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Carlo Cassola, è nato a Roma nel 1917. La madre è originaria di
Volterra mentre il padre è lombardo, ma anch’egli ha vissuto a lungo
nella cittadina toscana.
La Toscana, in particolare la Maremma, diventerà la patria poetica e
spirituale dello scrittore, che vi si trasferirà nel ’40, partecipandovi
anche alla Resistenza. Insegna filosofia in un liceo di Grosseto e, dopo
la guerra, si dedica anche alla scrittura, attività già intrapresa prima
della guerra e temporaneamente trascurata.
Formatosi sul modello dei "Dublinesi" di Joyce, il cui influsso è
evidente nei racconti de "La visita" (1942), ha aderito più tardi a una
tematica neorealista con "Fausto e Anna" (1952), "Il taglio del bosco"
(1954), "La ragazza di Bube" (1960).
La vicenda de "La ragazza di Bube" si svolge in Toscana poco dopo la
conclusione della seconda guerra mondiale. In questi romanzi il neorealismo è
rivisto in chiave lirica, tratteggiando situazioni e figure nei loro
aspetti più sommessi e delicati.
In seguito tale registro è apparso condizionato dall'insistente ritorno
dell'equivalenza saggezza-rassegnazione: "Un cuore arido" (1961), "Il
cacciatore" (1964), "Monte Mario" (1973), "L'antagonista" (1976), "Vita
d'artista" (1979), "Il ribelle" (1980).
Negli ultimi anni della sua vita Carlo Cassola si è impegnato in una
intenso attivismo antimilitarista: "La lezione della storia" (1978),
"Diritto alla sopravvivenza" (1982), "Contro le armi" (1980), "La
rivoluzione disarmista" (1983)mantenendosi sempre autonomo dai gruppi
politici ufficiali.
Costretto all’immobilità da una grave malattia, lo scrittore si è spento
nel 1987 a Montecarlo, in provincia di Lucca.
(parzialmente tratto dal sito girodivite.it)
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