logo windoweb
link sponsorizzati


Cavolo Cappuccio

Cavolo Cappuccio pianta proprietà e coltivazione

Brassica Oleracea varietà capitata Famiglia crucifarae

Torna alla Home Page enciclopedica di

link sponsorizzati
link sponsorizzati
link sponsorizzati
 
Scheda descrittiva pianta Cavolo Cappuccio

Cavolo CappuccioIl cavolo cappuccio è il cavolo per antonomasia; il suo fusto grosso e corto, le sue foglie lisce e concave, strettamente richiuse l'una sopra l'altra fino a formare una palla compatta, sono tanto più familiari in quanto questo ortaggio è praticamente disponibile per tutto l'anno.

La pianta è biennale, di relativamente lenta crescita, e presenta quattro stadi durante il ciclo vegetativo: il primo è la crescita piuttosto rapida delle foglie che, nel secondo, si dispongono nella classica formazione a palla; segue un periodo di riposo durante il quale si inizia la formazione dei bocci fiorali, e nel secondo anno appaiono i fiori e i semi.

Le selezioni, per mezzo delle quali la varietà è stata fissata e si è diversificata dalla specie tipo, sono tanto antiche che non si ha notizia del loro inizio: sia Plinio che i suoi contemporanei riferiscono già di variazioni avvenute in tal senso, e probabilmente la selezione ha continuato a essere praticata nella coltivazione per centinaia di anni.

Oggi abbiamo moltissime cultivar, e benché in generale siano preferite quelle a forma sferica, ve ne sono di apprezzate anche appiattite.

Tra le cultivar più comunemente diffuse si possono citare: per il prodotto primaverile: "Express" (o "Verzottino"), con palla piuttosto piccola, conica; "Cuor di bue" "Cappuccio di Catania" per il prodotto primaverile-estivo: "Mercato di Copenaghen" "Golden Acre Special" "Gloria di Enkhuizen" "Cavolo cappuccio di Alsazia" "Bianco di Firenze" per H prodotto autunnale: "D'Olanda a gambo corto", "Rosso testa di negro" "Di Brunswick tardivo" di grande resa, con grossa palla appiattita, particolarmente adoperato per la preparazione dei crauti; per il prodotto invernale: "Rosso d'inverno" "Rosso di Langendjik" "Cavolo cappuccio di Vaugirard"
Cavolo Cappuccio
I cavoli cappucci si seminano, com'è ovvio, durante tutto l'anno a seconda della stagione in cui si vuole effettuare la raccolta.

Tuttavia la semina delle qualità primaverili, nonché di quelle da raccogliere a inizio estate, presuppone la disponibilità di cassoni riscaldati o di letti caldi, particolarmente nelle zone a inverno freddo e rigido oppure se l'andamento stagionale è sfavorevole.

Si incomincia a seminare in semenzaio a fine agosto primi di settembre per le cultivar precocissime, tipo "Express" che verranno trapiantate in ottobre; e si continua scalarmente da dicembre a febbraio se si hanno semenzai riparati.

I cavoli estivi si seminano in marzo aprile e quelli autunno-invernali in giugno o primi di luglio, in semenzaio all'aperto.

Il trapianto avviene dopo circa 40 giorni e, comunque, quando le piantine hanno 6 foglie.

Come per tutte le altre varietà di cavoli, anche per i cappucci occorrono concimazioni potassiche e a base di nitrati, accurate scerbature e innaffiature durante i periodi caldi e asciutti.

Il trapianto, quando è fatto in autunno, deve avvenire in modo che le piante siano riparate dai venti di tramontana e di nord-est, in caldine o in posizione ben soleggiata.

Nelle zone a clima rigido si potrà anche eseguire un primo ripicchettamento in semenzai sotto vetro ben esposti.

Il trapianto eseguito da febbraio in poi richiede esposizione a mezzogiorno e si fa su piccoli dossi arrotondati fino a marzo, o più avanti se la primavera è piovosa, e quindi in solchetti distanti 70 cm, lasciando 60 cm tra una pianta e l'altra.
Cavolo Cappuccio
Il terreno deve essere molto fertile, lavorato profondamente, fino a 40 cm, concimato con letame o fertilizzanti organici al momento della lavorazione, e dovrà essere leggermente alcalino con pH 7 circa per evitare l'insorgere di malattie crittogamiche; se più acido, potrà essere emendato con calce.

