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coltivare le Pere

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Pyrus Communis Famiglia Rosaceae

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Scheda descrittiva pianta Pere

coltivare le PereUn albero di pero può raggiungere i 1 5 m, benché di solito rimanga più basso. La sua corteccia è generalmente grigio-nerastra, i rametti sono spinosi.

Le foglie, ovato lanceolate, acute all'apice, dentellate o seghettate ai margini, hanno la pagina superiore verde scuro lucido e il rovescio più chiaro o bluastro.

Il picciolo può essere lungo fino a 5 cm e ha alla base stipole caduche.

I fiori, riuniti in corimbi di nove fiori al massimo, hanno cinque petali bianchi e ovali e antere purpuree; compaiono prima delle foglie in primavera.

Come il melo, anche il pero ha un falso frutto, conico allungato, assottigliato alla base, con polpa leggermente granulosa, in cui il vero frutto è ciò che comunemente si chiama torsolo.

Nelle cultivar moderne il frutto può presentarsi in numerosissime forme e grandezze.

Tipicamente piriforme, ma più o meno allungato e assottigliato nella parte superiore, può divenire corto e grosso fino a essere compresso al punto da ricordare una mela.

I residui del calice persistono spesso all'estremità, formando una depressione più o meno cospicua e umbilicata detta occhio.

Per la coltivazione in forme obbligate, il pero deve sempre essere innestato sul cotogno.
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Tra le cultivar fornite già pronte per le forme prescelte si possono ricordare: estive: "Buoncristiana William" matura ad agosto, frutto grosso, buccia gialla, polpa bianca; "Coscia" matura in luglio, frutto medio giallo verdastro con polpa bianca; "Butirra precoce Morettini" matura in luglio, frutto medio giallo macchiato in rosso; "William precoce Morettini" matura in agosto, buccia giallo verdognolo; "Spadona estiva" matura in agosto, buccia verde e rossa, polpa acidula;

autunnali: "Abate Fétel" matura in ottobre, frutto allungato, giallo verdognolo; "Duchessa d'Angoulème", frutto grosso, con buccia rugosa verde giallastra, polpa bianca, liquescente, matura in settembre-ottobre; "Imperatore Alessandro" (sinonimo di "Kaiser"), matura in agosto-settembre, buccia rugginosa, polpa bianca molto succosa, forma allungata;

invernali: "Curato" frutto grosso, allungato, matura da novembre a gennaio; "Decana d'inverno", frutto grosso ovale arrotondato, buccia verde sfumato in rosa, profumata, matura da dicembre a marzo; "Passacrassana" frutto grosso, irregolare, molto succoso, giallo verdastro rugginoso, matura da novembre a febbraio.

In linea generale, per le diverse cultivar sono necessarie differenti varietà impollinatrici.

La coltivazione è identica a quella del melo: impianto in tardo autunno o inverno, potatura a fine inverno.

Bisogna però dire che i peri si adattano meglio ai vari tipi di terreno e a situazioni in cui il melo difficilmente darà buona produzione, non temendo neppure le estati calde, e quindi sono di più facile coltivazione in zone dal clima molto differente l'uno dall'altro.
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Tra le avversità generiche occorre ricordare i forti venti, le grandinate estive e le gelate tardive.

Il pero è frequente preda di malattie crittogamiche.

La bolla nera del pero (Taphryna buttata) si combatte asportando le parti infette e bruciandole, disinfettando le ferite con solfato di ferro al 10% e trattando successivamente la pianta con tre irrorazioni (a inizio inverno, primavera e durante la vegetazione) di poltiglia bordolese rispettivamente al 3%, 2% e 0,5%.

Possono anche comparire delle muffe e delle septoriasi, contro le quali sono efficaci trattamenti a base di zolfo.

Bisogna però dire che le cultivar selezionate e innestate sul cotogno sono di solito molto resistenti alle malattie.

Le pere possono essere consumate sia crude che cotte, ed è celeberrimo il detto che vuole che siano ottime con il formaggio.
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Per chi volesse provare la validità di tale detto, esistono parecchie soluzioni più eleganti che presentare pere e formaggio divisi.

Tutte richiedono di tagliare una piccola fetta inferiore in modo che possano rimanere dritte, dopo di che si sbucceranno e si passeranno leggermente con una fettina di limone, particolarmente quelle a polpa bianca, perché non ingialliscano, e si toglierà il torsolo con uno scavino.

A questo punto, nella cavità ricavata si potranno introdurre una fettina di fontina sottilissima e arrotolata, o un pezzetto di provolone, oppure una crema fatta lavorando insieme gorgonzola, burro e un cucchiaio di panna.

In ogni modo, il ripieno di te aggio è affidato al gusto e alla fantasia di ognuno.

Si tengono poi le pere in frigorifero, in un punto non troppo freddo, fino al momento di portarle in tavola, quando si potranno disporre sul piatto di portata, su foglie di insalata che formeranno un'allegra base verde.

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