono servire a fare marmellate, gelatine e sciroppi.

Cotti con zucchero e aromatizzati con buccia di limone, possono essere utilizzati nella preparazione di crostate al posto della marmellata: occorrerà lo stesso peso sia di zucchero che di frutta e poca acqua, usando un fuoco molto moderato finché i frutti non siano ben morbidi, poiché la cottura si concluderà in forno insieme a quella della pasta della crostata.

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