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Luigi Capuana

Luigi Capuana Biografia e Libri

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Luigi Capuana


Luigi CapuanaLuigi Capuana,letterato, giornalista, drammaturgo, critico e teorico del verismo italiano nasce a Mineo, in provincia di Catania, nel 1839 da una famiglia di proprietari terrieri.

Nei primi anni della sua vita frequentò una scuola privata non troppo severa, visto che a dieci anni leggeva ancora sillabando, ma anche nelle scuole che frequentò più avanti, le comunali di Mineo e il Real Collegio di Bronte,non si distinse mai: allo studio preferiva il gioco e le zuffe con i compagni.

Da piccolo Luigi Capuana aveva una voce così limpida e viva, che gli fruttò il ruolo di recitatore di poesie dialettali, di versi amorosi in feste patronali e ricorrenze familiari.

Adolescente, Luigi Capuana,sviluppò una viva curiosità per molti campi del sapere, ma anche per la magia e le superstizioni, scrisse le sue prime poesie e pubblicò un giornaletto tra il serio e l’umoristico ed una commedia per mettere alla berlina gli insegnanti.

A diciotto anni Capuana entrò, per volere della famiglia, nella facoltà di Giurisprudenza del Siculorum Gymnasium di Catania.

Durante gli anni dell’Università, però, più che agli studi giuridici, si dedicò allo studio degli scrittori classici e in particolare di Dante, Virgilio e Ariosto.

Alla fine del 1859, Luigi Capuana riuscì a convincere la famiglia che era inutile fargli studiare leggeed abbandonò l’Università e tornò a Mineo, dove collaborò alla preparazione della spedizione dei Mille.

Nel 1861 trasferitosi a Firenze, frequentò i salotti letterari diventando critico teatrale per il giornale «La Nazione» e approfondendo la sua cultura letteraria leggendo appassionatamente Balzac e Flaubert.

A seguito della morte del padre e del peggioramento delle condizioni economiche della famiglia, Luigi Capuano si trovò nella necessità di avere un lavoro redditizio e, tornato a Mineo, dal 1870 cominciò a lavorare come ispettore scolastico.
Luigi Capuana
Luigi Capuana rimase a Mineo fino al 1877 ed in quegli anni, lavorò come editore, si occupò di fotografia, di incisione, di disegno, di ceramica, di amministrazione comunale e intrecciò una relazione amorosa con una ragazza analfabeta, assunta dalla sua famiglia come domestica.

Da questa relazione nacquero parecchi figli, che finirono però tutti all’ospizio dei trovatelli di Caltagirone.

Non era infatti pensabile a quell’epoca che un rispettabile borghese riconoscesse come suoi i figli nati dalla relazione con una donna di bassa estrazione sociale.

Nel 1877 Capuana pubblicò il suo primo volume di novelle "Profili di Donna" e si trasferì a Milano, con l’incarico di critico letterario e teatrale al "Corriere della Sera" dando il via al periodo più produttivo della sua attività di scrittore.

Nel 1979 pubblicò il suo primo romanzo "Giacinta", che divise opinione pubblica e critici.

Da allora Capuana, incoraggiato dal Verga, continuò instancabilmente a scrivere, totalmente inserito nel verismo italiano, corrente che considerava essenziale l’osservazione attenta e spassionata della realtà sociale e dei sentimenti.

Negli anni seguenti Luigi Capuana visse bevemente a Roma per dirigere il giornale letterario «Fanfulla della domenica», per tornare a Mineo dove fece il sindaco dal 1883 al 1888.

Tornato ancora a Roma ne 1888 conobbe Emile Zola e Luigi Pirandello allora giovani scrittori che in seguito lo ricordarono come maestro, scrisse e pubblicò sei raccolte di novelle, tre romanzi, un lungo racconto per ragazzi, Scurpiddu, oltre a raccolte di saggi, fiabe e scritti di attualità.

Lo scrivere per Luigi Capuano, oltre che a rispondere ad un'esigenza artistica aveva la funzione di affrontare le difficoltà finanziarie che lo perseguitavano.

Nel 1901 fu pubblicato il romanzo "Il Marchese di Roccaverdina", che ottenne un grosso successo di critica.

Intanto aveva conosciuto in circostanze romanzesche Adelaide Bernardini, una giovane donna che aveva tentato di uccidersi.

Dopo una convivenza durata molti anni, Capuana la sposò, nel 1908, a Catania, dove era andato ad insegnare lessicografia e stilistica all’università e dove continuò ad insegnare fino al 1914, anno in cui fu messo a riposo.

Luigi Capuana morì a Catania nel 1915 lasciandoci oltre i lavori citati, grandi opere letterarie come "Profumo", "Le Paesane", "La Sfinge", opere teatrali come "Malia", raccolte di novelle, anche per ragazzi"C'era una volta", "Il Racconta fiabe", "Chi vuol Fiabe chi vuole", "Si conta e si racconta".

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