Machiavelli l'ultimo conflitto



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Machiavelli l'ultimo conflitto

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1527: tra i bagliori d'incendio del sacco di Roma l'Italia cade in mano degli stranieri.

Profittando del caos, Firenze scaccia di nuovo i Medici, ma neppure nel nuovo governo v'è posto per Machiavelli, che ne muore.
Lo stato di Firenze, come tutta l'Italia del resto, viveva frattanto nell'incubo di nuovi rumori di guerra.

Nel 1526 il conflitto fra l'imperatore Carlo V e il re di Francia si riaccendeva, con nuovo pericolo per la Penisola colta fra due fuochi.

Firenze diede inizio ai lavori di fortificazione delle mura, e Machiavelli ne fu nominato procuratore: scelta veramente curiosa, poiché non era mai stato ingegnere militare. Ma si preparava una nuova rivoluzione.

Le vittorie spagnole, la fuga del papa mediceo da Roma, la presa e il saccheggio della Città Eterna da parte dei lanzichenecchi di Carlo V offrivano al popolo fiorentino il destro di rovesciare nuovamente il governo dei Medici.

In città fu proclamata la Repubblica, con Niccolò Capponi in funzione di gonfaloniere.

lanzichenecchi

Benvenuto Cellini alla difesa di Roma, di Bernardo Celentano.

In altri tempi, durante il suo confino all'Albergaccio, Machiavelli avrebbe salutato un simile evento con sollievo, se non con entusiasmo. Ma ora il lavoro svolto con tanta pazienza e cosf modesti risultati per conquistare il favore dei Medici si ritorceva contro di lui.

Già perseguitato ed epurato dal governo principesco, tornava ad esserlo, quasi per un'ironia della sorte, dal governo repubblicano. Aveva sperato con tutto il cuore di rioccupare il suo ufficio di segretario; ma i recenti rapporti con i Medici lo facevano respingere. La sua fibra, che aveva resistito a tante scosse, non resse a quest'ultima. Si spense il 22 giugno 1527, confortato dai Sacramenti, lasciando poverissima la famiglia.

Non aveva che 58 anni. Fu seppellito in Santa Croce; ma dovevano passare due secoli e mezzo prima che sulla sua tomba un ammiratore facesse erigere il monumento che oggi la distingue, con la scritta famosa: Tanto Nomini Nullum Par Elogium: a cosi gran nome, nessuno elogio può stare alla pari. Francesco De Sanctis avrebbe voluto sostituirla con un'altra, appropriata: «Al Fondatore Dei Tempi Moderni ».
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