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coltivare i pomodoro

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Pisum sativum Famiglia leguminosae

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Scheda descrittiva pianta pomodoro

coltivare i pomodoroIl genere Lycopersicon comprende circa 7 specie, tutte erbacee, ma del capostipite selvatico della specie esculentum, oggi così intensamente coltivata e ampiamente selezionata, non si ha notizia.

Probabilmente doveva essere una pianta simile alla varietà cerasiforme, che è più bassa, a portamento quasi eretto, con foglie più piccole e minuscoli frutti globosi in cui i semi sono contenuti in due loculi soltanto.

Pur essendo eduli, le bacche, cosi'diverse da quelle delle odierne cultivar, non danno l'immediata idea di ciò che intendiamo come pomodoro, benché siano molto ornamentali.

Malgrado sia perenne, Lycopersicon esculentum è coltivato come annuale; ha un fusto molto ramificato, alto fino a 2 m, dapprima eretto, poi decombente o prostrato.

La radice è a fittone, con moltissime radici secondarie; le foglie sono alterne, lunghe fino a 25 cm, composte, imparipennate.

Le foglioline sono inserite sul rachide a coppie e sono di grandezza diversa, con margine più o meno inciso e portamento più o meno pendente.

Tutte le parti verdi sono ricoperte da fitta pubescenza che produce una secrezione dall'odore caratteristico.

I fiori sono riuniti in infiorescenze racemose, ascellari, hanno calice verde dai lobi pelosi e petali generalmente gialli.
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I frutti sono bacche che presentano alla base i lobi persistenti del calice e sono riuniti in grappoli.

L'altezza della pianta, la forma e la grandezza delle foglie, la forma e la grossezza delle bacche e il numero dei loculi che ognuna d'esse presenta, sono variabili da cultivar a cultivar; anche il colore può variare dal giallo al rosso arancio allo scarlatto, fino a un rosso quasi purpureo.

Le cultivar sono divise in gruppi a seconda dell'uso cui i frutti sono destinati.

Tralasciando le qualità destinate esclusivamente alla produzione di concentrato, possiamo ricordare: varietà per il consumo diretto: "Ace" di altezza media, resistente alle malattie, con frutto tondo e liscio rosso brillante, precoce; "Cuor di bue" a frutto gros-sissimo rosa violaceo, per insalata o da farcire; "Marmande" a frutto grosso, rosso, un po' costoluto, precoce; "Meraviglia del mercato", con frutto tondo, liscio, rosso vivo; "Saint Pierre" vigoroso e resistente alle malattie, con frutto tondo liscio; varietà per pelati e conserve.

" San Marzano" con frutto cilindrico, rosso vivo, di cui sono state effettuate numerose selezioni; "Roma VF" a portamento nano, non richiede sostegni, resistente alle malattie, con frutti ovali e allungati; varietà da conservare per l'inverno o da appendere: "Principe Borghese", con frutti a grappoli, piccoli e ovali; "Re Umberto" con frutti lunghi, a grappoli; "d'inverno a grappoli" con frutti sferici.

Il clima italiano è particolarmente adatto alla coltivazione del pomodoro, ma esistono numerose variazioni riguardo le epoche e le modalità di coltura a seconda che si tratti di zone meridionali, centrali o settentrionali.
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Piuttosto esigente sia come temperatura che per la nutrizione, la pianta ha bisogno di circa 10 °C per germinare e di più di 23 "C per la maturazione dei frutti, e teme il freddo in modo particolare.

Il ciclo vegetativo sarà quindi prevalentemente estivo, a meno che non si disponga di serre riscaldate che permettano di effettuare la semina in ottobre-novembre e continuare la coltura durante l'inverno.

Per la coltivazione ordinaria si può seminare da febbraio-marzo (e anche anteriormente al Sud) su letto caldo, sotto vetro, in semenzaio o in vasetti di torba per effettuare il trapianto non appena il tempo lo permetta.

L'impianto vero e proprio può, nelle località meno favorite e volendo una produzione anticipata, essere preceduto da un ripicchettamento in altro cassone - freddo o riscaldato a seconda del clima - oppure in vasetti se la semina era stata fatta in terra.

Il ripicchettamento (o rimpiolatura) è fatto quando le piantine avranno sviluppato due vere foglie e, se non si fa in vasetti, viene eseguito in terriccio assai fertile e soffice, concimato con terricciati e concimi fosfopotassici, lasciando circa 10 cm tra una piantina e l'altra e interrando fino alle foglie cotiledonari.

La messa a dimora viene poi fatta su file distanti fra di loro 80 cm, lasciando 60 cm circa tra pianta e pianta: questa, prelevata con un po' di terra attaccata alle radici, viene introdotta in una buchetta interrandola fino ai cotiledoni; nel caso di vasetti di torba, tutto il vasetto viene posto in una buca adeguata in modo che la sua superficie risulti uguale a quella del terreno.

Non appena si nota la ripresa della vegetazione, occorrerà fare una concimazione di nitrati o fosfoammoniacale, che dovrà essere ancora ripetuta dopo 20 giorni circa.

Per la semina all'aperto è opportuno aspettare che sia passato il pericolo delle gelate il terreno, che dovrà essere sciolto e di medio impasto ma calcareo, dovrà essere stato previamente lavorato in profondità al fine di creare un substrato soffice.

La semina si fa in file distanti circa 1 m, a postarelle distanziate 40-50 cm, mettendo 6-8 semi in ogni buchetta.
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Quando le piantine avranno due vere foglie, saranno diradate lasciandone due o tre, e dopo una quindicina di giorni si opererà il secondo diradamento lasciando solo una pianta per buchetta.

