La vita di un Principe all'epoca del Machiavelli



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La vita di un Principe all'epoca del Machiavelli

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Nelle cerimonie ufficiali e nelle vicende domestiche, come viveva quel Principe che Machiavelli ha studiato dal punto di vista esclusivamente politico ?

LA NASCITA

Lusso e raffinatezza fin dal momento in cui viene alla luce: desco da parto (vassoio per portare le vivande alla nuova madre, finché si riposava a letto) di Lorenzo il Magnifico.
Vi è raffigurato uno dei Trionfi del Petrarca.

LA FANCIULLEZZA

Primo obbligo, la scuola: una scuola privata, con alcuni ragazzi per compagni e il nanerottolo, che lo diverte. Impara grammatica latina e retorica, per leggere poi i classici del passato.

Il maestro è, naturalmente, uno dei più quotati, proveniente dallo studio di Bologna.

Dopo la scuola, è bello cavalcare per le vie della città, scortato dai paggi, ammirato e vezzeggiato; e cogliere lo sguardo di qualche giovanissima damigella alla finestra. (Miniature della Grammatica di Donato.)

affreschi del Palazzo Schifanoia, a Ferrara

fidanzamento di Federico III con Eleonora di Portogallo; Pinturicchio

L'AMORE

Nelle corti rinascimentali si ascolta musica (le prime bande musicali nascono adesso); si canta, accompagnandosi col liuto, la viola, il clavicembalo; si danza la pavana, il salterello, l'angiola bella, la chirantana.

E fra musiche e balli, i giovani si innamorano, ed esprimono liberamente il loro amore.

Il matrimonio invece non è lasciato all'iniziativa personale, ma è un affare di famiglia, preceduto da un contratto nuziale stipulato dai genitori.

acconciatura di perle di Beatrice d'Este (di Leonardo e di Ambrogio de Predis)

gioielli del XV secolo
I GIOIELLI

In un'epoca in cui l'eleganza è legge non potevano mancare i gioielli, assai diffusi anche perché costituivano un investimento sicuro.

Principi e dame si adornano di perle, fermagli, anelli, spille, grossi collari d'oro con ricchi pendenti.

Questi ultimi sono particolarmente numerosi: nel gruppo di gentiluomini radunati per accogliere Lucrezia Borgia che giungeva sposa a Ferrara se ne contarono settanta.






Particolari dal Corteo dei Magi, Benozzo Gozzoli

LA CACCIA

Passione universale dei principi.

La più elegante è sempre quella col falcone, che è però considerata ormai poco più di un gioco.

I giovani più ardimentosi cercano nuove emozioni inseguendo il cinghiale, il cervo, l'orso, il lupo, che abbondano nelle selve ancora incontaminate.


Giostra nel cortile del Belvedere, in Vaticano, anonimo del XVI secolo.
GIOSTRE E TORNEI

Gli antichi esercizi di guerra sono ormai pretesti per trattenimenti mondani.

Nelle giostre ci si affronta singolarmente, nei tornei a gruppi.

Ma i combattimenti sono solo innocue schermaglie, un caracollare di fastosi costumi, uno sfoggio di abilità equestre.

Per non stancare i cavalli, le lustre armature si sono alleggerite, non potrebbero sostenere l'urto di un vero fendente: la cavalleria è tramontata.


corsa del palio a Ferrara; part. affreschi di Schifanoia.

LE CORSE

Una buona scuderia è d'obbligo per il signore rinascimentale, che deve sapersi accaparrare anche i migliori fantini ("paggi a correre") se ambisce a vincere nelle competizioni.

Le corse sono avvenimenti importanti, cui la società signorile assiste al completo; e i fantini non esitano a sferzare i cavalli col nervo di bue e a spronarli con speroni pungenti.


banchetto offerto dal Colleoni al re di Danimarca

I BANCHETTI

Il mangiar bene è un'arte, sia per la confezione dei cibi (si stampano i primi trattati di culinaria), sia per il modo di stare a tavola.

Le stoviglie sono spesso d'argento, le tovaglie di lino.

Oltre a cucchiaio e coltello è d'uso la forchetta, che l'Europa imparerà ad usare dagli Italiani; ma dai piatti di portata ci si serve ancora con le dita.

part. dal Corteo dei Magi, Benozzo Gozzoli.


la giornea, abito caratteristico del primo Rinascimento in queste carte da tarocchi databili intorno al 1450


la nuova moda (affresco del Signorelli)



particolari d'accessori (dipinti' del Pinturicchio) e un guanto di Tiziano.

part. da un dipinto del Pinturicchio

LA MODA

Siamo ad una svolta nella storia del costume.

Gli abiti maschili, lunghi prima fino a terra, s'accorciano, scoprendo notevolmente le gambe; e di conseguenza le calze acquistano un'importanza tutta nuova.

Superfluo sottolineare il lusso delle stoffe, dei fregi, degli ori, lusso che investe anche le livree della servitù, le bardature dei cavalli, i collari dei cani.

Nel '400 il viso di moda è glabro; le chiome, lisce o arricciate, coprono le orecchie; ma nel '500 i capelli sono più corti e viene di moda la barba.

Non più gonnella, ma giustacuori e giubbarelli.

Il costume maschile continua la sua evoluzione, mentre le lunghe calze si trasformano in calze a braca (di stoffa, tagliate in forma) e poi in attillatissimi calzoni.

Calze e calzoni sono di colori assai vivaci, con accostamenti contrastanti, spesso a righe, con variazioni asimmetriche e bizzarre, specie nei paggi.

Assai curati gli accessori: guanti di buon cuoio scamosciato; calzature molto varie, dalle pianelle agli stivaletti; sobri cappelli tondi e ampie berrette con le tese ripiegate.

cassone Strozzi Medici (XVI sec.)

sedia "Savonarola" intagliata

il trono detto di Giuliano de' Medici

vaso in ametista, a forma di pisside (XV sec.)

tazza in diaspro (XV sec.)

coppa in pietra dura (XV sec.)

LA CASA

Secoli di attività intelligente nelle botteghe, nelle banche e nei mercati portano adesso i loro frutti: l'Italia è ricca, di gran lunga più ricca degli altri Paesi europei.

Il nuovo benessere porta al rinnovamento edilizio, e armoniosi palazzi pieni di luce sorgono in luogo dei severi torrioni medievali.

Gli interni si arricchiscono di tappezzerie e lussuose decorazioni murali.

I mobili acquistano una semplice, sicura eleganza: la stessa che si ritrova anche nei ninnoli, negli argenti, nei vasi che a quei mobili si accompagnano.
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