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Indro Montanelli,
scrittore, nasce a Fucecchio (Firenze), il 22 aprile 1909, è
stato una celeberrima figura del giornalismo italiano.
Laureato in giurisprudenza, comincia la sua carriera come cronista
al "Paris soir" a Parigi.
Tornato in Italia e inizialmente affascinato dagli ideali fascisti, si
arruola e parte per la guerra eritrea, come comandante di un battaglione
di Ascari.
Dopo l'Africa partecipa alla guerra di Spagna, dove le sue posizioni
contro il regime si radicalizzano, mentre la sua simpatia per gli
anarchici spagnoli, lo porta ad aiutare uno di loro (accompagnandolo
fuori frontiera). Il capo anarchico El Campesiño, lo premierà
regalandogli la tessera del partito anarchico, di cui Montanelli si
fregerà per tutta la vita.
La presa di posizione contro il fascismo, lo porta ai primi dissidi e
risentimenti in Italia: rifiuta la tessera del Partito e, espulso
dall'Albo dei Giornalisti nel 1937, per di evitare il peggio, Bottai gli
trova una cattedra di italiano nell'università di Estonia.
Ritorna in Italia, la sua rottura col partito fascista è manifesta e
prematura rispetto a quella di tanti altri "dissidenti" dell'ultim'ora,
riesce però a trovare un aiuto deciso al Corriere della Sera, che lo
vuole per le sue qualità.
Fa il reporter in giro per l'Europa, Germania (dove si parla di un
leggendario incontro con Hitler), Norvegia dove assiste all'invasione
tedesca, Finlandia, dove i suoi racconti della guerra tra Finlandia e
Russia appassionano i lettori italiani.
Torna in Italia, e trova lo sfascio dell'8 settembre. Si associa a
Giustizia e Libertà, il movimento partigiano clandestino, ma scoperto
dai tedeschi viene incarcerato a San Vittore, condannato a morte,
ma poi liberato per intercessione del Cardinale di Milano, "Ildefonso
Schuster".
Da questa esperienza scriverà uno dei suoi "Incontri", piccoli ritratti
di personaggi, da quello sul Generale Dalla Rovere, il regista Roberto
Rossellini saprà trarre un film che sarà Leone d'oro a Venezia.
A
guerra terminata Montanelli continua la sua attività di reporter, che lo
porterà a Budapest, durante l'invasione del carri armati russi, che la
sua penna tradurrà nella trama di un'opera teatrale, poi divenuta film
con la sua regia, "I sogni muoiono all'alba".
Tra le sue amicizie, si trovano personaggi fondamentali nella cultura
italiana dell'epoca, tra cui Leo Longanesi, e Dino Buzzati.
Dichiaratamente anticomunista, "anarco-conservatore", come amava
definirsi, i suoi atteggiamenti intransigenti e controcorrente, gli
valsero l'etichettature di "fascista" prima e di "comunista" poi.
Nel 1974, insofferente della linea troppo conformista del "Corriere
della sera", sotto la direzione di Piero Ottone, Montanelli lascia
il Corriere e fonda il "suo" giornale: "Il Giornale Nuovo", chiamato da
tutti "Il giornale di Montanelli".
Lo seguono molti colleghi e con "Il Giornale" Montanelli inizia la
sua lotta, sempre controcorrente, nei confronti del comunismo in
Italia.
Le sue intransigenza politica lo trasformarono in un bersaglio per le
Brigate Rosse, che nel 1977 gli spararono alle gambe (fu "gambizzato")
mentre si stava recando come ogni mattina al Giornale, perchè "schiavo
delle multinazionali".
Le difficoltà economiche de "Il Giornale" lo spingono ad accetta l'aiuto
di Silvio Berlusconi, allora giovane imprenditore, che ne diventa
editore.
Il loro sodalizio dura una decina d'anni, fino agli inizi degli anni
'90, quando l'entrata in politica del suo editore , lo pone di fronte
alla scelta deontologica per eccellenza, Montanelli decide di tentare
ancora una volta la strada più rischiosa, lasciando "Il Giornale" e
fondando "La Voce", in onore del suo caro amico Prezzolini.
Purtroppo il nuovo giornale non decollò ed in poco tempo, solo 13
mesi, "La voce" deve tacere
A Indro Montanelli viene offerta allora la direzione del "Corriere della
Sera", che egli rifiuta, accettando solo una collaborazione per rimanere
in contatto con i "suoi veri editori" come egli chiama i suoi lettori.
Costruisce la famosa e compianta "Stanza", spazio di confronto con loro.
Viene considerato il più grande giornalista italiano di tutti tempi,
riconosciuto e premiato come tale anche all'estero (la Finlandia lo
decorò, dagli Stati Uniti gli arrivò il riconoscimento come miglior
giornalista internazionale).
E' stato cronista della storia italiana; è vissuto nel periodo di
maggior trasformazione dell'Italia, ha vissuto di prima persona momenti
storici, ha intervistato personaggi del calibro di Winston Churchill,
Charles de Gaulle,Luigi Einaudi,Papa Giovanni XXIII, e molti altri.
Semplice, diretto ma raffinato scrittore, diventa membro onorario
dell'Accademia della Crusca, per cui combatte, sulle pagine de "il
Giornale" una battaglia affinchè questa ricevesse attenzione e aiuti dai
suoi lettori, per fare in modo che il più prestigioso centro di studi
sulla lingua italiana non scomparisse.
Scrive una notevole "Storia d'Italia" dedicata a un pubblico di non
addetti ai lavori. Nell'impresa fu aiutato da Mario Cervi e Roberto
Gervaso; ha scritto "Gli incontri", ma le sue opere mirabili sono gli
editoriali, raffinati , graffianti, controcorrente.
Indro Montanelli, il bastian contrario più ascoltato, il toscanaccio
dalla battuta più pungente, la firma italiane più letta, muore a Milano,
22 luglio 2001.
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