La coltivazione delle varietà nane che non richiedono sostegni si fa su dossi elevati divisi da profondi solchi che permettano un buon passaggio per la raccolta, oltre ad abbondanti irrigazioni per infiltrazione.

Tutte le altre varietà dovranno essere invece sostenute da tutori, che sono spesso costituiti ancora dalle tradizionali canne poste a conocchia, benché molti altri sistemi siano usati localmente.

La coltivazione richiede sarchiature, scerbature, concimazioni in copertura e, soprattutto, frequenti irrigazioni, evitando però ogni ristagno d'acqua nel terreno.

Anche qualche rincalzatura al piede si rivela utile per stimolare la crescita di radici secondarie o, nelle varietà nane non sostenute, per dare una base più stabile al fusto.

Il pomodoro può essere coltivato su un fusto o su due; in tal caso si lascia crescere un secondo fusto dalla base, oppure, specialmente per le varietà da tavola, si procede alla cimatura tagliando il fusto al di sopra del terzo grappolo di frutti e lasciando svilupparsi due getti inferiori.

È bene anche eseguire la scacchiatura, cioè l'eliminazione dei getti (detti femminelle) all'ascella delle foglie che tolgono vigore ai rami principali.

La maturazione dei frutti avviene in estate, in periodi diversi a seconda delle zone.

I pomodori per il consumo diretto vengono molto spesso raccolti prima che siano completamente maturi.

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Poiché la maturazione non è di solito contemporanea, la raccolta viene fatta scalarmente.

Il pomodoro è soggetto a parecchie malattie e a infestazioni di parassiti.

Occorre considerare che la pianta risente del freddo e dell'umidità stagnante e che muore al di sotto degli 0 °C.

Ma anche piogge persistenti possono facilitare l'insorgere di malattie crittogamiche.

Tra queste, la più grave è la peronospora (Phytophtora infestans), che si manifesta con macchie bruno giallastre sulla parte superiore delle foglie, mentre quella inferiore è colpita da una polverulenza grigiastra, ma può estendersi anche ai frutti e ai fusti.

Si combatte cercando di prevenirla con irrorazioni di solfato di rame all' 1 % o usando prodotti a base di pentaclorodinitrobenzene alla sua comparsa.

Altre malattie sono la fusariosi, la septoria (nota come nebbia del pomodoro), l'antracnosi, ecc.

La lotta contro di esse è sempre a base di prodotti cuprocarbamati.

Tra i parassiti, gli afidi sono pericolosi perché possono, trafiggendo i tessuti con il loro apparecchio succhiatore, trasmettere delle virosi e vanno quindi combattuti tempestivamente.

Tutti sanno che l'uso del pomodoro come condimento è molto diffuso, quasi obbligatorio in certe zone, e negli ultimi tempi è tornata di moda anche l'abitudine di fare la conserva in bottiglie per l'inverno, per uso casalingo.
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Sia con questa, sia con il concentrato e con i pelati in scatola, si fanno degli ottimi sughi, delle salse, si insaporiscono le verdure, si cuociono delle carni, ecc.

Ma il pomodoro non è demandato soltanto a un uso secondario oppure come insalata da crudo.

I pomodori da tavola, più o meno maturi a seconda degli usi locali (ma sempre meglio "meno" che "più"), possono essere variamente farciti, costituendo antipasti, primo piatto o secondo.

Per gli antipasti vengono di solito scelti dei frutti piuttosto verdi, ben solidi, che. tagliati a metà e ripuliti dai semi e dalla parte liquescente che li circonda, oltre che da quella centrale, possono essere riempiti a crudo con gamberetti o tonno uniti a verdure lessate e sminuzzate, il tutto amalgamato e ricoperto di maionese, e poi decorati a piacere.

Un primo estivo sempre ben accetto sono i "pomodori con il riso alla romana"

La ricetta è semplicissima: basta prendere dei pomodori grossi maturi, ma non troppo, tagliare sopra una calottina, svuotarli e passare la polpa e i semi tolti in un tritaverdure per farne uscire tutto il sugo, che va raccolto in una terrina.

I pomodori vuotati andranno leggermente salati nell'interno e capovolti perché da loro scoli il più possibile il liquido ancora ritenuto nei tessuti.

Nel sugo passato si mette del riso crudo (un po' più di un cucchiaio per pomodoro e lasciandovelo per più di mezz'ora), sale, pepe e olio.

Il condimento aromatico è questione di gusti: c'è chi impiega aglio tritato e prezzemolo (ma questo, cuocendo molto, acquista un sapore spesso sgradevole), basilico, oppure menta dei campi o mentuccia.
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Si lascia il riso a bagno per più di mezz'ora perché si intrida bene di liquido, quindi si mettono i pomodori in una teglia unta d'olio e si riempiono con il riso e gli aromi.

Si inforna in forno caldissimo per circa un'ora, abbassando il fuoco dopo un po' e quindi rialzandolo alla fine in modo che le calotte, rimesse su ogni pomodoro, risultino leggermente bruscate.

Se si ha il sospetto che i pomodori siano troppo sugosi e quindi possano rompersi, si contorneranno con quello che del resto è quasi obbligatorio a Roma: una serie di tocchetti di patate sbucciate e salate che, cuocendo, assorbiranno il liquido in eccesso.

Se il ripieno sarà fatto con impasto di carne tipo polpette, si potrà avere, invece, un secondo non troppo comune, che potrà essere accompagnato a piacere da verdure, olive, funghetti, ecc.

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