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coltivare il Melograno

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Punica Granatum Famiglia Punicaceae

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Scheda descrittiva pianta Melograno

coltivare il MelogranoIl melograno è praticamente monotipico in quanto comprende due sole specie.

Punica granatum e Punica protopunica, che sembra sia originaria di Socotra (isola dell'oceano Indiano nei pressi dell'imboccatura del Golfo di Aden) ma in realtà è completamente sconosciuta in coltivazione.

La pianta ha sempre portamento piuttosto arbustivo, e anche quando nei climi più caldi diviene un alberetto che raggiunge i 6 m di altezza tende a emettere polloni basali.

Le foglie, piccole e oblunghe, sono di un bel verde lucido, con la lamina intera, caduche.

Il calice è rosso, coriaceo, campanulato con lobi acuminati, ed è persistente, concrescente con il frutto che racchiude.

La corolla è formata da petali sottili e setosi, generalmente rosso scarlatto, benché ve ne siano anche di bianchi, piuttosto effimeri: vi sono anche varietà a fiore doppio coltivate come ornamento perché, come accade per un gran numero di piante con i petali raddoppiati e formati dalla trasformazione degli stami, sono sterili.

I fiori sono solitari, bisessuali, e hanno l'ovario fuso con il calice che dà luogo a un frutto molto complicato, generalmente considerato come un tipo di bacca, benché molti autori ne dissentano, chiamato balauste o balaustio.

Esso presenta esternamente la parete coriacea del calice ingrossato che, dapprima verdastra, diviene rossa a maturità, mentre nell'interno i semi sono strettamente appressati, ricoperti di un arillo rosso, succoso e traslucido di forma prismatica le cui sfaccettature permettono una completa aderenza l'uno all'altro; essi sono riuniti in parecchie logge, divise da una pellicola bianca, membranosa e aderente.
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In linea generale la pianta non viene venduta in varietà particolari, tranne che nel Sud, dove se ne distinguono due tipi almeno: "Dolce nostrale" a frutto di medie dimensioni, e "Dente di cavallo" con frutto molto grosso e succoso.

In effetti è nei climi meridionali che il melograno trova il suo ambiente più congeniale, malgrado il fatto che sia perfettamente coltivabile in tutta la zona dell'olivo con ottimi risultati, e malgrado possa vivere anche dove i freddi sono maggiori, benché in tal caso non riesca a maturare i frutti e quindi risulti pianta essenzialmente ornamentale senza alcuna utilità dal punto di vista commestibile.

A scopo puramente ornamentale, dato che i suoi frutti non sono commestibili, può essere coltivata in vaso Punica granatum varietà nana, che è un arbustino che raggiunge il metro d'altezza in condizioni ottimali, ed è in tutto simile alla specie tipo in proporzioni ridotte.

Questa pianta, molto fiorifera se mantenuta all'aperto in pieno sole per tutto il periodo in cui i freddi non siano troppo intensi, produce piccoli frutti il cui diametro può arrivare a 8-10 cm, ma che spesso rimangono assai più piccoli, delle vere miniature di melagrane.

In inverno, nelle località ove v'è la possibilità di gelate, la pianta deve essere riparata in locali arieggiati e non molto caldi, perché, come la specie, necessita di un periodo di riposo invernale pronunciato per poter fiorire e fruttificare bene.

I fiori sono infatti prodotti dai rami dell'anno, e se la loro apparizione è stimolata dall'eccessivo calore, al momento della massima attività vegetativa avranno già lignificato e produrranno un numero ridotto di gemme da fiore.
coltivare il Melograno
Il melograno è una pianta che non richiede nessuna particolare cura se non l'avvertenza di impiantarlo in posizione soleggiata (molta attenzione va posta nel trapianto), in terreno ottimamente drenato, tenendo conto che non tollera i forti geli e talvolta soffre anche per quelli sporadici.

Sopporta benissimo i tagli, tanto che a volte è usato per formare siepi difensive, data la maggiore o minore spinosità dei suoi rami.

Qualora siano coltivate ad alberetto, sia la specie che la varietà si avvantaggeranno molto dell'eliminazione dei polloni basali e di una leggera potatura, che stimoli la crescita delle nuove ramificazioni, nella parte apicale di quelle degli anni precedenti.

Prima dell'inizio del ciclo vegetativo, a fine inverno, qualunque sia la forma di allevamento, sarà comunque molto opportuno eliminare tutti i rametti secchi e anche quelli che avessero troppo sofferto per il freddo e che potrebbero quindi disseccare in seguito.

I frutti dovrebbero essere raccolti a uno stadio leggermente anteriore a quello della completa maturazione, prima che la buccia si screpoli e si fenda longitudinalmente, dato che a tale stadio possono essere mantenuti per qualche settimana e completeranno la maturazione anche distaccati dalla pianta.

L'epoca di maturazione varia da settembre a ottobre inoltrato, a seconda delle località climatiche.

Già nel 1739, Dezallier d'Argenville consigliava di coltivare i melograni in cassa, per ripararli dal freddo, nelle allora sontuose orangeries, pratica indubbiamente quasi impossibile ai nostri giorni.
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I parassiti più pericolosi sono le cocciniglie, in particolare quelle cotonose, favorite da temperature eccessivamente alte, che si installano all'attaccatura dei frutti moltiplicandosi poi con rapidità. Si combattono con irrorazioni di olio bianco.

Bisogna ammettere che i frutti del melograno, belli e suggestivi come sono, richiedono molta pazienza nel prepararli, e inoltre a molta gente danno fastidio i semi, i granelli duri, che vi sono inclusi.

Il sapore della polpa è acidulo, tuttavia i chicchi puliti, ricoperti di zucchero e messi a mantecare parecchie ore in frigorifero in modo che il succo ne fuoriesca, sono assai gradevoli, irrorati di rhum, e molto dissetanti.

Lo sciroppo che si può fare passando i granelli, lasciando fermentare per un paio di giorni il succo e quindi filtrandolo, aggiungendovi il doppio del peso in zucchero e lasciando bollire alcuni minuti prima di imbottigliarlo (una volta raffreddato), si dice sia ottimo contro la tosse.

In ogni modo, aggiunto all'acqua, è una bevanda molto rinfrescante, gradita ai bambini per il bel colore rosso.

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