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Esopo

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Esopo

EsopoEsopo secondo gli studiosi ha vissuto tra il -VII e il -VI secolo.

E' stato un favolista greco, della cui vita si è impadronito ben presto la leggenda, ampliandone e romanzandone la biografia fino a formare un vero e proprio Romanzo di Esopo, diramatosi poi attraverso varie versioni in età tarda.

Della sua vita si ha una conoscenza soltanto episodica, basata su pochi riferimenti presenti nell'opera di scrittori di epoca successiva come Aristofane, Platone, Senofonte, Erodoto, Aristotele e Plutarco.

Un riferimento alla figura di Esopo si trova anche nella fiaba egizia della schiava Rhodopis, o Rodopi (un antico prototipo di Cenerentola).
Una fonte decisamente successiva è una "Vita di Esopo" che raccoglie gran parte dei racconti popolari su Esopo.

Il libro "Vita di Esopo" circola nel Medioevo almeno dal XIII secolo.
Il monaco del 300 Massimo Planude la trascrive come prefazione a una raccolta delle favole dello scrittore greco.

La mancanza di fonti e riferimenti certi ha portato alcuni studiosi a mettere in dubbio gran parte della tradizione sulla vita di Esopo come della sua stessa esistenza.

La tradizione narra che Esopo giunga in Grecia come schiavo, ma sulle cui origini vi sono numerose ipotesi (Tracia, Frigia, Egitto, Etiopia, Samo, Atene, Sardi e Amorium).

Nonostante ciò, oggi l'ipotesi dell'origine africana è oggi piuttosto accreditata, anche per lo stesso nome "Esopo" che potrebbe essere una contrazione della parola greca per "etiope", termine con cui i Greci si riferivano a tutti gli abitanti dell'africa sub-sahariana e molti animali che compaiono nelle favole di Esopo erano molto comuni in Africa, ma non in Europa.
Esopo
Inoltre la tradizione orale di molti popoli dell'Africa comprende favole con animali personificati, il cui stile spesso ricorda molto lo stile di Esopo.

Si narra che Esopo è schiavo di un certo Xanthus, dell'isola di Samo, che gli concede la libertà, (Aristotele, nel secondo volume della Retorica, riferisce di un discorso pubblico tenuto da Esopo in difesa di un demagogo di Samo.)

Vive poi alla corte di Creso, dove conosce Solone, e a Corinto ha l'opportunità di conoscere i sette saggi.

Si dice anche che visita Atene durante il regno di Pisistrato, dove avrebbe raccontato la favola La rana che voleva un re per dissuadere la cittadinanza dall'intento di deporre Pisistrato a favore di un altro regnante.

Ma altre fonti negano questa informazione, dicendo che Esopo si esprime apertamente contro la tirannia, avendo l'ostilità di Pisistrato che è inoltre contrario alla libertà di parola.

Secondo Erodoto, Esopo muore ucciso dalla popolazione di Delfi, non fornendo alcuna causa circa le cause di questo linciaggio, spiegate da altri autori in diversi modi (Esopo avrebbe offeso il popolo con il suo sarcasmo, oppure che avrebbe commesso un atto sacrilego).
Esopo
Secondo Erodoto, alla morte di Esopo segue una pestilenza che il popolo di Delphi interpreta come punizione divina per l'atroce omicidio commesso.

Sempre su Esopo si narra che avesse un aspetto orribile (Plutarco, usa numerose espressioni denigratorie nel descrivere l'incontro di Esopo con i sette saggi, ma non dice nulla del suo aspetto estetico).

Il mito della bruttezza di Esopo si basa sull'attribuzione del nome "ritratto di Esopo" a una statua di marmo grottesca che si trova a Villa Albani, a Roma.

Le Favole di Esopo sono una raccolta di 358 favole contenute nell'edizione critica curata da Émile Chambry costituite da un nucleo primario di favole a cui nel corso dei secoli se ne sono aggiunte molte altre di varia origine.

Le favole di Esopo si descrivono come archetipiche infatti la stessa definizione corrente di favola si basata appunto sulla favola esopica.

La struttura della favola esopica è semplice: protagonisti sono gli animali (leone, cane, volpe, rana, ecc.

), la narrazione è breve, lo stile semplice e chiaro, il fine l'insegnamento morale.
Esopo
Ogni animale incarna una qualità morale (negativa o positiva): questa tipologia rimarrà praticamente inalterata attraverso le rielaborazioni nei secoli.

Accanto agli animali emergono figure e aspetti "umani" della vita quotidiana.

La morale delle favole esopiche è semplice, pratica, diretta, ferma nel respingere prepotenza e arbitri, e nel difendere una forma elementare di giustizia.

Le favole di Esopo sono talmente celebri da aver acquisito nella cultura moderna il ruolo di proverbio, come La cicala e la formica, La volpe e l'uva, La gallina dalle uova d'oro, Al lupo! Al lupo!, spesso sono state riadattate da grandi scrittori di fiabe, come Fedro o Jean de La Fontaine.

Le favole di Esopo erano proverbiali anche in epoca medievale, pur non conoscendo gli originali, ma con le volgarizzazioni in lingua francese dette Isopet o con l'Esopo volgare in lingua volgare.

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