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S'i' fosse fuoco, arderei 'l
mondo;
s'i' fosse vento, lo
tempestarei;
s'i' fosse acqua, i'
l'annegherei;
s'i' fosse Dío, mandereil' en
profondo;
s'i' fosse papa, allor serei
giocondo,
ché tutti cristiani
imbrigarei;
s'i' fosse 'mperator, ben lo
farei:
a tutti tagliarei lo capo a
tondo.
S'i' fosse morte, andarei a
mi' padre;
s'i' fosse vita, non starei
con lui:
similemente faria da mi'
madre.
S'i' fosse Cecco, com' i' sono
e fui, torrei le donne giovani e leggiadre:
le zop[p]e e vecchie lasserei
altrui.
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Cecco Angiolieri
(Siena 1260 -1313)
Cecco Angiolieri nasce a Siena da
una ricca famiglia di banchieri Siena (c.1260, morto prima del
1313).
Ci sono rimaste poche notizie
biografiche,
di questo poeta contemporaneo di
Dante Alighieri,
legate per lo più a multe per il suo
comportamento indisciplinato e per
processi, alla dilapidazione dell'eredità paterna ed
alla morte in estrema indigenza.
Del resto le notizie che ci
rimangono si accorda con il ritratto di vita avventurosa e
sregolata che Cecco Angiolieri dà
con suoi sonetti, ne rimangono solo una decina,
che suonano simpatici e interessanti per la vivacità e l’ironia
di cui sprizzano.
"Tre cose solamente m’énno in grado […] cioè, la
donna, la taverna e ‘l dado"…
Così Cecco Angiolieri
si descrive in uno dei suoi sonetti: "tre cose soltanto mi
piacciono: le donne, la taverna (cioè, il vino) e il dado (cioè, il
gioco)".
La forte personalità e
il grande senso dell’ironia di
Cecco Angiolieri, a volte sfociano nel
cinismo più feroce, come nel suo
sonetto più famoso "S’i’
fossi foco…". dove, immaginando di essere fuoco,
acqua, vento, Dio, ecc… , si diverte a raccontare
che cosa gli piacerebbe fare.
La poesia di
Cecco Angiolieri risente dell'influenza dei
"guitti" entrando nei caratteri stilistici
del genere "comico".
Cecco è ideologicamente lontano dai
moduli dello stilnovismo. anzi, vi si oppone
con scherzi e sberleffi, anche sguaiati
nei sonetti amorosi per Becchina, una vera e propria anti-Beatrice,
La notizia della che Cecco
Angiolieri sia morto prima del 25 febbraio 1313 si ha da un documento in
tale datai con il quale isuoi figli
rinunciarono all’eredità paterna perché piena di debiti.
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