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Dacia
Maraini nasce a Fiesole il 13 novembre 1936, da una madre siciliana
appartenente all'antica famiglia degli Alliata di Salaparuta ed un padre
per metà inglese, famoso etnologo che ha scritto diversi libri sul Tibet
e sul Giappone, attualmente vive a Roma.
Dopo
un'infanzia particolarmente difficile, nella quale fa pure l'esperienza
del campo di concentramento, a Tokio con la famiglia, la scrittrice fa i
suoi primi studi a Palermo, poi, si trasferisce a Roma dal padre e
frequenta il liceo, arrangiandosi con lavori diversi facendo
l’archivista, la segretaria, la giornalista di fortuna.
A 21 anni fonda insieme ad altri giovani una rivista letteraria, "Tempo
di letteratura", edita da Pironti a Napoli, e comincia a collaborare con
riviste quali "Nuovi Argomenti" e il "Mondo".
Nel corso
degli anni Sessanta, oltre alla pubblicazione dei suoi primi romanzi "La
vacanza", "L’età del malessere", "A memoria", inizia ad occuparsi di
teatro fondando, insieme ad altri scrittori, il Teatro del Porcospino,
in cui si rappresentano solo novità italiane, da Parise a Gadda, da
Tornabuoni a
Moravia con cui visse dal
1962 al 1983, accompagnandolo nei suoi viaggi intorno al mondo.
Feltrinelli
pubblica le sue poesie che escono nel 1966 con il titolo "Crudeltà
all’aria aperta", Il libro viene recensito con molto favore dallo
scrittore Guido Piovene
Nel 1972
viene pubblicato il romanzo "Memorie di una ladra", dal quale
Monica Vitti ne
ricava il film "Teresa la ladra"
Segue, nel
1973, la fondazione del Teatro della Maddalena, gestito da sole donne
dove, cinque anni dopo, si mette in scena "Dialogo di una prostituta con
un suo cliente", tradotto in inglese e francese e rappresentato in
dodici paesi diversi.
Nel 1975 esce per Einaudi "Donna in guerra", pubblicato in sei lingue ed
è
di
quegli anni il testo teatrale "Maria Stuarda", che viene tradotto e
rappresentato in quindici paesi e ancora si continua a rappresentare.
Nel 1980 esce "Storia di Piera" scritto in collaborazione con Piera
Degli Esposti :il libro avrà otto edizioni e Marco Ferreri ne ricaverà
un film con
Marcello
Mastroianni, Hanna Shigulla e Isabelle Hupperer.
Del 1984 è il romanzo "Il treno per Helsinki", edito da Einaudi, che
viene tradotto in cinque lingue.
Segue 'lsolína" pubblicato da Mondadori nel 1985 e ripubblicato da
Rizzoli nel 1992, che riceve il premio Fregene.
Negli anni anni '90 la scrittrici pubblica diversi romanzi, come "La
lunga vita di Marianna Ucrìa" (1990) che riceve il premio Supercampiello
e il premio per il "Miglior libro dell'anno", una raccolta di poesie dal
titolo "Viaggiando con passo di volpe" (Rizzoli, 1991) che riceve il
premio "Città di Penne", il libro di teatro "Veronica, meretrice e
scrittora" (1991) che prende il premio "Fondi La Pastora", "Bagheria"
(1993, Rizzoli), "Voci" (1994), il saggio "Un clandestino a bordo"
(1996), "Dolce per sé" (1997), l'antologia di poesia "Se amando troppo"
(1998).
Il "Buio" (1999) che parla della violenza sull'infanzia e
sull'adolescenza raccontata in dodici storie riceve il "Premio Strega".
Seguono, sempre pubblicati dall'editore Rizzoli, "Fare teatro
(1966-2000)" che raccoglie quasi tutta l'opera teatrale di Dacia
Maraini, "Amata scrittura", un libro sulla trasmissione televisiva
condotta dall'autrice, nel 2000, e nel 2001 "La nave per Kobe", il
racconto che la famiglia Maraini compì per raggiungere il Giappone, da
Brindisi a Kobe, quando il giovane Fosco (padre della scrittrice che al
tempo aveva solo due anni) ricevette una borsa di studio in qualità di
etnologo, dopo essersi abbandonato alla rischiosa tentazione di
strappare la sua tessera fascista sotto gli occhi turbati del padre.
Nello stesso anno Fabbri pubblica il libro di favole "La pecora Dolly".
Nel 2004 la scrittrice pubblica con Rizzoli il romanzo "Colomba", nel
quale la Maraini accompagna i lettori alla scoperta di una storia dai
contorni fiabeschi, che penetra con delicatezza le motivazioni e i
sentimenti che muovono l'animo umano. Un itinerario intimo di scoperta
che conduce a riappropriarsi di un'identità personale e familiare.
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