Lilli Gruber

 

Vita dell'autore

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Lilli Gruber

Lilli Gruber

 

 

Lilli Gruber è giornalista professionista dal 1982.

 

E’ nata a Bolzano da una famiglia di imprenditori. Durante il fascismo la sorella della nonna materna fu inviata al confino e il padre, Alfred, fu insegnante clandestino nelle cosiddette “Katakomben-Schulen”. 

 

Lilli è sposata con Jacques Charmelot. Pratica il canottaggio e lo sci, ha studiato per otto anni danza e pianoforte. Educata a Verona presso le Piccole Figlie di San Giuseppe, dopo gli studi al liceo linguistico Marcelline di Bolzano e alla facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Venezia, torna in Alto Adige-Sudtirolo. Erano gli anni di Alexander Langer e dell’impegno - fatto proprio - per la nascita di una cultura del dialogo tra i diversi gruppi linguistici.

 

Svolge il praticantato giornalistico nell’allora unica televisione privata dell’Alto Adige, “Telebolzano”, e scrive per i quotidiani “L’Adige” e “Alto Adige”. Lilli Gruber si è iscritta all'albo dei giornalisti professionisti nel 1982, dopo due anni di collaborazione con la Rai in lingua tedesca, nell’84 viene assunta al Tg3 Regionale del Trentino-Alto Adige e in seguito viene chiamata dal direttore del Tg2 Antonio Ghirelli a condurre il telegiornale della Mezzasera e della Notte, inquadrata nella redazione di politica estera. Nel 1987 il nuovo direttore del Tg2, Alberto La Volpe decide di promuoverla alla conduzione del Telegiornale delle 19.45. Lilli Gruber diventa così la prima donna in Italia a condurre un tg di prima serata. 

 

Nell’88 comincia anche il lavoro di inviata di politica internazionale, prima in Austria con lo scandalo Waldheim, l’anno dopo in Germania dell’Est dove racconterà il crollo del Muro di Berlino. Su questa esperienza e sui 40 anni della DDR scriverà un libro per la Rai-Eri insieme a Paolo Borella dal titolo “Quei giorni a Berlino” (Nuova Eri). Nel 1990 viene chiamata da Bruno Vespa al Tg1, dove per due anni segue gli eventi più importanti di politica estera: dalla guerra del Golfo al crollo dell’Unione Sovietica, dal conflitto israelo-palestinese alla Conferenza di pace per il Medioriente, alla vittoria di Bill Clinton alle presidenziali del 1992. Nel ’93 vince la prestigiosa borsa di studio della University of Chicago, la “William Benton Fellowship for Broadcasting Journalists”

 

Nel 1994, dopo il talk-show politico “Al voto, Al voto”, passa alla conduzione del Tg1 delle 20.00. Continuerà a lavorare come inviata all’estero e a condurre gli Speciali sulla politica internazionale e i viaggi del Papa, che segue nel 2000 in Terra Santa e in Siria. Tra gli eventi seguiti, oltre ai ripetuti viaggi in Medioriente (Siria, Libano, Israele, Giordania, Iraq): la guerra nella ex-Jugoslavia, i test nucleari francesi a Mururoa nel Pacifico, le elezioni parlamentari e presidenziali in Iran, gli attacchi terroristici alle Torri Gemelle e al Pentagono dell’11 settembre 2001 e l’anniversario della tragedia nel 2002, la crisi irachena e la guerra contro l’Iraq. Resta a Bagdad per tre mesi. Su quell’esperienza nell’ottobre 2003 pubblica il libro “I miei giorni a Bagdad” (audiovideo per RealOne), edito da Rizzoli, che diventa un best-seller di oltre 100mila copie. Nel Novembre 2003 le viene consegnata dal Presidente Ciampi la onorificenza di Cavaliere OMRI come giornalista inviata in Iraq, dove ritorna per il primo anniversario della guerra.