Concimazioni in copertura con nitrati saranno necessarie in più riprese, dal momento in cui le piante avranno ricominciato a vegetare.

Occorrono anche frequenti diserbi per evitare le erbe infestanti, qualche sarchiatura e, per il prodotto a ciclo estivo, irrigazioni abbondanti e frequenti.

A titolo di curiosità, occorre ricordare che tanto caratteristica è la forma del cavolo cappuccio, che nelle preparazioni di cucina ha dato il nome a un'intera categoria di dolci e alla pasta che si adopera per farli: "choux" sono genericamente infatti quelle palle di pasta rigonfia, più o meno grandi, con cui si confezionano, infarcendoli, paste. Saint-Honoré, profiterolles.

La più famosa utilizzazione dei cavoli e dovuta ai tedeschi con i loro crauti, "Sauer-kraut" di cui esiste una forte produzione industriale.

Di solito vengono comprati già preparati, si dissalano in acqua fredda e quindi si cucinano lasciandoli cuocere per circa 3-4 ore con grasso di maiale e cipolla, ricoperti con brodo al quale si aggiunge un bicchiere di vino bianco secco.
Cavolo Cappuccio
Per chi volesse prepararli da sé, una ricetta un po' abbreviata è la seguente (per 30 cavoli almeno, dato che per una quantità minore non vale la pena di fare il lavoro).

Occorre anzitutto un mastelletto di legno di quercia, con un coperchio di diametro leggermente inferiore all'apertura; il fondo si fodera con le foglie esterne dei cavoli lasciate intere sulle quali si dispone uno strato di sale grosso alto circa un centimetro.

Si tagliano i cavoli a striscio/ine sottili e si dispongono in successione: uno strato di cavoli, uno di sale (sempre di un centimetro) cosparso con qualche granello di pepe e qualche bacca di ginepro, di nuovo cavoli, e cosi fino ai 3/4 del recipiente.

L'ultimo strato deve essere di sale, e si coprirà con un telo e con il coperchio su cui si appoggia un peso.

Dopo qualche giorno si toglie con un mestolo la salamoia venuta a galla e si controlla che il coperchio sia sempre bagnato.

Cavolo CappuccioI crauti saranno utilizzabili dopo un mese.

Essi sono la componente base della famosa "choucroute" ricoperti da ogni tipo di carni di maiale, salame cotto, pancetta affumicata. e accompagnati da cipolline sottaceto.

In Alto Adige si usa fare il cavolo rosso al vino, tagliandolo a listarelle e mettendolo in una padella con olio e burro, cipolla tritata e speck tagliuzzato, sale e pepe.

Si irrora con un bicchiere di vino rosso, aggiungendone in seguito se necessario e si lascia cuocere scoperto, a fuoco molto basso per un'ora. In questo modo il cavolo mantiene il suo colore.

Le foglie tenere del centro della palla, del resto, possono essere usate anche crude in insalata, a striscioline sottili, accompagnate da acciughe, senape, ecc.

Libri e oggetti con tema Cavolo Cappuccio
 
link sponsorizzati
link sponsorizzati

link sponsorizzati

Argomenti Correlati

Orto
Foto Ambiente per sfondi desktop
Indice Ambiente
Piante e Erbe Medicinali
Piante e Erbe Medicinali
Piante Velenose
Piante Velenose
Schede fiori selvatici
Fiori Selvatici
Fiori da Giardino
Fiori da Giardino
Ricette
Ricette
Foto Natura
Foto Natura
Piante Appartamento
Piante Appartamento

Giardinaggio

 
link sponsorizzati


 


 

Aree tematiche di Windoweb
Segnala un sito © 1999-2014 Tutti i diritti riservati invia le tue foto : foto@windoweb.it
contattaci :redazione@windoweb.it