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Gabriel Garcìa Marquez
nasce ad Aracataca, villaggio al quale si è poi ispirato nell'inventare la
città di Macondo, un paesino costiero della Colombia, il 6 marzo
1928, cresce con i nonni materni a Riohacha, studia a Barranquilla e si
diploma al Colegio Liceo de Zipaquirá nel 1946..
Nel 1947 García Márquez si iscrive all' Universidad Nacional de
Colombiatrasferì a Bogotá, facoltà di giurisprudenza e scienze politiche
e pubblica il suo primo racconto "La tercera resignacion" sul giornale
"El Espectator".
Dopo i disordini del 1948, lasciata l'università, si
trasferì a Cartagena dove cominciò la carriera di giornalista lavorando
per vari giornali come opinionista, critico cinematografico, reporter
e nel 1954 pubblica il racconto "Foglie morte".
Nel 1955 Marquez lascia il suo Paese per sottrarsi alla dittatura che si è
instaurata e, come corrispondente per il suo giornale in Europa,
trascorre alcuni mesi a Roma, dove segue dei corsi di regia.
Quando il dittatore colombiano Pinilla chiude il giornale per il quale
Marquez lavorava, si trasferisce a Parigi dove vive poveramente.
Nel 1958, dopo un soggiorno a Londra, Garcia Marquez torna nel suo paese
e si sposa stabilendosi in Venezuela e, nel 1959, dopo la vittoria di
Fidel Castro, visita Cuba e lavora per l'agenzia "Prensa latina",
fondata dallo stesso Castro. prima a Bogotà, poi a New York dove, come
inviato alle Nazioni Unite, visse nel 1960 lo scontro tra Kennedy,
Kruscev e Castro.
A New York Marquez, per le posizioni assunte in favore di Castro, si
sente minacciato della CIA e degli esuli cubani e, nel 1961 si
trasferisce prima in Messico e poi in Spagna, lasciando il giornalismo
per dedicarsi alla scrittura.
A Città del Messico, nel 1962, scrive il suo primo libro "I funerali della
Mama Grande" che contiene anche "Nessuno scrive al colonnello, lavori
nei quali comincia a delinearsi il fantastico mondo di Macondo.
Nel 1967 pubblicò la sua opera più nota: "Cent'anni di solitudine", un
romanzo che narra le vicende della famiglia Buendía a Macondo. Un'opera
che è considerata la massima espressione del cosidetto realismo magico.
Dal 1975, Márquez vive tra il Messico, Cartagena de Indias, L'Avana e
Parigi.
Le opere che lo hanno portato alla notorietà, oltre quelle già citate
sono: "La morte ai tempi del colera", "Cronaca di una morte annunciata",
"Racconto di un naufragio", "L'autunno del patriarca", "Il generale nel
suo labirinto", "Notizie di un sequestro".
Nel 1982, viene insignito del Premio Nobel per la letteratura.
Nel 2001 Marquez, colpito da un cancro linfatico, si ritira lasciando
una commovente lettera agli amici, ma nel 2002 pubblica la prima parte
della sua autobiografia intitolata "Vivere per raccontarla" e, uscito
vittorioso dalla malattia, nel 2004 scrive un'altra opera,
"Memorie delle mie puttane tristi"
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