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Giuseppe
Berto e' nato a Mogliano Veneto, in provincia di Treviso, il 27
dicembre 1914.
Ha frequentato
il Ginnasio nel Collegio Salesiano "Astori" di Mogliano e il Liceo
Pubblico a Treviso.
Si e'
arruolato nell'esercito, iscrivendosi alla facoltà di Lettere
dell'Università di Padova, perché fra tutte era la meno costosa.
Scoppiata nel
1935 la guerra d'Abissinia, e' partito come volontario per l'Africa
Orientale, combattendo per quattro anni prima di rimanere ferito e
tornare in Italia, nel 1939, con due medaglie al valore militare.
Conseguita la laurea ha tentato la via dell'insegnamento abbandonandola
prestissimo per riarruolarsi e partire volontariamente per l'Africa con
il Battaglione Camicie Nere.
Fatto
prigioniero e trasferito a Hereford nel Texas, ha come compagni di
prigionia Gaetano Tumiati, Dante Troisi e Alberto Burri, qui fa le sue
prime vere prove di narratore e al ritorno in Italia, nel '46, pubblica
per Longanesi "Il cielo e' rosso", scritto a Hereford.
Il romanzo
diventa immediatamente un grosso successo internazionale
apprezzato, tra gli altri, anche da Hemingway e vince nel '48 il premio
Firenze.
Nello stesso anno esce "Le opere di Dio" e nel '51 "Il brigante".
L'insuccesso di questi due romanzi acuisce la depressione latente di
Berto trasformandola in nevrosi.
Dopo anni difficili, funestati dalla malattia, approda alla terapia
psicoanalitica che rappresenta una svolta esistenziale e artistica, il
cui risultato e' "Il male oscuro", che viene pubblicato nel 1964 e si
aggiudica in una sola settimana i due premi Viareggio e Campiello.
Tra le opere successive sono da ricordare "La cosa buffa" del '66,
"Modesta proposta per prevenire" del '71, "La gloria", ultimo romanzo,
scritto in soli sei mesi a Capo Vaticano.
Berto muore a Roma, nel 1986. Postumo e' uscito per Marsilio nel 1986 il
volume di saggi "Colloqui col cane".
Altri scritti:
Ancora sul
lettino con Berto
Viaggio negli abissi dell’anima. E ritorno
Cani e scrittori
Uno scrittore del nord che amava il sud
Le angosce d'un anarchico di destra
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