 

Dal 1998 collabora con il quotidiano “La Stampa”, e per due anni è autrice della rubrica di politica internazionale “Punti di vista” sul settimanale del “Corriere della Sera , “Io Donna”. Collabora saltuariamente per “Tv Sorrisi e Canzoni” e per “Anna”, sempre sui temi della politica estera.

 

All’estero, Lilli Gruber lavora nell’88 per la Tv tedesca pubblica SWF dove conduce un talk-show mensile sull’Europa e nel 1996 quando lancia, conduce e co-produce da Monaco di Baviera il settimanale “Focus Tv” su Pro 7, televisione del gruppo Kirch. Nel ’99 realizza per “60 Minutes” della statunitense CBS un’intervista-ritratto con Sophia Loren. Oltre al tedesco, parla inglese e francese. Per anni si impegna nell’attività sindacale dell’Usigrai (audiovideo per RealOne), dove si batte per una cultura delle regole con concorsi pubblici per le assunzioni, percorsi di carriera trasparenti, diritti dei precari e delle donne (audiovideo per RealOne).

Nei primi mesi del 2002 viene invitata come “visiting scholar” a Washington al SAIS (School of Advanced International Studies) della Johns Hopkins University. Segue soprattutto i corsi sul terrorismo internazionale e tiene alcune lezioni sulla politica italiana. Da due anni viene invitata come “discussion leader” al World Economic Forum di Davos. 

 

Nel maggio 2004 le viene conferita la Laurea Honoris Causa della American University di Roma.

 

Lilli Gruber ha avuto numerosi riconoscimenti per la propria attività, fra i quali :

1988 Premiolino
1991 Premio Numeri Uno
1995 Migliore giornalista donna
1995 “Carlo Schmid Preis” in Germania
(premio per chi si è particolarmente distinto nella difesa della libertà d’informazione)
1998 Premio Fregene
2001 Premio Spoleto

Nel 2003 per la copertura della guerra in Iraq, tra gli altri:
Premio Sirmione-Catullo
Premio Ischia
Premio Chianciano
Premio Guidarello

 

 

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Incontro con Lilli Gruber

Presentazione del libro Chador. Nel cuore diviso dell'Iran


Palazzo Moroni, Padova 19 Novembre 2005

L'incontro è stato organizzato dall'associazione Cuore di carta a Palazzo Moroni nel centro di Padova.


L'ultimo libro della giornalista ed euro parlamentare Lilli Gruber è la storia di un viaggio in Iran, un paese in perenne evoluzione e di fondamentale importanza geopolitica per la sua posizione tra il Medio Oriente e l'Asia Centrale.

 

                                    

Lilli Gruber descrive l'Iran non come un monolite ma un Paese dalle mille sfaccettature con diversi spunti e battaglie.

"Le donne in Iran sono il vero motore del cambiamento. Sono il 65% della popolazione universitaria. Possono votare dai 15 anni e guidare la macchina ma sono vittima di molte discriminazioni. E' un Paese schizofrenico e pieno di contraddizioni. La legge islamica vuole che le donne arrivino vergini al matrimonio e la soluzione è un alto tasso di interventi estetici per la ricostruzione dell''imene."

"Nella visione occidentale il chador è una limitazione della libertà individuale delle donne ma non sappiamo che durante il periodo di Khomeini, portare il chador era un gesto di grande libertà."

Prima della Repubblica Islamica dell''Ayatollah Khomeini, il potere assoluto era detenuto dallo scià Mohammed Reza che si allineò con le posizioni occidentali vietando l'uso del chador nei luoghi pubblici.
Il fondamentalismo islamico e la repubblica islamica dominata dal clero di Khomeini reinstaurarono l'uso del chador che venne visto da molte donne come un gesto di libertà verso le precedenti imposizioni del regime assolutistico dello scià.

