|
Nato a Marradi (Firenze) il 20 Agosto del 1885, Dino Campana
visse una giovinezza travagliata, ribelle e disperata.
Compì i primi studi a Faenza, presso il Convitto Salesiano,
iniziò gli studi liceali a Faenza, e li finì a Carmagnola
(Torino).
Dopo un ricovero al manicomio di Imola
(1906), abbandonò gli studi di chimica pura all'università di Bologna ed
iniziò una serie di vagabondaggi in Svizzera e Francia (1907).
Nel 1908 lavora in Argentina come
bracciante e' poi a Odessa, Anversa, Bruxelles, Paris.
Nel 1909 viene arrestato e quindi internato in una clinica di Firenze,
riprende gli studi universitari ed ha contatti col gruppo di poeti e
intellettuali fiorentini futuristi.
Nell'autunno 1913 porta a Firenze, per
consegnarlo a Soffici e Papini il quadernetto dei suoi "Canti orfici ",
ma nella primavera successiva è costretto a riscriverli perché Soffici
ha perduto il manoscritto.
Nel 1914 fa stampare privatamente, da
un tipografo di Marradi, "Canti orfici".
Segue una nuova fase di viaggi, a
Torino, Domodossola e poi a Ginevra, dove fa l'operaio.
Allo scoppio
della guerra vorrebbe arruolarsi come volontario, ma viene di nuovo
rinchiuso in manicomio e nel
1916 conosce Sibilla Aleramo con la quale ha una relazione difficile ma
importante anche per il carteggio che ha prodotto.
Nel 1918 Dino Campana viene ricoverato nell'ospedale psichiatrico di
Castel Pulci, dove morirà nel 1932
Molti suoi scritti usciranno postumi: "Inediti" (1942),
"Taccuino" (1949), "Canti orfici e altri scritti" (1952), "Lettere"
(1958), "Taccuinetto faentino" (1960).
Nel 1970 è stato pubblicato il manoscritto perduto, "Il più
lungo giorno" , recuperato tra le carte di Soffici.
|