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José Saramago

José Saramago Biografia e Libri

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José Saramago

José SaramagoJosé Saramago, futuro Premio Nobel della Letteratura, primo e unico Premio Nobel per la Letteratura in lingua portoghese, nasce in un piccolo paese del Portogallo il 16 novembre 1922 e muore il 18 giugno 2010 in Spagna.

Studia a Lisbona ma à costretto abbandonare gli studi universitari per difficoltà economiche, mantenendosi con i lavori di ogni generi, salendo la scala del mondo del lavoro partendo dal basso, da fabbro, a disegnatore, ad assicuratore, a correttore di bozze, a traduttore, a giornalista, fino a impiegarsi stabilmente, per dodici anni, in campo editoriale come direttore letterario e di produzione di una casa editrice e curatore letterario e di produzione del supplemento culturale del quotidiano al "Diario de Lisboa".

Il suo primo romanzo "Terra del Peccato" del 1947 ebbe scarso successo, ma non gli tolse la voglia di scrivere, di esprimersi anche in poesia.

Pur vivendo in un regime dittatoriale nel 1959 si iscrive al Partito Comunista Portoghese che opera nella clandestinità e la sua vita si complica per la necessità di non farsi scoprire dalla Pide, la terribile polizia politica del regime.

 Negli anni sessanta, diventa uno dei critici più seguiti del Paese nella nuova edizione della rivista “Seara Nova” e finalmente pubblica la sua prima raccolta di poesie “I poemi possibili”.

Sino allo scoppio della Rivoluzione dei Garofani, nel '74, Saramago pubblica poesie "Probabilmente allegria", nel 1970, testi teatrali, novelle, romanzi e saggi
come "Di questo e d'altro mondo", nel 1971, "Il bagaglio del viaggiatore", nel 1973 e "Le opinioni che DL ebbe", nel 1974.

Assunto come vice direttore del quotidiano "Diario de Noticias" nel 1975, Saramago  diventa scrittore a tempo pieno, con l'obbiettivo di liberare la narrativa portoghese dai sudditanza ad altre lingue, segnando la strada ad una generazione post-rivoluzionaria.

Lo scrittore pubblica il lungo romanzo "Manuale di pittura e calligrafia" nel 1977 e "Una terra chiamata Alentejo", nel 1980 sulla rivolta della popolazione della regione più ad Est del Portogallo, ma è con "Memoriale del convento" scritto nel 1982, che ottiene finalmente il successo tanto atteso.

Saramago pubblica altre opere di grande impatto: "L'anno della morte di Riccardo Reis" e "La zattera di pietra" ottenendo numerosi riconoscimenti.

Gli anni Novanta lo consacrano sulla scena internazionale e con "L'assedio di Lisbona" ma con "Il Vangelo secondo Gesù" del 1991 scatenò una gran polemica.

Il romanzo sul Messia di questo contestatore gli mise contro il Vaticano ed il Governo portoghese che si rifiutò di presentare il libro ad un premio letterario europeo.

Saramago, offeso, lasciò Lisbona e si autoesiliò alle Canarie con la sua seconda moglie, continuando a scrivere occupandosi della sua passione per la politica, continuando a farsi nemici.

Accusato di antisemitismo per le sue posizioni a favore dei Palestinesi, si scontrò con la Chiesa cattolica portoghese per il romanzo "Caino",

si trovò contro la casa editrice italiana, Einaudi, che rifiutò di pubblicare un libro, "Il Quaderno" perché molto critico con Berlusconi.

Anche nel 1998, per il conferimento del Premio Nobel per la letteratura si sollevò un vespaio di polemiche per la scelta della Giuria e anche per le  interviste dello scrittore schiette e controcorrente.


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