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Benedetto Croce, nato a Pescasseroli negli Abruzzi
il 25 febbraio 1866, morto a Napoli il 20 novembre 1952, ritenuto un
"mostro di cultura" non era laureato,
Di famiglia facoltosa ha potuto dedicarsi completamente
all'attività di scrittore impegnandosi nei campi della filosofia,
della storia, della letteratura e dell'erudizione.
Legato da amicizia con Giovanni Gentile (che fu per molti
anni, e fin dall'inizio nel 1903, collaboratore della sua rivista «La
critica»), Croce ruppe questa amicizia quando Gentile aderì al fascismo.
A questa rottura, seguì da ambo le parti una polemica puntigliosa,
durata molti anni.
Per le sue opere intrise di critica politica, negli anni
del fascismo e della seconda guerra mondiale Croce ha assunto il valore
di simbolo della aspirazione alla libertà e ad un mondo in cui lo
spirito prevalga sulla violenza.
Tra le sue
numerose opere sono da ricordare : "'Estetica come scienza
dell'espressione e linguistica generale" 1902), "Logica come scienza del
concetto puro" 1909 "Filosofia della pratica, economica ed etica" 1909,
"Teoria e storia della storiografia" 1917, "Breviario di estetica" 1912,
il volume "La poesia" 1936, "Ultimi saggi" 1935, "La storia come
pensiero e come azione" 1938; "Il carattere della filosofia moderna",
1941; "Filosofia e storiografia" 1949, "Saggio sullo Hegel", 1912, e gli
studi su "Materialismo storico ed economia marxista" 1900, "Scritti di
storia letteraria e politica"
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