Machiavelli alle prese con le reclute cittadine



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Machiavelli alle prese con le reclute cittadine

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La passione esclusiva per la politica velava a volte il giudizio del Machiavelli, cui sfuggiva l'importanza di fatti che non fossero ad essa strettamente legati.

Cosi non manifestò alcun interesse per la scoperta dell' America, e alle imprese di un Cristoforo Colombo preferì quelle di un Cesare Borgia.

E insieme alle fatiche della diplomazia, le fatiche della milizia.

La guerra non è mai lontana: fiammeggia ora qui ora là nell'inquieta Penisola, da quando l'equilibrio fra stati e santerelli italiani, stabilito con tanta fatica da Lorenzo il Magnifico, si è rotto e i Francesi e gli Spagnoli hanno fatto del Paese il terreno di lizza per i loro conflitti.

Machiavelli, fin dalla prima legazione presso Cesare Borgia, l'ha ammirato per avere arruolato truppe nei suoi domini in luogo di mercenari forestieri.

Questi professionisti della guerra, avidi solo di guadagni e sempre pronti al tradimento, Niccolò non riesce a sopportarli. Li ha visti all'opera nella guerra di Pisa, che sono riusciti a protrarre per undici anni, fra cedimenti e inganni d'ogni genere.

Cristoforo Colombo

Cesare Borgia

Gli esempi dell'estero lo convincono che la forza degli stati riposa sui validi eserciti nazionali. Matura cosi il piano di dotare la Repubblica di una milizia propria, reclutata localmente.

Dopo anni di pressione, grazie soprattutto all'appoggio del gonfaloniere Pier Soderini, il suo programma viene adottato: si istituisce una nuova magistratura, i Nove della Milizia, e Machiavelli, naturalmente ne è creato segretario.

Molta parte del suo tempo, d'ora innanzi, sarà dedicata a ciò che lui chiama l'ordinanza: cioè ad arruolare nel contado fanti e cavalleggeri, ad istruirli, ad armarli. Nella liquidazione della guerra di Pisa, nel 1509, il nuovo contingente di truppa dà una discreta prova di sé e può reclamare una parte di merito.

Ma quando, nel 1512, i Francesi sono costretti a sgomberare l'Italia, e gli Spagnoli alleati col papa decretano il ritorno dei Medici a Firenze, le milizie dell'ordinanza - che, in realtà, non hanno mai visto una battaglia seria - si sbandano miseramente, e dopo 18 anni d'esilio, gli antichi signori possono riprendere possesso della città.
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