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Dario De Judicibus, giornalista, scrittore
di saggistica e narrativa, nato a Brescia nel 1960 è consulente di
informatica e strategia aziendale, impegnato in campo sociale.
Laureato in fisica nel 1984 è entrato nel
1986 in IBM, dove ha lavorato come consulente. Si è occupato di
metodologie di soluzione dei problemi (Problem Solving) e processi
decisionali (Decision Making).
Dopo una serie di ricerche nel campo del
riutilizzo del software (Software Reuse) e della tecnologia di
programmazione orientata agli oggetti, si è dedicato allo studio delle
metodologie di condivisione della conoscenza ed è diventato Esperto di
Gestione della Conoscenza (Knowledge Management), materia di cui ha
tenuto diverse conferenze presso Università e Istituti di ricerca
italiani.
Dario De Judicibus si racconta così :
"... ho speso i primi anni della
mia vita cambiando spesso casa, dato che mio padre era un ufficiale
dell'Aeronautica Italiana. Un po' perchè in famiglia proveniamo da
diverse regioni, un po' a causa dei frequenti traslochi, non mi sento
particolarmente legato ad alcuna città o regione. Di fatto non so
parlare alcun dialetto né ho alcun particolare accento, anche se ho
vissuto parecchi anni sia a Firenze che a Roma.
Fino all'età di dieci anni ho
traslocato una volta all'anno. Un paio di volte anche due. Se da un lato
questo mi ha fatto conoscere molte città e paesi diversi, dall'altro mi
costringeva a cambiare ogni anno scuola e, ovviamente, a lasciare i
vecchi amici per ricominciare da capo da un'altra parte. Con questo non
voglio dire di essere un caso raro, naturalmente. Ci sono un sacco di persone
che vivono così: militari, diplomatici, ingegneri petroliferi o
minerari, scienziati, e via dicendo. Tuttavia, checchè se ne dica, non
ci si riesce mai ad abituare alla cosa, ed alla lunga ci si accorge di
aver perso più di quello che si è guadagnato.
Nel 1971 i miei si trasferirono a Roma. Qui, terminata la
scuola dell'obbligo, mi iscrissi presso il Liceo Scientifico
dell'Istituto Massimiliano Massimo all'EUR. L'Istituto Massimo è una
scuola di Gesuiti. A quell'epoca ero cattolico, impegnato in varie
attività di volontariato con il C14, un'associazione di giovani dai 14
anni in su che si occupava di raccolta carta e di altre attività in
favore dei poveri e del terzo mondo.
Più tardi, per ragioni personali, dopo aver studiato
altre religioni come l'Islamismo ed il Buddismo, feci un esame di
coscienza e diventai agnostico, cosa che sono tuttora. Essere agnostico
è differente da essere ateo. L'ateismo è una fede a tutti gli effetti,
un vero e proprio credo, né più né meno come una qualsivoglia religione.
L'agnosticismo nasce invece dalla consapevolezza di non avere fede in
qualcosa di specifico, cosa che non vuol dire che non si abbia comunque
una scala di valori, e nel contempo dal rendersi conto che non esiste la
possibilità oggettiva di affrontare il problema della divinità a partire
dalla sola logica o comunque in termini puramente razionali.
Anche dopo aver fatto una scelta così radicale, ho
comunque mantenuto sempre un ottimo rapporto con
i Gesuiti, di cui apprezzo l'enorme cultura e la grande elasticità
mentale. Nel 1978, sempre al Massimo, ho preso la maturità con il
massimo dei voti.
Nel 1978 ho lasciato i miei e sono andato a studiare a
Firenze dove mi sono iscritto al Corso di Laurea in Fisica
dell'Università degli Studi di Firenze. Ho passato degli anni splendidi
al Dipartimento di Fisica di Arcetri, dove tra l'altro ho conosciuto
quella che tuttora è la mia migliore amica: Manuela.
In quel periodo sono prima diventato membro dell'Istituto
Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), per poi recarmi spesso all'estero
per partecipare a varie collaborazioni internazionali nel campo della
Fisica delle Particelle Elementari.
Ho terminato gli esami nel 1982, dopo soli quattro anni,
ma ho dedicato ben due anni ad una tesi sperimentale che ho condotto in
parte in Germania ed in parte in USA: "Analisi spettroscopica dei
decadimenti radiativi della Y'.". Mi sono così laureato in Fisica nel
1984, magna cum laude, con una specializzazione in Fisica delle Alte
Energie. A quel punto mi sono trovato di fronte ad un bivio: o restare
presso l'Università con uno stipendio da fame come assistente, cercando
di tener duro in una città indubbiamente cara fino al conseguimento di
un eventuale Dottorato di Ricerca, oppure abbandonare quella che fino
allora era stata la mia unica strada ed a cui avevo dedicato tutte le
mie energie, e tornare a Roma per cercarmi un posto nell'industria
privata. Scelsi la seconda strada. Prima però dovevo espletare il
servizio di leva. Piuttosto che aspettare la chiamata come soldato
semplice, decisi di provare a diventare ufficiale. Avrei fatto qualche
mese in più, ma avrei almeno avuto uno stipendio con cui pagarmi le rate
della mia prima macchina. Partecipai quindi al concorso per Allievo
Ufficiale nell'Esercito. Il mio obiettivo era il Corpo Tecnico, ma i
posti erano pochi ed io non avevo nessuna raccomandazione. A onor del
vero non ci avevo neanche provato a cercarne una. Così, pur ottenendo un
ottimo risultato, finìi per entrare in Artiglieria. Sempre meglio che la
Fanteria, no?
.................alla fine feci un
colloquio presso una grossa azienda americana che opera nel campo
dell'informatica dove, dopo una lunga trattativa, ottenni condizioni
economiche e di lavoro che ritenni soddisfacenti. Così, il giorno dopo
essermi congedato, nel Giugno del 1986, fui immediatamente assunto ed
iniziai la mia carriera nel campo dell'informatica, campo nel quale
opero tuttora.
Negli anni a venire ho anche collaborato ad alcune
riviste di informatica ed ho depositato, per conto della mia azienda,
alcuni brevetti di invenzioni.
Ho lavorato per quasi undici anni come sistemista, per
poi passare negli ultimi anni al marketing, sempre come consulente
tecnico, però. Ora mi occupo di una strana disciplina chiamata Knowledge
Management, ovvero Gestione della Conoscenza, di cui sono consulente a
livello Europeo.
Nel 1989 mi sono sposato...27 Gennaio 1995 è nata
Isabella, una splendida bambina, bionda con gli occhi azzurri. Ma questa
è un'altra storia."
Infatti la per difendere i suoi diritti
di padre, alla separazione dalla moglie,
Dario De Judicibus, ha fondato "Padri ad
Ore", associazione a favore della bigenitorialità e, nel 2003, con d
altre Associazioni di genitori separati, la "Federazione Nazionale per
la Bigenitorialità" (Fe.N.Bi.), della quale è consigliere
nazionale, con lo scopo di favorire un cambiamento culturale nell'ambito
dei divorzi a favore della pari dignità fra i uomini e donne e del
principio di bigenitorialità e affidamenti dei minori.
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