"La rivoluzione di Khomeini non avrebbe avuto un tale successo se non fosse stata appoggiata da tutti gli stati sociali, dalle forze politiche e religiose. Solo in seguito Khomeini istituì il proprio potere con l'istituzione di uno Stato teocratico nel quale le donne con un filo di rossetto o senza chador venivano imprigionate e frustate.
La libertà non è tanto l'imposizione di indossare oppure no il chador nei luoghi pubblici, ma la possibilità di una scelta da parte delle donne di indossare liberamente il segno di una tradizione."

"La schizofrenia del Paese si può notare anche nelle usanze comuni. Sugli autobus le donne devono sedersi dietro e gli uomini davanti. Per le leggi della segregazione razziale vi sono in aeroporto due ingressi, uno per gli uomini e uno per le donne. Eppure esistono delle forti contraddizioni, infatti si può entrare in un edificio ed essere pressati dentro un ascensore, uomini e donne insieme."

"In seguito all'elezione di un presidente iraniano moderato, Hojjat-ol-Eslam Seyed Mohammad Khatami si cominciarono a vedere i primi giovani riunirsi nei caffè, le coppiette camminare nei parchi mano nella mano. Cose inimmaginabili fino a qualche anno prima.
I dettagli hanno un significato profondo. Oggi le donne possono indossare i sandali e mostrare i piedi nudi con le unghie laccate. Le donne si truccano moltissimo e molte di loro si rifanno i nasi fino a far diventare la chirurgia estetica una vera e propria ossessione."

"L'Iran è un Paese che non può non essere preso in considerazione nello scacchiere internazionale. E' ricco di risorse naturali come il petrolio e vuole dotarsi dell''energia atomica. Il sistema è definito democratico perché è il popolo ad eleggere il presidente ed il parlamento. In realtà viene fatta una selezione dei candidati prima delle elezioni dal consiglio dei guardiani della rivoluzione per stabilire la compatibilità con i principi dell''Islam. E' il regime con la Guida Suprema religiosa che controlla i massimi organi di potere, compreso l'esercito.
E' un Paese che si definisce democratico ma che manda i giornalisti in galera se si oppongono al regime. Il Paese potrà cambiare solo con un sostanziale cambiamento della costituzione e della figura della Guida Suprema."

"Manca la certezza del diritto e questa situazione crea un clima di paura nel popolo che non può riconoscere quella linea rossa che non deve essere oltrepassata.
Dopo la disastrosa avventura irachena bisogna elaborare strategie di pace. La via del negoziato è l'unica praticabile. Il negoziato è difficile ma l'Ente internazionale per l'energia atomica continuerà a mandare ispettori per verificare che l'energia nucleare civile non venga utilizzata per scopi militari."

"Dobbiamo ricordarci che non esiste un solo Islam e un solo mondo arabo. Non credo sia possibile esportare la democrazia sulle ali di caccia bombardieri. Non esiste un solo modello di democrazia ma c'è un solo modo di rispettare i diritti umani."

A cura di Vincenzo Ciccone. Recensioni libri su zam.it

 

 

 

 

Libri della giornalista Lilli Gruber

altro Islam. Un viaggio nella terra degl L'altro Islam. Un viaggio nella terra degli Sciiti 
Gruber Lilli ; BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
€ 8,28   (Prezzo di copertina € 9,20  Sconto 10%)
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Chador. Nel cuore diviso dell'Iran Chador. Nel cuore diviso dell'Iran 
Gruber Lilli ; Rizzoli
€ 13,60   (Prezzo di copertina € 17,00  Sconto 20%)
altro Islam. Un viaggio nella terra degl L'altro Islam. Un viaggio nella terra degli Sciiti 
Gruber Lilli ; Rizzoli
€ 14,02   (Prezzo di copertina € 16,50  Sconto 15%)
miei giorni a Baghdad I miei giorni a Baghdad 
Gruber Lilli ; BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
€ 7,22   (Prezzo di copertina € 8,50  Sconto 15%)
miei giorni a Baghdad I miei giorni a Baghdad 
Gruber Lilli ; Rizzoli
€ 7,22   (Prezzo di copertina € 8,50  Sconto 15%)